Notice: Undefined offset: 1 in /home/awfdywmb/public_html/wp-content/themes/Newspaper-child/loop-single.php on line 27

Notice: Trying to get property 'cat_name' of non-object in /home/awfdywmb/public_html/wp-content/themes/Newspaper-child/loop-single.php on line 27
Sicurezza

I diversi volti della criminalità

criminalità

Corruzione, riciclaggio e mafia. Sono molti i libri che trattano questi temi, ma pochi affrontano le tre differenti fattispecie nella consapevolezza che si tratta di fenomeni convergenti tra loro. “Corruzione, riciclaggio e mafia: la prevenzione e la repressione nel nostro ordinamento giuridico”, curato dal Professor Ranieri Razzante, docente di Intermediazione finanziaria e legislazione antiriciclaggio presso l’Università di Bologna (sede Forlì), ed edito da Aracne Editrice, è uno di questi.

L’evento di presentazione del volume, oggi presso Unioncamere, ha visto la partecipazione al dibattito di numerosi esperti e personalità tra cui: il Vice Ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, il Presidente ANAC, Raffaele Cantone, il Capo Pool Antiterrorismo della Procura di Roma, Giancarlo Capaldo, il Direttore UIF, Claudio Clemente, il Direttore del DAP, Santi Consolo, il Vice Capo della Polizia, Antonino Cufalo, il Direttore della DIA, Nunzio Ferla. E ancora Gian Maria Fara, Presidente Eurispes, Stefano Dambruoso, Questore della Camera dei Deputati, Cosimo Ferri, Sottosegretario alla Giustizia, Santi Giuffrè, Commissario Governativo Antiracket e Antiusura, Ivan Lo Bello, Presidente Unioncamere, Francesco Mandoi, Sostituto Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, e il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini.

Razzante, mettendo a sistema professionalità maturate in ambito istituzionale, accademico e libero professionale, detta un “metodo” con il quale leggere e giuridicamente interpretare i fenomeni criminali oggetto dello studio. Inoltre, il merito del volume è quello di suscitare riflessioni e di proporre soluzioni integrate, nella convinzione che l’approccio empirico oltre che normativo non possano che essere integrati e unificati. Come spiega l’Autore: “L’idea di realizzare un volume di approfondimento nasce dalla consapevolezza che la corruzione, il riciclaggio e la mafia sono così contigui che hanno assunto una portata tale da richiedere una piena e convinta condivisione delle strategie di prevenzione e contrasto, poiché è spesso la disarmonia degli ordinamenti la fonte ideale per far proliferare gli illeciti delle mafie”.

Si offre in tal modo uno spaccato realistico del sistema della legalità, che se da un lato esalta il portato normativo nazionale, in particolare quello legato agli strumenti di contrasto offerti dalla misure di prevenzione, dall’altro evidenzia le lacune del sistema di aggressione ai patrimoni mafiosi. Come autorevolmente sostenuto nel volume, è fondamentale privare le organizzazioni criminali della propria linfa vitale e, purtroppo, ad oggi la strategia di contrasto non può dirsi realmente completa, almeno fino a quando non saranno realizzate efficaci e tempestive procedure di assegnazione e destinazione dei beni confiscati che, mediante il loro riutilizzo, offrano anche occasioni di sviluppo economico del territorio.

Il volume, frutto di una accurata ricerca scientifica, spazia dalla corruzione, al riciclaggio dei proventi illeciti, sino a giungere ad un’attenta, quanto critica, analisi degli strumenti di contrasto, passando dal momento legislativo, sia nazionale che internazionale, a quello più squisitamente operativo.

La prima parte del lavoro – “Dalla corruzione al riciclaggio dei proventi illeciti: l’economia secondo la criminalità organizzata” – analizza le fattispecie della corruzione e del riciclaggio. La criminalità organizzata assume sempre più le sembianze di un soggetto economico globale, con una spiccata vocazione imprenditoriale e specializzata nella fornitura di diverse tipologie di beni e servizi, illegali e non. La metamorfosi delle organizzazioni di tipo mafioso è stata favorita dalla crescita disordinata dei mercati. Ci si trova dinnanzi a vere e proprie holding della criminalità capaci di monitorare e gestire i più disparati target economici, in particolare nei settori strategici della finanza, dell’energia e dell’interscambio di beni e servizi. Tutto ciò ha consentito alle consorterie mafiose di acquisire un ruolo di primo piano nell’ambito del sistema produttivo, commerciale e finanziario.

Dopo aver esaminato l’evoluzione e l’attuale struttura della criminalità organizzata in Italia, il lavoro si sofferma più propriamente sugli aspetti economico-finanziari. È nota purtroppo la facilità con la quale le organizzazioni criminali s’infiltrano nell’economia e, nello specifico, nella gestione degli appalti, in particolare delle grandi opere pubbliche. In tal senso particolarmente interessante – e “premonitore” – risulta il paragrafo relativo all’interazione tra il mondo degli appalti pubblici e quello relativo alla emananda nuova disciplina di settore.

Aspetti questi che si legano strettamente con il reato di riciclaggio. Spesso, infatti, il delitto di corruzione costituisce reato presupposto di quello del riciclaggio. Interessante in tale ottica la disamina della nuova fattispecie dell’autoriciclaggio, sorto proprio per punire (per lo più) la corruzione. È questa l’innovazione che potrebbe essere utilizzata come chiave aggiuntiva contro i reati finanziari. Infatti, nel passato l’articolo 648bis del codice penale poteva essere applicato solo a colui che aveva intermediato nella circolazione del denaro di provenienza illegale (tra cui anche la corruzione), ora il corrotto (od il concussore) che dovesse effettuare un’operazione finanziaria con il denaro ottenuto in maniera illegale, verrebbe per questo condannato anche per autoriciclaggio in virtù del nuovo articolo 648ter1.

