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I Fondi Immobiliari Pubblici e la leva strategica della valorizzazione

di
Gian Maria Fara*

Il futuro del patrimonio immobiliare pubblico è un tema che occupa oggi una posizione sempre più centrale nelle politiche economiche, territoriali e istituzionali del nostro Paese. Parlare di immobili pubblici significa riflettere sul modo in cui una delle più grandi dotazioni patrimoniali della Repubblica possa contribuire alla crescita economica, alla competitività dei territori, alla sostenibilità ambientale, alla rigenerazione urbana e alla coesione sociale. Per molto tempo il dibattito sul patrimonio immobiliare dello Stato si è concentrato prevalentemente sui numeri: metri quadrati, valori catastali, rendimenti, costi di manutenzione, valori di mercato. Sono elementi importanti, ma non sufficienti a cogliere il significato strategico di questa risorsa. Ma negli ultimi anni si è innescato un importante processo di modernizzazione della governance patrimoniale italiana. La nascita dell’Agenzia del Demanio e l’introduzione di strumenti innovativi come fondi immobiliari, concessioni di valorizzazione e partenariati pubblico-privati hanno segnato il passaggio da una logica di mera gestione a una visione orientata alla creazione di valore.

Le recenti iniziative del Governo confermano la crescente centralità delle politiche patrimoniali nell’agenda nazionale

In questo percorso, Cassa Depositi e Prestiti ha promosso una cultura della valorizzazione di lungo periodo, sostenendo progetti di rigenerazione urbana, housing sociale e sviluppo sostenibile, mentre Invimit SGR ha contribuito a rendere più efficiente e strategica la gestione del patrimonio pubblico, dimostrando che è possibile coniugare efficienza, attrazione di investimenti e tutela dell’interesse generale. Possiamo dire che, attualmente, tale evoluzione entra in una ulteriore nuova fase. Le recenti iniziative del Governo confermano infatti la crescente centralità delle politiche patrimoniali nell’agenda nazionale. Si pensi al lavoro della Cabina di Regia istituita per rafforzare il coordinamento tra amministrazioni e soggetti istituzionali coinvolti nella gestione e valorizzazione degli immobili pubblici, con il contributo del Sottosegretario Albano. Un’iniziativa che testimonia la volontà di superare frammentazioni e duplicazioni, promuovendo una visione più integrata e strategica del patrimonio pubblico.

Il dibattito sul nuovo Piano Casa ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’offerta abitativa

Allo stesso tempo, il dibattito sviluppatosi negli ultimi giorni sul nuovo Piano Casa ha riportato al centro dell’attenzione il tema dell’offerta abitativa, della rigenerazione urbana e del riutilizzo efficiente del patrimonio esistente. Si tratta di una sfida che riguarda non soltanto le politiche abitative, ma anche la capacità del Paese di rispondere ai cambiamenti demografici, sociali ed economici in corso.

Il massimo valore si genera quando pubblico e privato collaborano all’interno di una governance chiara, trasparente e orientata al bene comune

In questo scenario assume un ruolo sempre più importante la collaborazione tra settore pubblico e settore privato. In passato, queste due dimensioni sono state considerate alternative. Oggi sappiamo che le esperienze più avanzate dimostrano esattamente il contrario. Il massimo valore si genera quando pubblico e privato collaborano all’interno di una governance chiara, trasparente e orientata al bene comune. Il settore pubblico definisce la strategia, individua le priorità e tutela l’interesse collettivo. Garantisce la salvaguardia del patrimonio storico, culturale e identitario del Paese e assicura che ogni intervento produca benefici economici, sociali e ambientali per le comunità. Il settore privato apporta invece capacità imprenditoriale, innovazione gestionale, competenze tecniche, progettualità e risorse finanziarie. Contribuisce ad accelerare i processi di trasformazione, favorisce l’introduzione di nuove tecnologie e consente di affrontare progetti complessi che richiedono investimenti significativi. Non è un caso che anche il mondo produttivo e finanziario guardi con crescente attenzione a questo settore. La valorizzazione immobiliare non è più soltanto una politica patrimoniale.

Il patrimonio immobiliare pubblico non è soltanto una voce dell’attivo patrimoniale dello Stato ma una leva di sviluppo nazionale

La lezione che emerge dall’esperienza degli ultimi trent’anni è chiara. Il patrimonio pubblico non è soltanto una voce dell’attivo patrimoniale dello Stato. È una leva di sviluppo nazionale, un fattore di competitività, uno strumento di politica economica, una risorsa attraverso cui costruire il futuro dell’Italia.
Come Eurispes continueremo a osservare e ad analizzare questa trasformazione, nella convinzione che una gestione moderna, efficiente e sostenibile del patrimonio pubblico rappresenti una delle condizioni fondamentali per rafforzare la crescita del Paese, valorizzare i territori e offrire nuove opportunità alle generazioni che verranno.

* Prof. Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes al seminario “Fondi immobiliari pubblici. La leva strategica della valorizzazione”, promosso dal MEF – Dipartimento per l’Economia e la Fondazione Eurispes. 

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