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I BRICS+ e la sfida del pluralismo pragmatico: oltre la retorica dei blocchi

di
Domenico Zagarrio*

La recente conferenza “La Crescita dell’Asia” (“The Rise of Asia”, febb. 2026”) svoltasi in collaborazione tra l’Università Paris 1 Panthéon-Sorbonne e l’Università di Le Havre Normandy, ha rappresentato un’opportunità unica per comprendere le principali dinamiche che caratterizzano l’attuale panorama geopolitico e geoeconomico con particolare attenzione all’evoluzione del coordinamento BRICS Plus: una piattaforma di cooperazione tra paesi in cui convergono interessi e politiche differenti, accomunati da un obiettivo di sempre maggiore cooperazione strategica. Paesi, sia detto per inciso, che hanno comunque in essere accordi di collaborazione e partenariato con la Ue e con i suoi Stati membri, tra cui l’Italia. In un contesto generale di crescente competizione, frammentazione, rotture, i BRICS+ si stanno progressivamente affermando come una piattaforma fortemente dinamica e funzionale, capace di influenzare gli equilibri economici internazionali con oltre il 45% della popolazione mondiale e il 37% del Pil globale. Nel panorama attuale appaiono, quindi, come degli attori che tentano di proporre nuove modalità di collaborazione, mirando a un sistema geopolitico multipolare diverso dall’attuale, più equilibrato e inclusivo.

Il “paradosso BRICS”: tra potenziale e risultati concreti

I  numerosi esperti internazionali che hanno partecipato alle Sessioni BRICS, il cui coordinamento è stato affidato al Laboratorio dell’Eurispes sui BRICS, hanno messo in risalto innanzitutto il fatto che, nonostante l’importante peso economico e sociale, la realtà BRICS continua a suscitare un misto di attrazione e di scetticismo: se ,da un lato, infatti, si riconosce il gran potenziale del raggruppamento, dall’altro i risultati concreti restano ancora limitati. Tra i principali successi spiccano la New Development Bank (NDB) e il Contingency Reserve Arrangement (CRA), due entità finanziarie che mirano a ridurre la dipendenza dalle tradizionali istituzioni multilaterali, rafforzando l’autonomia del blocco. Da registrare, ancora, il valore significativo della crescente pratica di utilizzo delle monete nazionali nelle operazioni economiche e finanziarie tra gli Stati del coordinamento, come forma di autotutela dalle tensioni internazionali. Tuttavia altre iniziative ambiziose, come la creazione di una valuta comune(già denominata R5) o di un sistema di pagamento unificato, risultano ancora in fase di stallo, senza una reale operatività e caratterizzate da difficoltà politiche ed economiche.

Una mappa di interessi divergenti

Una caratteristica cruciale, che spesso si traduce in limite, è l’eterogeneità. I BRICS+, a differenza di altre unioni formali tra Stati, non godono di una specifica prevalenza in un determinato contesto geografico e geopolitico. Questa situazione fa si che i membri possano essere differenziati in tre principali orientamenti che riflettono i vari approcci all’ordine globale. Il primo “gruppo” (rappresentato da Russia e Cina) è orientato verso una riforma delle istituzioni politiche ed economiche mondiali e dal conseguimento di una maggiore autonomia nelle transazioni internazionali, supportata dalle crescenti strategie di de-dollarizzazione. Un secondo “gruppo”, comprendente di India, Brasile, Emirati Arabi Uniti e Sudafrica, considera i BRICS+ come una piattaforma strategica volta a diversificare la propria autonomia economica e politica, continuando però, parallelamente, a dialogare con altre potenze globali esterne. Infine paesi come l’Egitto, l’Etiopia, l’Indonesia riconoscono nel gruppo una grande possibilità di legittimazione economica e politica a livello internazionale. Queste frammentazioni interne risultano particolarmente evidenti in presenza di variabili complesse. Le tensioni geopolitiche per la guerra in Ucraina, ad esempio, e attualmente in Iran, hanno reso il gruppo incapace di prendere una posizione unitaria, a causa delle divergenze politiche dei membri.

Una nuova definizione di sicurezza e stabilità

Un ulteriore aspetto innovativo emerso durante la conferenza riguarda il nuovo ruolo attribuito al concetto di sicurezza globale proposto dai BRICS+.  Il tema della sicurezza è stato fortemente ridefinito e collegato ad una visione più inclusiva, aldilà dei tradizionali sistemi difensivi e di confini. A tal proposito, il coordinamento si propone come principale promotore della “sicurezza delle risorse”: un concetto che include diversi pilastri fondamentali volti a garantire la stabilità globale basata sulla disponibilità delle risorse vitali come cibo, energia e sicurezza digitale. In questo contesto la Dichiarazione Finale del vertice BRICS di Kazan del 2024 ribadisce che la stabilità globale non può essere affrontata senza prima risolvere le cause di povertà, disuguaglianza e di accesso a tali risorse.

Le sanzioni come opportunità di cooperazione tra i BRICS+

Il contesto geopolitico attuale segnato dalle sanzioni imposte a alcune delle principali economie dei BRICS+, come Russia e Iran, ha ampiamente ostacolato la loro capacità di operare nei mercati globali. Tuttavia, queste limitazioni, hanno incentivato la cooperazione tra i membri, spingendoli a sviluppare alternative commerciali e finanziarie che riducono la dipendenza dalle tradizionali strutture occidentali. La creazione di sistemi di pagamento alternativi, unito al crescente utilizzo di valute locali per gli scambi interni al gruppo, rappresenta soltanto una piccola parte di quelle che sono i possibili sviluppi futuri. L’esclusione della Federazione Russa dal sistema dei pagamenti SWIFT può essere definita come un forte input volto al miglioramento della sovranità finanziaria interna al gruppo. In tal senso il progetto BRICS Pay costituisce l’alternativa principale, rappresentando infatti una piattaforma digitale, ancora in fase di sperimentazione, che mira a rendere interconnessi i più importanti sistemi di pagamento nazionali come SPFS (Russia), CIPS (Cina), UPI (India) e PIX (Brasile). In questo scenario gli obiettivi dei BRICS+ non si limitano a rispondere passivamente alle sfide globali, ma costituiscono serie alternative volte a migliorare l’autonomia e lo sviluppo del gruppo nel medio-lungo termine.

La presidenza BRICS 2026 da parte dell’India

Nell’assumere la presidenza BRICS 2006, il primo ministro dell’India, Narendra Modi, confermandosi come un “costruttore di ponti”, ha scelto una linea di impegno definita con la seguente frase “Costruire Resilienza e Innovazione per la Cooperazione e la Sostenibilità” e ha confermato in più dichiarazioni di voler operare secondo una linea di connessione e cooperazione con le principali istituzioni e realtà geopolitiche internazionali, non di contrapposizione. Una posizione il cui valore è stato riconosciuto ed evidenziato dalla maggior parte degli esperti che hanno partecipato alla conferenza francese e interpretato come un elemento costruttivo e positivo in uno scenario sempre più frammentato, come quello attuale.

*Domenico Zagarrio, Esperto, Relazioni Internazionali – Diplomazia Economica, Università degli Studi Internazionali di Roma UNINT

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