La seconda parte del lavoro – “Gli strumenti di contrasto: le misure di prevenzione e la confisca” – analizza innanzitutto la natura, lo scopo e le generali criticità delle misure di prevenzione previste dal codice antimafia, nonché le forme speciali di confisca dettate dalla normativa penale.

L’attenzione viene posta sui processi di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa. Basti pensare che L’Istituto nazionale degli amministratori giudiziari (Inag) stima in 20-25 miliardi di euro il valore dei beni.

Un dato che fa comprendere quale possa essere in proporzione la ricchezza delle mafie, considerando che quella dei beni confiscati rappresenta solo la punta dell’iceberg, una quota assolutamente minoritaria dei diversi business e proventi criminali. Il processo di sequestro, confisca e destinazione dei beni di provenienza mafiosa si presenta, tuttavia, lungo e confuso, spesso non efficace. Sono numerosi i casi in cui i controlli hanno rilevato che alcuni beni, anche confiscati definitivamente, sono di fatto ancora in mano a soggetti mafiosi.

Il volume su “Corruzione, riciclaggio e mafia” fa emergere con chiarezza una inadeguatezza complessiva della macchina burocratico-amministrativa.

 

Ultime notizie
riassetto dei poteri
Diritto

Il riassetto dei poteri

Il tema del riassetto dei poteri è al centro dell’attuale dibattito ed è strettamente collegato con le prospettive di una riforma della giustizia. L'ex magistrato Vincenzo Macrì fa alcune considerazioni partendo da un articolo a firma di Luciano Violante.
di Vincenzo Macrì
riassetto dei poteri
Economia

Fondi per il PNRR, erogata la prima rata: il punto della situazione

Un importante traguardo è stato raggiunto lo scorso 13 aprile, quando è stata erogata la prima tranche di pagamenti per il PNRR. Sono stati versati 21 miliardi di euro che si aggiungono al pre-finanziamento ottenuto lo scorso anno.
di Claudia Bugno*
precarietà
Attualità

Che cosa significa, oggi, vivere la dimensione della precarietà

La precarietà si afferma come la base esistenziale del vivere contemporaneo. Precarietà in termini lavorativi, come conseguenza delle crisi economiche; precarietà delle relazioni, accentuate dagli effetti della pandemia sulla salute mentale e sui legami di comunità; precarietà geopolitica e ambientale di un mondo minacciato da guerre e disastri ambientali.
di Giuseppe Pulina
precarietà
Rebibbia carcere
Attualità

Rebibbia, storie di vita dal carcere per affermare la funzione rieducativa della pena

A Rebibbia le storie di vita dal carcere femminile nel report del Servizio Analisi Criminale centrale: oltre alle analisi sui fenomeni criminali, viene ribadita la funzione rieducativa della pena tra sicurezza e trattamento.
di redazione
Rebibbia carcere
ricerca e sviluppo
Economia

Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE: la risposta alla crisi pandemica

La spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE è cresciuta dell’1,8% nel 2020. Nonostante il forte calo dell’attività economica determinata dalla pandemia da Covid-19, le economie dell’OCSE hanno quindi continuato ad investire in ricerca e sviluppo nel 2020.
di Cecilia Fracassa
ricerca e sviluppo
legal design
Economia

Il legal design: una nuova prospettiva di accessibilità e democratizzazione del linguaggio giuridico

La finalità antropocentrica del legal design I principali linguisti italiani evidenziano da anni che il linguaggio utilizzato dalle Istituzioni è distante anni luce...
di Andrea Strata e Alessandro Colella
legal design
react-eu
Italia Domani

REACT-EU: potenziate le risorse per il Mezzogiorno

Il REACT-EU, tra gli strumenti finanziati dal Next Generation EU, costituisce la seconda componente di origine europea all’interno del PNRR con cui...
di Claudia Bugno*
react-eu
guerra
Internazionale

Le guerre dimenticate, non meno feroci di quella in Ucraina

Come mai guerre atroci e lunghissime come quelle nel Tigrai, nello Yemen, in Siria, in Mali, non hanno ascolto nella politica italiana ed europea e trovano pochi spazi nei media? Perché non sconvolgono la sensibilità delle persone come invece sta accadendo per il conflitto in Ucraina? Lo stesso vale, del resto, per altre crisi estreme che provocano migliaia di morti e schiere enormi di profughi.
di di Emilio Drudi e Marco Omizzolo
guerra
25 aprile 2022
Società

25 aprile 2022, il ritorno della paura

La memoria della riconquista della libertà, avvenuta con la liberazione del 1945, si sovrappone alle immagini della tragedia ucraina che, a distanza di 77 anni, si consuma per le stesse ragioni di allora, i soprusi delle dittature. La “resistenza” in ogni epoca trae forza dal coraggio di vincere le paure.
di Angelo Perrone
25 aprile 2022
dispersione scolastica
Scuola

Dipersione scolastica e Dad: il fenomeno nelle scuole della Sardegna

Dispersione scolastica e DaD, quanto sono collegati questi due aspetti nel sistema scolastico costretto a modificare la propria organizzazione a causa della...
di redazione
dispersione scolastica