Nella seduta del 30 aprile scorso è stato sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni l’accordo tra il Governo e le Regioni avente ad oggetto il Piano strategico operativo di preparazione e risposta alle pandemie “da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico”, per il periodo 2025-2029. L’assenso da parte delle Regioni (nonché delle Province autonome di Trento e Bolzano) è stato unanime, grazie anche ad una serie di impegni che il Governo si è assunto su espressa indicazione delle Regioni ai fini di integrare la legislazione vigente in materia di personale sanitario, onde rafforzare la governance regionale, e di emendare il quadro normativo in modo da prevedere che le Regioni a statuto speciale e le Province autonome siano ammesse alla ripartizione di ulteriori risorse che si dovessero rendere disponibili oltre a quelle già previste dal Piano.
Il Piano di preparazione e risposta alle pandemie prevede 50 milioni di euro per l’anno 2025; 150 milioni per il 2026 e 300 milioni per ciascuno dei tre anni successivi
I termini dell’accordo riguardano l’approvazione del piano strategico operativo di cui trattasi, nonché dei criteri e delle modalità di riparto dello stanziamento previsto dall’art.1, comma 308, della legge 207 del 2024. Tale stanziamento prevede: 50 milioni di euro per l’anno 2025; 150 milioni per l’anno 2026; 300 milioni per ciascuno dei tre anni successivi. Complessivamente, quindi, alle attività di prevenzione ed eventuali contrasto e monitoraggio delle pandemie, durante il quinquennio 2025-2029 sono destinati 1 miliardo e 100 milioni di euro. Tali risorse sono destinate alle Regioni a statuto ordinario, mentre quelle a statuto speciale (e le Province autonome di Trento e di Bolzano) danno attuazione al Piano con le risorse a carico dei propri bilanci regionali e provinciali (come da legislazione vigente, che, per la Sicilia prevede l’applicazione di quote di compartecipazione).
Solo dopo l’esito positivo della valutazione del comitato di coordinamento possono essere erogate alle Regioni interessate le risorse relative alla prima annualità
L’accordo richiede che nel termine di 90 giorni le Regioni (comprese quelle a statuto speciale e le Province autonome) trasmettano al Ministero della Salute i relativi atti di recepimento del Piano nazionale, contenenti il cronoprogramma dei relativi adempimenti. Solo dopo l’esito positivo della valutazione effettuata da un apposito comitato di coordinamento (a composizione mista di rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali) possono essere erogate alle Regioni interessate le risorse relative alla prima annualità. Per le successive annualità sono previste analoghe modalità valutative accompagnate da puntuali ricognizioni delle attività svolte dalle Regioni.
La pianificazione quinquennale si propone di garantire una risposta tempestiva alle pandemie sia sul piano nazionale che su quello territoriale
La pianificazione di durata quinquennale (il precedente piano era quello relativo agli anni 2021-2023) si propone di garantire, attraverso lo stretto coordinamento tra tutti i livelli istituzionali, una risposta tempestiva sia sul piano nazionale che su quello territoriale. A tal fine risultano introdotte alcune innovazioni di particolare rilevanza: digitalizzazione dei sistemi di monitoraggio epidemiologico; maggiore utilizzo dei dati per la prevenzione; rafforzamento delle piattaforme di sorveglianza; sviluppo di protocolli flessibili e adattivi.

