Rapporto Italia 2020, Gen.Governale (DIA): “Centrato il problema della crisi delle classi dirigenti”

Gen. Giuseppe Governale, 32esima edizione del Rapporto Italia dell’Eurispes: quali sono state le sue impressioni ascoltando le parole del Presidente, Gian Maria Fara, che ha illustrato i risultati?

Mi sembrano parole che centrano il problema. Il problema oggi, direi strutturale, è quello della crisi della classe dirigente; una classe dirigente che deve essere credibile e abbandonare, una volta per tutte, la mentalità dello “zero a zero”; la funzione della responsabilità deve essere la ricetta di ogni percorso e tutto questo si incentra, e deve incentrarsi, sulla capacità di cogliere quello che è successo nel passato in modo da potercene poi servire per le scelte. Un dato importante è che nel 2017 si sono laureati in Italia 34mila studenti in Scienze della Comunicazione e solo tre in Storia moderna e contemporanea. La scuola deve valutare la possibilità di migliorare questo aspetto, perché l’aspetto culturale associato ad una classe dirigente capace di saper fare squadra, costituisce uno degli strumenti per migliorare la qualità e il rapporto di fiducia nei confronti dei cittadini.

Anche quest’anno si conferma una fiducia molto alta dei cittadini nei confronti delle Forze di polizia, cresce la fiducia nei confronti della Magistratura; cala, invece, e di parecchio, quella verso Governo e Parlamento.

Questo è un dato non solo di oggi; certamente dobbiamo percepire che fidarsi delle Forze di polizia e della magistratura non è qualcosa di scontato, quindi siamo soddisfatti. Però, ritengo che i problemi della nostra società riguardino gli assetti della scuola e della televisione, cioè di coloro che devono essere capaci di veicolare le nozioni che fanno migliorare il livello di cittadinanza della gente e, su questi argomenti, c’è ancora molto a fare.

 

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