HomeIstituzioniIn dirittura d’arrivo il nuovo Piano per le emergenze...

In dirittura d’arrivo il nuovo Piano per le emergenze epidemiche

di
Francesco Giulio Cuttaia

Nei giorni scorsi la Conferenza Stato-Regioni ha dato parere favorevole sullo schema di decreto del Ministro della Salute che ha per oggetto il Piano Nazionale per le emergenze epidemiche (PNE) 2026-2030. Quest’ultimo aggiorna e sostituisce l’analogo Piano del 2014, alla luce delle modifiche normative introdotte dall’art.43 del Regolamento (UE) 2016/429, relativo alle malattie animali trasmissibili, e in attuazione del decreto legislativo 136/2022 in ordine al contrasto delle malattie animali.

Il Piano Nazionale per le emergenze epidemiche 2026-2030 aggiorna e sostituisce l’analogo Piano del 2014

In particolare, il nuovo PNE si propone di conseguire i seguenti obiettivi: garantire un livello elevato di sensibilizzazione e preparazione alla gestione delle emergenze da parte delle autorità competenti, centrali, regionali e locali; definire con maggiore precisione i ruoli di tali autorità, nonché di altre amministrazioni ed enti coinvolti nella prevenzione e gestione delle emergenze; individuare le fasi della gestione dell’emergenza sanitaria a partire dalla preparazione fino alla post emergenza; definire le procedure per garantire l’accessibilità alle strutture, ai laboratori, alle attrezzature, al personale, ai fondi di emergenza e a tutte le ulteriori risorse necessarie per l’eradicazione rapida ed efficace delle malattie degli animali terrestri ed acquatici. La predisposizione del Piano, a cura del Ministero della Salute, in raccordo, tra gli altri, con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, con il coinvolgimento delle Regioni, si propone di delineare un modello più strutturato e coordinato di analisi preventiva ed intervento.

Il Piano per le emergenze epidemiche riserva la massima attenzione alle patologie ad alto impatto, come la peste suina africana e l’influenza aviaria 

In particolare, è riservata la massima attenzione alle patologie ad alto impatto, come la peste suina africana (in relazione alla quale si mira ad attuare una sorveglianza precoce e a contenere l’eventuale diffusione soprattutto nella fauna selvatica); l’afta epizootica (a proposito della quale si prevede l’abbattimento degli animali infetti e sospetti e l’istituzione di zone di salvaguardia e protezione); l’influenza aviaria (con riferimento alla quale si prevede l’individuazione precoce di focolai e il conseguente abbattimento dei capi infetti o sospetti, nonché la delimitazione di aree di protezione e sorveglianza con immediato rafforzamento dei controlli sanitari negli allevamenti avicoli). L’adozione, quando se ne ravviserà l’esigenza, di tali misure, sarà agevolata dall’utilizzo di manuali operativi in grado di fornire indicazioni tecniche di immediata esecuzione a tutti i soggetti che dovranno intervenire.

Per rimanere aggiornato sulle nostre ultime notizie iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo email: