Sicurezza

I diversi volti della criminalità

72
criminalità

Corruzione, riciclaggio e mafia. Sono molti i libri che trattano questi temi, ma pochi affrontano le tre differenti fattispecie nella consapevolezza che si tratta di fenomeni convergenti tra loro. “Corruzione, riciclaggio e mafia: la prevenzione e la repressione nel nostro ordinamento giuridico”, curato dal Professor Ranieri Razzante, docente di Intermediazione finanziaria e legislazione antiriciclaggio presso l’Università di Bologna (sede Forlì), ed edito da Aracne Editrice, è uno di questi.

L’evento di presentazione del volume, oggi presso Unioncamere, ha visto la partecipazione al dibattito di numerosi esperti e personalità tra cui: il Vice Ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, il Presidente ANAC, Raffaele Cantone, il Capo Pool Antiterrorismo della Procura di Roma, Giancarlo Capaldo, il Direttore UIF, Claudio Clemente, il Direttore del DAP, Santi Consolo, il Vice Capo della Polizia, Antonino Cufalo, il Direttore della DIA, Nunzio Ferla. E ancora Gian Maria Fara, Presidente Eurispes, Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei Deputati, Cosimo Ferri, Sottosegretario alla Giustizia, Santi Giuffrè, Commissario Governativo Antiracket e Antiusura, Ivan Lo Bello, Presidente Unioncamere, Francesco Mandoi, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, e il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini.

Razzante, mettendo a sistema professionalità maturate in ambito istituzionale, accademico e libero professionale, detta un “metodo” con il quale leggere e giuridicamente interpretare i fenomeni criminali oggetto dello studio. Inoltre, il merito del volume è quello di suscitare riflessioni e di proporre soluzioni integrate, nella convinzione che l’approccio empirico oltre che normativo non possano che essere integrati e unificati. Come spiega l’Autore: “L’idea di realizzare un volume di approfondimento nasce dalla consapevolezza che la corruzione, il riciclaggio e la mafia sono così contigui che hanno assunto una portata tale da richiedere una piena e convinta condivisione delle strategie di prevenzione e contrasto, poiché è spesso la disarmonia degli ordinamenti la fonte ideale per far proliferare gli illeciti delle mafie”.

Si offre in tal modo uno spaccato realistico del sistema della legalità, che se da un lato esalta il portato normativo nazionale, in particolare quello legato agli strumenti di contrasto offerti dalla misure di prevenzione, dall’altro evidenzia le lacune del sistema di aggressione ai patrimoni mafiosi. Come autorevolmente sostenuto nel volume, è fondamentale privare le organizzazioni criminali della propria linfa vitale e, purtroppo, ad oggi la strategia di contrasto non può dirsi realmente completa, almeno fino a quando non saranno realizzate efficaci e tempestive procedure di assegnazione e destinazione dei beni confiscati che, mediante il loro riutilizzo, offrano anche occasioni di sviluppo economico del territorio.

Il volume, frutto di una accurata ricerca scientifica, spazia dalla corruzione, al riciclaggio dei proventi illeciti, sino a giungere ad un’attenta, quanto critica, analisi degli strumenti di contrasto, passando dal momento legislativo, sia nazionale che internazionale, a quello più squisitamente operativo.

La prima parte del lavoro – “Dalla corruzione al riciclaggio dei proventi illeciti: l’economia secondo la criminalità organizzata” – analizza le fattispecie della corruzione e del riciclaggio. La criminalità organizzata assume sempre più le sembianze di un soggetto economico globale, con una spiccata vocazione imprenditoriale e specializzata nella fornitura di diverse tipologie di beni e servizi, illegali e non. La metamorfosi delle organizzazioni di tipo mafioso è stata favorita dalla crescita disordinata dei mercati. Ci si trova dinnanzi a vere e proprie holding della criminalità capaci di monitorare e gestire i più disparati target economici, in particolare nei settori strategici della finanza, dell’energia e dell’interscambio di beni e servizi. Tutto ciò ha consentito alle consorterie mafiose di acquisire un ruolo di primo piano nell’ambito del sistema produttivo, commerciale e finanziario.

Dopo aver esaminato l’evoluzione e l’attuale struttura della criminalità organizzata in Italia, il lavoro si sofferma più propriamente sugli aspetti economico-finanziari. È nota purtroppo la facilità con la quale le organizzazioni criminali s’infiltrano nell’economia e, nello specifico, nella gestione degli appalti, in particolare delle grandi opere pubbliche. In tal senso particolarmente interessante – e “premonitore” – risulta il paragrafo relativo all’interazione tra il mondo degli appalti pubblici e quello relativo alla emananda nuova disciplina di settore.

