Un’Italia a più velocità: che cosa misura l’Indice di Esclusione
C’è un’Italia che funziona e una che arranca. A fotografarla è l’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes, uno strumento che non si limita a registrare i diritti scritti sulla carta, ma misura quanto questi diritti vengano davvero vissuti dai cittadini nella quotidianità.
Centoquarantanove indicatori e sette ambiti tematici – lavoro, economia, diritti sociali, servizi, salute, istruzione e diritti trasversali. Il risultato è una classifica che va dai 93,9 punti del Trentino-Alto Adige, regione più virtuosa, ai 109,3 della Calabria, fanalino di coda.
La Lombardia si ferma a 96,8 punti, collocandosi al 16° posto su scala nazionale. Un risultato che, a prima vista, potrebbe sembrare deludente per un territorio considerato la locomotiva d’Italia.
Il paradosso lombardo: prima sul lavoro, ultima sulla qualità della vita urbana
La Lombardia è una regione che sa creare occupazione meglio di chiunque altra in Italia. Lo conferma il dato sull’esclusione lavorativa: indice 91,8, miglior risultato nazionale. Tassi di occupazione elevati, contratti temporanei che in un terzo dei casi si trasformano in posizioni stabili, e oltre l’84% dei laureati occupato entro tre anni dal titolo. I giovani talenti, inoltre, scelgono di restare: il saldo sulla mobilità dei laureati è positivo.
Altrettanto solido il profilo economico (indice 94,3): redditi più alti della media, bassa incidenza della povertà, famiglie con una capacità di risparmio superiore al resto del Paese. Eppure, proprio nelle grandi aree metropolitane si annida una contraddizione difficile da ignorare: il costo degli alloggi e il carovita rischiano di escludere le fasce più vulnerabili dalla prosperità generale.
Il punto critico: diritti trasversali, l’ambito dove la Lombardia paga il conto della metropoli
Se c’è un’area in cui la Lombardia mostra il fianco, è quella dei diritti trasversali: sicurezza urbana, qualità ambientale, fiducia nelle Istituzioni. Con un indice di 102,4 e un quarto posto in classifica – dove un valore più alto significa più esclusione – la Regione sconta il prezzo della sua stessa densità produttiva e urbana.
L’indicatore sulla qualità dell’aria è tra i più preoccupanti: la percentuale di rilevazioni di PM2.5 superiori ai valori soglia fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità segnala un impatto significativo dell’attività umana sulla salute pubblica. Un tema che non riguarda solo l’ambiente, ma la capacità della regione di tutelare concretamente i suoi cittadini.
Sanità: strutture eccellenti, ma i medici di base mancano
Sul fronte della salute (indice 99,1, 13° posto), il quadro è contraddittorio. La rete ospedaliera lombarda è tra le più attrezzate d’Italia per tecnologie e posti letto, e il tasso di emigrazione ospedaliera (ossia il fenomeno dei pazienti che vanno a curarsi altrove) è il più basso del Paese.
Il problema è fuori dalle strutture ospedaliere. La Lombardia registra la dotazione più bassa di medici di medicina generale in Italia: 5,52 ogni 10.000 abitanti. E il 71% di questi medici ha già un numero di pazienti oltre la soglia consentita rappresentando il valore più alto a livello nazionale. Anche i pediatri di base scarseggiano rispetto alla media italiana, segnalando una fragilità strutturale nell’assistenza sanitaria di prossimità.
Servizi e digitalizzazione: Milano corre, le aree interne restano indietro
Nell’accesso ai servizi al cittadino (indice 96,1, 16° posto), la Lombardia offre il trasporto pubblico più esteso d’Italia e primeggia nella digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Le famiglie dichiarano poche difficoltà nel raggiungere farmacie, uffici comunali o pronto soccorso.
Ma sotto la superficie emergono alcune criticità: la qualità percepita dei trasporti pubblici delude, i tempi di spostamento per lavoro e scuola pesano sulla vita quotidiana, e trovare parcheggio è un’odissea. C’è poi un dato che sorprende: solo il 58% dei bambini frequenta scuole pubbliche per l’infanzia, uno dei valori più bassi d’Italia.
Istruzione e inclusione: in Lombardia studenti preparati, ma gap di genere nelle materie STEM
Sul fronte educativo (indice 98,3, 16° posto), gli studenti lombardi mostrano competenze alfabetiche e numeriche sopra la media nazionale, la dispersione scolastica è contenuta e la partecipazione culturale è tra le più vivaci del Paese. Le università attraggono un numero importante di iscritti.
Il rovescio della medaglia, d’altronde, riguarda i servizi per gli studenti universitari che sono insufficienti rispetto alla domanda, soprattutto per quanto riguarda posti mensa e alloggi. E rimane molto alto il divario di genere nelle lauree in discipline STEM, un segnale di disuguaglianza che il sistema formativo non riesce ancora ad affrontare efficacemente.
Società civile forte, ma poco digitale nella politica
L’esclusione sociale è tra le più basse d’Italia (indice 94,4): la partecipazione civica supera il 67%, quella sociale il 28%, e più della metà della popolazione possiede competenze digitali di base. La densità di società sportive è la più alta del Paese.
Un’anomalia, però, colpisce: solo il 20,3% degli utenti Internet utilizza la Rete per attività politiche o sociali, uno dei valori più bassi in Italia. E nelle aree interne, lontano dai grandi centri, l’accesso a spettacoli, eventi sportivi e intrattenimento rimane decisamente inferiore.
La Lombardia che funziona e quella che resta indietro
L’Indice di Esclusione elaborato dall’Eurispes restituisce l’immagine di una Lombardia a doppia velocità. Straordinaria sul mercato del lavoro e nell’economia, capace di attrarre talenti e garantire stabilità occupazionale. Ma ancora esposta a criticità strutturali: l’aria irrespirabile a causa dell’inquinamento, la carenza di medici di famiglia, le disuguaglianze nei grandi centri urbani e un sistema di welfare scolastico e universitario che non tiene il passo con la domanda.

