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Il percorso dell’autonomia regionale differenziata: sottoscritte pre-intese con quattro Regioni

di
Francesco Giulio Cuttaia

Lo scorso 18 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato gli schemi di intesa preliminare per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Si tratta del primo passo della complessa procedura prevista dalla legge 86/2024 (sulla quale ha peraltro inciso la sentenza n.192/2024 della Corte Costituzionale che ha sancito l’illegittimità costituzionale di alcune sue disposizioni), per il concreto ottenimento da parte delle Regioni richiedenti di nuove funzioni normative e poteri amministrativi. È necessario infatti un passaggio in Conferenza Unificata (Stato-Regioni e Stato-Città e Autonomie locali), la quale dovrà esprimersi al riguardo, anche se tecnicamente si tratta di una valutazione di per sé non vincolante, ma di sicura pregnanza politica. Successivamente, le pre-intese dovranno essere esaminate dalle Camere, le quali esprimeranno al riguardo atti di indirizzo.

Il Governo predisporrà per l’autonomia regionale un apposito disegno di legge, con allegato lo schema definitivo di ogni singola intesa

Completato questo percorso valutativo, le pre-intese torneranno in Consiglio dei Ministri per la loro approvazione definitiva da parte del Governo e il successivo invio alle Regioni interessate. A quel punto, sulla base delle delibere dei rispettivi Consigli regionali, il Governo predisporrà un apposito disegno di legge, con allegato lo schema definitivo di ogni singola intesa, che sarà trasmesso al Parlamento per l’approvazione finale (in ordine alla quale è richiesta la maggioranza assoluta). Circa la tempistica per completare i diversi passaggi essa non è quantificabile in termini precisi, in quanto è rimessa soprattutto alla volontà politica che è sottesa all’approvazione dei relativi adempimenti. Comunque, i passaggi non sembra che possano essere rapidissimi anche alla luce delle integrazioni nel frattempo da apportare alla legge 86/2024 a seguito dei rilievi della Corte Costituzionale. Resta il fatto che l’approvazione in Consiglio dei ministri delle quattro pre-intese costituisce un momento fondamentale per la realizzazione dell’autonomia regionale differenziata entro l’attuale legislatura.

L’intesa preliminare riguarda l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto

Quanto al contenuto, le pre-intese hanno ad oggetto quattro materie fondamentali. Sanità, con l’attribuzione alle Regioni richiedenti di maggiore discrezionalità nella gestione delle risorse, rispettando i LEA e previa verifica delle condizioni di equilibrio economico-finanziario del settore regionale. Protezione civile, con l’attribuzione di peculiari funzioni al Presidente della Regione, il quale, ad esempio per far fronte ad emergenze regionali potrà emanare ordinanze in deroga alla disciplina statale, e la previsione per le Regioni dell’esercizio di poteri in ordine al reclutamento e alla formazione del personale addetto alla protezione civile. Professioni, con la possibilità per le Regioni di disciplinare professioni non ordinistiche di rilievo regionale e di provvedere al riconoscimento di nuove professioni in àmbito regionale. Previdenza complementare e integrativa, con possibilità per le Regioni di promuovere, disciplinare e finanziare forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale, nonché di assumere la rappresentanza negoziale per la definizione di accordi con i fondi pensione in favore del personale regionale e di quello degli enti locali esistenti sul territorio regionale e dei dipendenti del Servizio sanitario regionale.

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