Aspetti questi che si legano strettamente con il reato di riciclaggio. Spesso, infatti, il delitto di corruzione costituisce reato presupposto di quello del riciclaggio. Interessante in tale ottica la disamina della nuova fattispecie dell’autoriciclaggio, sorto proprio per punire (per lo più) la corruzione. È questa l’innovazione che potrebbe essere utilizzata come chiave aggiuntiva contro i reati finanziari. Infatti, nel passato l’articolo 648bis del codice penale poteva essere applicato solo a colui che aveva intermediato nella circolazione del denaro di provenienza illegale (tra cui anche la corruzione), ora il corrotto (od il concussore) che dovesse effettuare un’operazione finanziaria con il denaro ottenuto in maniera illegale, verrebbe per questo condannato anche per autoriciclaggio in virtù del nuovo articolo 648ter1.

La seconda parte del lavoro – “Gli strumenti di contrasto: le misure di prevenzione e la confisca” – analizza innanzitutto la natura, lo scopo e le generali criticità delle misure di prevenzione previste dal codice antimafia, nonché le forme speciali di confisca dettate dalla normativa penale.

L’attenzione viene posta sui processi di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa. Basti pensare che L’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag) stima in 20-25 miliardi di euro il valore dei beni.

Un dato che fa comprendere quale possa essere in proporzione la ricchezza delle mafie, considerando che quella dei beni confiscati rappresenta solo la punta dell’iceberg, una quota assolutamente minoritaria dei diversi business e proventi criminali. Il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta, tuttavia, lungo e confuso, spesso non efficace. Sono numerosi i casi in cui i controlli hanno rilevato che alcuni beni, anche confiscati definitivamente, sono di fatto ancora in mano a soggetti mafiosi.

Il volume su “Corruzione, riciclaggio e mafia” fa emergere con chiarezza una inadeguatezza complessiva della macchina burocratico-amministrativa.

 

Ultime notizie
Economia

Eurispes, Fara: “Lo Stato torni proprietario e gestore delle grandi infrastrutture del paese”

"Autostrade, telecomunicazioni, energia, porti e grande logistica: dopo gli anni delle privatizzazioni per fare cassa, il Paese deve tornare proprietario e gestore delle grandi infrastrutture e dire basta allo shopping delle multinazionali straniere"
di redazione
Il punto

Per rimettere in corsa l’Italia, veloci pit stop, non megariforme

È la mancanza di infrastrutture il primo freno alla crescita del Paese. Lo Stato spende meno di 20 miliardi di euro l’anno,...
di Corrado Giustiniani
International

Così la “Fortezza Europa” avalla i respingimenti in mare

Negli ultimi anni l’Unione europea è stata protagonista di una gestione sempre più securitaria dei flussi migratori che hanno investito il proprio territorio. La tesi viene spiegat in un saggio di Marco Omizzolo e Pina Sodano, presentato a Wocmes 2018, Congresso mondiale di studi mediorientali.
di Marco Omizzolo
International

Proposta shock: “Il voto ‘ignorante’ valga meno di quello informato”

Il suffragio universale? Sopravvalutato. Il voto ‘ignorante’ valga meno di quello ‘informato’. Il voto ponderato é la proposta di Dambisa Moyo, una importante economista americana, originaria dello Zambia, autrice del libro Edge of chaos
di Alfonso Lo Sardo
Sondaggi & Ricerche

Con un animale in casa, niente viaggio per la metà dei padroni

Nell’ultimo anno oltre 2 italiani su 10 hanno confessato di aver speso di più per viaggi e vacanze, nonostante la crisi non sia ancora del tutto superata. Ma l'amore per i propri animali e la paura del terrorismo frenano la voglia di viaggi.
di redazione
Salute

Il Piano Sanità del ministro Grillo: più fondi e meno liste d’attesa

Sanità e salute: il neo ministro Giulia Grillo ha illustrato le linne programmatiche del suo mandato. Vaccini, risorse per la sanità, liste d’attesa da ridurre e aumento della trasparenza.
di redazione
Ambiente

Porto Hub di Palermo. “Piano ecosostenibile da 435.000 posti”

Un nuovo porto Hub a Palermo: è il progetto dell’Eurispes, presentato a palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione. Tutti i dettagli
di Alfonso Lo Sardo
Intervista

Educazione civica nelle scuole, Bruno Assumma: “Magistra vitae”

"L'educazione civica la personalità deve servire a stimolare una visione della vita e un "modus operandi" nella società", sostiene il professor Assumma.
di Valentina Renzopaoli
Intervista

Stefano Molina: «Educazione civica mirata allo sviluppo sostenibile»

Educazione civica nelle scuole: "Sì all'insegnamento dell'educazione civica, no al voto. La cittadinanza globale non è istruzione, ma educazione", sostiene Stefano Molina della Fondazione Agnelli
di Corrado Giustiniani
Intervista

Romeo (Lega): «La difesa deve essere legittima sempre»

Legittima difesa: "Se una persona sa che svaligiando una casa la farà sempre franca, non avrà nessun incentivo a smettere di delinquere". Il dibattito prosegue con l'opinione di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato.
di Corrado Giustiniani