L'opinione

Processo penale, per la prescrizione novità in vista

29

L’istituto della prescrizione penale ha da sempre costituito un vero e proprio tormento per le toghe italiane, stando anche ai dati statistici degli ultimi anni.

Basti pensare che nell’ultimo decennio più di un milione di processi sono caduti nel nulla per la intervenuta causa estintiva dei reati. L’inesorabile decorso del tempo, unito alle lungaggini del processo penale italiano, ha determinato e determina ancora oggi una situazione di “empasse” se non di deciso imbarazzo nella già martoriata giustizia italiana.

Entrando nello specifico: che cosa è la prescrizione?

È, in pratica, il tempo massimo in cui un fatto di reato può essere perseguito dallo Stato. Tutti ricorderanno che già nel lontano 2005, con l’entrata in vigore della legge detta “ex Cirielli”, si accorciavano sensibilmente i tempi della prescrizione dei reati (il calcolo si effettua considerando la pena massima prevista per ciascun reato, aggiungendo a questa un quarto della stessa). Prima di tale intervento legislativo, la regola prevedeva pena massima più la metà.

Ma che cosa cambia con il Ddl, ora all’esame del Senato: restano, di fatto, inalterati gli anni di prescrizione per ogni reato; ciò che viene modificato è il percorso del processo.

La prescrizione resta “congelata” per due anni nelle more tra il giudizio di primo grado e quello di appello, e di un altro anno nella ipotesi in cui venga adita la Corte di Cassazione; tanto solo nel caso in cui vi sia stata sentenza di condanna nei confronti dell’imputato.

Di fatto, l’istituto “guadagna” tre anni che, si suppone, siano sufficienti per condurre in porto i processi senza l’incubo dell’imminente intervento della causa estintiva del reato.

L’intervento legislativo, indubbiamente innovativo sotto il profilo sostanziale, non poteva che suscitare scontri ed accese polemiche tra i vari schieramenti politici, tanto che, tra barricate e minacce, si profila uno scenario di trattative infinite (se ne discute da più di 400 giorni nelle commissioni parlamentari); segnale, questo, di una difficile e/o improbabile intesa in tempi ragionevoli.

D’altronde, quando si toccano temi “caldi” come quello della giustizia, i vari interessi contrapposti rallentano inevitabilmente qualsivoglia percorso di riforma sostanziale.

In questi casi, la eventuale opzione per soluzioni estremiste non può che rivelarsi deleteria: impensabile che un processo penale possa durare dieci o più anni, così come è altrettanto impensabile che debba risolversi a tutti i costi in poche battute, a scapito del principio di ragionevolezza che deve sempre essere posto a base di uno Stato di diritto.

Come sempre, in medio stat virtus; l’equilibrio è la soluzione migliore.

Altre opinioni dell'Autore
Sicurezza

Legittima difesa, la Lega pronta a rafforzare la misura. Il dibattito

Il 56,6% degli italiani sparerebbe se sorprendesse di notte intrusi nella propria abitazione: il 38,5% lo farebbe con probabilità, il 17,7% sicuramente. la rivista L'Eurispes.it vuole aprire un dibatto sul tema con interviste e riflessioni che verranno pubblicate nelle prossime settimane.
di redazione
Immigrazione

Accoglienza e mala burocrazia: solo un bando su sei è ben fatto

Migrazione: solo un bando di gara su sei, di quelli relativi alla gestione della prima accoglienza dei migranti, raggiunge la sufficienza. Lo rivela un'indagine realizzata dalla cooperativa In Migrazione. Non mancano però esempi virtuosi
di Marco Omizzolo
Informazione

Michele Mezza: “Automi e algoritmi minacciano il giornalismo”

Giornalismo "automatizzato": i "bot" stanno seriamente mettendo a rischio il mestiere. Il 52% dei contenuti che circolano nell’infosfera già ora non hanno un’origine umana e il 66% dei tweet non proviene da una mente individuale
di Massimiliano Cannata
Ambiente

Sicilia, fai la raccolta differenziata? Avrai sconti al supermercato

Rifiuti, sconti ai supermercati per i cittadini che si impegnano nella raccolta differenziata. La proposta arriva in un disegno di legge, firmato dal Presidente della Regione, Musumeci e dall’assessore ai Rifiuti e all’Energia, Pierobon.
di Alfonso Lo Sardo
Innovazione

La tecnologia divide i giovani: (auto)esclusi ed eredi del merito

Negli ultimi anni il dibattito sul lavoro futuro si è fatto molto intenso. I toni sono divenuti sempre più cupi, di pari...
di Alberto Mattiacci
Osservatori

Osservatorio Giochi, Legalità e Patologia di Eurispes: “Allo Stop alla pubblicità segua un’attenzione agli approfondimenti tecnici”

L’orientamento del Governo che indica un blocco della comunicazione pubblicitaria nell’area del gioco contenuto nel “Decreto Dignità” sta suscitando clamore. Il provvedimento riporta...
di redazione
Intervista

Educazione civica. Rusconi: “Manca una cabina di regia”

"L'educazione civica spesso non viene insegnata, qualche insegnante lo fa per propria buona volontà. Viene sottovalutato l’apprendimento delle norme e dell’ordinamento dello Stato, fatto soprattutto di comportamenti di rispetto".
di Valentina Renzopaoli
Approfondimenti

Educazione civica sui banchi di scuola, l’Eurispes accende il dibattito

L’indagine Eurispes sulla reintroduzione dell’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole ha suscitato grandissimo interesse. Secondo l’indagine, il 67,8% degli italiani sarebbero favorevoli, i contrari rappresentano una minoranza del 32,2%.
di redazione
International

Gromyko, from Russia with Love: “We are close, despite sanctions”

Economic sanctions against Russia, recently extended until June 23rd 2019, “ have proved their futility and uselessness”. They have only damaged “business...
di Susy Montante
Recensioni

La Questione Meridionale? Nata con l’Unità d’Italia che “divise” il Paese

La “Questione Meridionale” è un “caso eclatante di procreazione in laboratorio”, nata con l’Unità d’Italia che divise definitivamente il Paese. La stessa mafia è stato “un regalo avvelenato del modo in cui è stata organizzata l’Italia unita”.
di redazione