Gioco

Esports, il primo obiettivo è il riconoscimento come DSA. L’intervento

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Intervento dell’Avv. Andrea Strata, Direttore Osservatorio Permanente su Giochi legalità e patologie dell’Eurispes, in occasione della Fiera Enada di Rimini

Prima di focalizzare il mio intervento sul possibile inquadramento degli eSports nell’ambito del diritto sportivo italiano (dunque nell’ambito del CONI), ritengo sia utile porci una domanda: che cosa si intende per sport?
Molti risponderebbero che per sport si intendono quelle attività che richiedono allenamento, competizione, concentrazione, ma anche un notevole sforzo fisico, sudore, fatica. Ma siamo davvero sicuri sia così? Siamo davvero sicuri che per essere considerato “sport” occorra necessariamente la componente “fisica” (lo sforzo fisico)?
Attenzione, perché quello che per noi adulti può sembrare paradossale, per le nuove generazioni è del tutto normale. Siamo nell’epoca dei “nativi digitali”. E se per gli adulti è normale pensare: «Che cosa danno stasera in televisione?», per i nativi digitali il pensiero è ben diverso: «Stasera, anzi, all’ora in cui voglio io, vedrò esattamente quello che voglio io».
La tecnologia di oggi permette questo. La TV on demand ha rappresentato una rivoluzione del concetto stesso di televisione: l’utente non sceglie più tra i palinsesti che le emittenti propongono, ma costruisce da sé la propria programmazione. Allo stesso modo, per noi può sembrare assurdo inserire le competizioni di videogiochi tra gli sport tradizionali, per un millennial invece può sembrare ridicolo il contrario.
Ecco, per comprendere appieno il fenomeno, dobbiamo necessariamente fare uno sforzo intellettuale: proiettarci nella testa di un giovane ed uscire dai nostri preconcetti.

In Italia gli eSports non sono ancora discipline riconosciute dal CONI; attualmente, in àmbito eSports, vi sono delle associazioni che operano sotto l’egida di Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI (come l’AICS, MSP, ASI).
Sul punto credo sia interessante sapere che la struttura del CONI è composta da tre tipologie di enti:

1. Le Federazioni Sportive Nazionali: si pensi alla Federcalcio, alla FIT, Federbasket, ecc.
Le Federazioni Sportive hanno il monopolio dell’attività agonistica.
In sostanza, chiunque voglia svolgere attività sportiva a livello agonistico deve rivolgersi alle istituzioni federali per poterlo fare.

2. Enti di Promozione Sportiva: si tratta di associazioni che vengono riconosciute dal CONI, al fine di promuovere attività fisico-sportive con obiettivi ricreativi e formativi.
In sostanza, la mission degli Enti di Promozione Sportiva è quella di diffondere, nel modo più capillare possibile, la pratica delle determinate discipline di cui si occupano. Gli Enti di Promozione Sportiva sono quindi associazioni che si rivolgono ad un pubblico strettamente amatoriale.

3. Discipline Sportive Associate (DSA): sono discipline riconosciute dal CONI, che si distinguono per due ordini di motivi: o si tratta di discipline di tipo ludico-ricreativo, che non danno una percezione immediata di attività di carattere sportivo, anche a causa della scarsa componente fisica (si pensi al bridge, alla dama o agli scacchi); oppure si tratta di discipline che, pur essendo assolutamente percepibili come sportive da un punto di vista della componente fisica, sono di recente invenzione o organizzazione e comunque non sono riconosciute come sport olimpico (ad esempio, il rafting e l’arrampicata sportiva).

Al momento, le DSA riconosciute dal CONI sono 19:

– Federazione Arrampicata Sportiva
– Federazione Cricket Italiana
– Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali
– Federazione Italiana Palla Tamburello
– Federazione Italiana Pallapugno
– Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso
– Federazione Italiana Wushu-Kung Fu
– Federazione Italiana Biliardo Sportivo
– Federazione Italiana Bowling
– Federazione Italiana Sport Orientamento
– Federazione Italiana Kickboxing, Muay Thai e Shoot Boxe
– Federazione Italiana Twirling (uno sport simile alla ginnastica artistica)
– Federazione Italiana Turismo Equestre
– Federazione Italiana Rafting
– Federazione Italiana di America Football
– Federazione Italiana Tiro Dinamico Sportivo
– Federazione Italiana Gioco Bridge
– Federazione Italiana Dama
– Federazione Scacchistica Italiana.

Dunque, approfondendo il tema, scopriamo che il CONI riconosce come discipline sportive anche attività che non richiedono una componente fisica: dama, scacchi, bridge; o ancora discipline che non sono sport olimpici: bowling, rafting, arrampicata, ecc.

Ora, considerati gli alti livelli di agonismo raggiunti dai giocatori di eSports, è evidente che la strada che può essere intrapresa è quella di essere inizialmente inquadrati nell’ambito delle Discipline Sportive Associate (come gli scacchi, la dama, e tutte le discipline prima elencate), per poi valutare se vi siano i presupposti per la nascita di una vera e propria Federazione Nazionale di eSports, anche per sopperire a tutte le esigenze che questa disciplina pone su svariati fronti in termini organizzativi, procedurali, di tutela dell’integrità e della legalità.
Dunque, dopo aver esaminato le Discipline Sportive Associate, siamo ancora sicuri che per sport si devono intendere solamente le attività che richiedono necessariamente la prevalenza della componente fisica?
Gli eSports ben potrebbero essere inseriti nell’ambito delle discipline sportive riconosciute dal CONI, perché, pur non avendo una componente fisica prevalente, richiedono comunque una concentrazione elevatissima, allenamento costante e tanta competizione.
Tuttavia, per arrivare a ciò, occorrerà che il settore superi la frammentarietà che ad oggi lo contraddistingue; occorrono regole comuni ed uniformi, anche per il contrasto delle frodi nelle competizioni elettroniche. Occorre che il settore si ispiri a princìpi democratici ed al principio di uguaglianza e di pari opportunità nella partecipazione all’attività.
Su quest’ultimo punto, in realtà, credo che gli eSports possano insegnare molto allo sport tradizionale: in questo settore una persona disabile, tramite un pc, può battere un soggetto normodotato. Una donna può competere alla pari con un uomo.
Concludendo, credo che proprio come la TV on demand ha rivoluzionato il concetto di televisione, da qui a breve gli eSports potranno rivoluzionare il concetto di sport.
E se, come credo, gli eSports entreranno a pieno titolo nel mondo sportivo, allora immaginate arene gremite di spettatori che vanno a vedere i loro idoli che competono con i videogiochi: ciò che in realtà già accade in Asia (in Corea in particolare) ed in America.
Immaginate i circoli sportivi ed i circoli di eSports. Immaginate i classici esercizi (sale Bingo, sale Slot, punti scommesse) che sono soggetti alle limitazioni imposte dal “distanziometro” ed alle restrizioni orarie e che, quindi, non riescono più ad essere “economicamente sostenibili”, riconvertirsi in oratori digitali.
Siamo davanti ad un nuovo mercato, nuove occasioni di business: vedremo chi riuscirà a cogliere le opportunità che il fenomeno eSports darà certamente.

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