Economia

Manovra economica, al Sud tagliati 800 mln. La ripresa non ci sarà

124

Manovra economica: manca una visione d’insieme per il Sud. Più investimenti ma diminuisce la spesa pubblica. Nessun piano di infrastrutturazione. Il sostegno al reddito? Un’incognita.
Approvata la legge di bilancio 2019, rivista dal Governo alla luce della bocciatura del testo da parte della Commissione Europea. Ebbene, sempre facendo ricorso al voto di fiducia, si è giunti al via libera da parte del Parlamento. Ma che cosa cambia per il Mezzogiorno? Quali sono i provvedimenti, tra quelli approvati, in grado di invertire la rotta e di ridurre il sostanziale gap, almeno sul fronte delle risorse impiegate, tra il Centro-Nord e le regioni meridionali?
Va precisato che non vanno considerati né il reddito di cittadinanza, né tanto meno la flat tax e Quota 100, le due misure identitarie, rispettivamente per M5S e Lega, che ne hanno fatto vessilli della propria azione politica, in quanto le risorse per i due provvedimenti, 13 miliardi complessivi, verranno appositamente trattati.
Esigenze di bilancio e di adattamento al diktat di Bruxelles (deficit dal 2,4% al 2,04%) hanno determinato il venir meno di 10 miliardi di euro di fondi utilizzabili per le varie misure della legge. Il Governo, proprio per ottenere il sì dalla Commissione Ue, ha dovuto presentare un maxi-emendamento, una specie di garanzia per la tenuta generale dei conti, con la riproposizione delle clausole di salvaguardia a partire dal 2020: in buona sostanza, se non verranno evitate, scatterà l’aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti. È di 22 miliardi il costo delle clausole, se non rispettate. La manovra prevede un aumento delle uscite da parte dello Stato, da 852 a 869 miliardi, ed è per questo che ha carattere espansivo ed è difficile conferirle un connotato specifico perché contiene misure diverse, per ragioni e criteri che non rispondono a una strategia generale.
Ciò vale, a maggior ragione, per il Mezzogiorno, dove l’intervento più significativo appare quello della decontribuzione al 100% per chi assume, proprio al Sud, giovani under 35 o con più di 35 anni ma disoccupati da almeno sei mesi. Parallelamente, non può non stupire, in tale prospettiva, il taglio da 800 milioni per il Fondo di Sviluppo e coesione sociale: un segnale molto chiaro nella direzione di minori risorse allo sviluppo da incentivare nelle zone più svantaggiate del Paese. Incoraggiante, invece, il decreto semplificazione che contiene disposizioni urgenti per la sburocratizzazione, con l’obiettivo di eliminare oltre cento adempimenti per le imprese: una misura che viene incontro alle esigenze degli investitori, alle prese con difficoltà nelle autorizzazioni e nelle lungaggini degli adempimenti amministrativi.
Per quanto riguarda il bonus, nella fattispecie, il testo contiene la proroga del bonus Sud, 500 milioni di euro all’anno per il biennio 2029-2020 a sostegno di programmi nazionali e regionali che prevedano misure che favoriscano, in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria, l’assunzione a tempo indeterminato di soggetti under 35.
Stando, comunque, alle cifre, la manovra approvata darebbe, secondo stime degli esperti, un impulso pari allo 0,3% del Pil nel 2019 sull’aumento previsto del prodotto lordo dell’1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul Pil allo 0,9% che è stato ipotizzato. Nel Centro-Nord, invece, i valori stimati risultano inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e lo 0,24% nel 2020. Dall’esame dei singoli provvedimenti previsti dalla manovra, emerge che, a fronte di una crescita degli investimenti, sebbene non sostanziale, diminuiscono le risorse destinate alla spesa pubblica. Ad aggravare la situazione vi è il fatto che l’occupazione al Sud rimane precaria e che la spesa dei fondi comunitari non fa registrare alcuna accelerazione. Unico dato positivo è quello relativo agli investimenti che saliranno sia nel Centro-Nord (+6,2%) sia nel Centro-Sud (+3,8%). Non possono ancora essere considerate, da un punto di vista delle positive ripercussioni sul tessuto economico-produttivo e sulla crescita dei consumi, le misure relative al reddito di cittadinanza e alla flat tax di cui ancora non si conosce la portata.
Gli analisti, comunque, concordano su una previsione, ossia, che le risorse stanziate dal Governo non saranno sufficienti a garantire – cosi come preannunciato – i 780 euro promessi. È vero, però, che i fondi stanziati consentiranno di allargare la platea dei destinatari rispetto all’attuale reddito di inclusione, ma non di assicurare la soglia dei 780 euro. Di fatto, il reddito di cittadinanza, se approvato e quando sarà a regime, verrà assorbito per il 63% dalle regioni del Sud. Non ci sono, comunque, segnali che facciano presagire una ripresa dell’economia del Mezzogiorno in grado di immaginare una seppur lieve riduzione del divario tra le due economie. Gli investimenti previsti non garantiscono, infatti, una riduzione del fenomeno della fuga dei giovani dalle regioni meridionali, se è vero come è vero che, tra il 2016 e il 2017, hanno lasciato la loro terra 146 mila giovani. Negli ultimi 16 anni hanno, infatti, abbandonato il Sud 1 milione e 883mila residenti, e la metà sono giovani con una età compresa tra i 15 ed i 34 anni, e un quinto di questi è in possesso di laurea. Altri fattori che appesantiscono il Mezzogiorno, oltre a quello della criminalità organizzata, le carenze infrastrutturali, le inefficienze della Pubblica amministrazione e del sistema giudiziario, il lavoro nero. La manovra non prevede investimenti significativi sui trasporti ferroviari (taglio di 600 mln), sui collegamenti viari e sulla rete stradale e autostradale nelle regioni meridionali. Per quanto riguarda il sostegno al reddito e le politiche di inclusione sociale, non esiste un provvedimento ad hoc, dal momento che il Governo affida tutte le sue speranze nell’applicazione del reddito di cittadinanza, del quale non è possibile oggi prevedere le ricadute reali. La riforma dei centri per l’impiego – strutture fondamentali per l’interlocuzione con i disoccupati da collocare nel mondo del lavoro o da assistere con l’assegno di cittadinanza – richiede tempi e risorse ancora non quantificati.
Di fatto, cresce il numero dei poveri nel Paese – 5 milioni circa, di cui 2,4 milioni nel solo Mezzogiorno. Le famiglie in povertà assoluta sono passate dalle 700mila del 2016 alle 850mila del 2017. Le aspettative che, al Sud, l’introduzione del reddito di cittadinanza ha alimentato, sono immense e il pericolo è che al disagio possa aggiungersi anche la delusione sociale.

Ultime notizie
Intervista

Camilleri come Verga e Pirandello. “Il vigatese è italiano come la lingua dei Malavoglia”

Andrea Camilleri non è solo un caso letterario. È una figura poliedrica di intellettuale, capace di esprimere la corda universale della sicilianità, come hanno fatto i grandi della letteratura isolana: da Verga a Pirandello. Ne parliamo con Franco Lo Piparo, professore filosofia del linguaggio all’Università di Palermo.
di Massimiliano Cannata
Il punto

Regioni: tutte a statuto speciale

Occorre che lo Stato ritorni ad essere protagonista e guida del futuro degli italiani. Occorrerebbe riscoprire il senso di comunità e di...
di Gian Maria Fara
agricoltura

Mafia nei mercati ortofrutticoli. Sud Pontino epicentro della filiera criminale

Mafia nei mercati ortofrutticoli: quando la criminalità riesce a mettere le mani sui grandi mercati ortofrutticoli o sul sistema della logistica, condiziona l'intera filiera agricola italiana e internazionale. Si tratta di un avanzamento importante e pericoloso della strategia delle agromafie italiane.
di Marco Omizzolo
Intervista

Salvini e il bluff della crisi di “ferragosto”. Il Papeete è un format politico

Crisi di governo: Matteo Salvini protagonista del “mistero buffo” di Ferragosto. L'analisi di Aldo Cazzullo, cronista di razza, editorialista e firma di punta del Corsera. «Più passano i giorni, più l'azzardo di Salvini si rivela sempre più tale. La mia impressione è che abbia sbagliato i tempi».
di Massimiliano Cannata
Informazione

Comunità sostituite da “communities”. L’identità corre sui social

Ha un senso oggi parlare, nel nostro Paese, di comunità? Quand'é che un insieme di persone diventa una comunità e in quale circostanza perde questa sua connotazione?
di Alfonso Lo Sardo
Economia

Fed e Bce: la simmetria accomodante nelle politiche monetarie

Il mese di luglio ha registrato importanti segnali e decisioni riguardo le prospettive di politica monetaria sulle due sponde dell’Atlantico. Sia la Bce che la Fed hanno fornito elementi di valutazione delle prossime mosse in questo àmbito, sul fronte europeo, e una decisione concreta in casa americana.
di Antonio De Chiara
Istruzione

L’educazione civica torna sui banchi di scuola. L’Eurispes applaude

Con l’approvazione da parte del Senato del Ddl sull’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica, la materia sarà reintrodotta nella scuola primaria e in quella secondaria. Al tema il magazine L’Eurispes.it ha dedicato una “campagna” di informazione e aperto un vero e proprio dibattito, consultando insegnanti, esperti di diritto e politici.
di redazione
International

Religione in Russia. Gli ortodossi praticanti sono solo il 3%. “Servono più sacerdoti”

Quanti sono i cittadini russi di religione ortodossa? Quanti i credenti-praticanti? Quale ruolo svolgono la Chiesa Ortodossa e l’associazionismo cristiano nella società russa? A queste domande ha messo un punto fermo una recente ricerca sociologica.
di Evpati Selov
International

Sudafrica, il Pil torna a volare. Ma la disuguaglianza alimenta l’immigrazione

I BRICS ospitano, in totale, circa il 42% della popolazione mondiale, ricoprono circa il 25% dell’estensione terrestre e il loro Pil ammonta...
di Bartolomeo Gatteschi
Cultura

Scuola e formazione. Italia, Paese delle riforme mancate

In Italia, i dati sulla dispersione scolastica, indice sensibile della qualità del sistema scolastico di una nazione, mostrano un generale miglioramento della...
di Roberto Bevacqua