Tg, più attenzione alla politica. Berlusconi e Sanità calabrese occupano la scena

Se i numeri dell’ultima settimana dell’informazione dei Tg di prime time inevitabilmente illustrano e confermano l’assoluta centralità dell’epidemia va segnalata una certa ripresa della “politica”. Una politica che, apparentemente, “parte” dal Covid, ma in realtà innesta del dibattito atmosfere tendenzialmente retrive e usa come carburante la sterilità ed il settarismo degli attacchi. Se si guarda alle tematiche sanitarie che attraversano il dibattito politico, si nota come nell’ultima settimana la Calabria l’abbia fatta da regina. Ci sarebbe stato da aspettarsi che la politica – e l’informazione che la insegue – si fossero occupate delle reali condizioni della Sanità regionale davanti all’emergenza dei ricoveri e delle terapie intensive. Ciò, però, è avvenuto in minima parte. Il core business del dibattito è stato ancora lo scontro sui 3 Commissari finiti nel nulla, a quale è seguita la polemica sulle dichiarazioni di Morra sulla presidentessa Santelli, recentemente scomparsa. Quasi in secondo piano – e più di qualcuno non se ne sarà dispiaciuto – l’importante inchiesta di Gratteri che ancora una volta ha acceso un faro sulla corruzione nella sanità calabrese, con l’emissione di ben 19 provvedimenti cautelari, primo fra tutti quello per il Presidente del consiglio regionale in quota Forza Italia Tallini. Nei titoli dell’informazione di serata solo 6 citazioni per questa inchiesta, mentre la “tragicommedia” dei commissari (Tg4) e le gaffe di Morra se ne aggiudicano oltre 20, spesso in apertura.

La politica dunque perde il pelo ma non il vizio, e macina nei consueti mulini e con gli immancabili, scadenti risultati le grane e le granaglie che emergono a livello del dibattito pubblico. Se si considera, poi, che le prospettive del Paese in relazione al Covid anche per bocca dei politici, di governo e di opposizione, si incentrano sui “numeri dei posti a tavola per il cenone”, possiamo trarre una considerazione complessiva: neanche la pandemia ha generato uno scarto di serietà.

Ma se ciò è avvenuto e sta avvenendo per la politica, anche l’informazione si dimostra, sostanzialmente e con qualche eccezione, abile ed arruolata nel consueto, avvilente scenario. I Tg, insomma, copiano il dibattito politico sic et simpliciter, senza aggiungere quasi nulla di proprio e tanto meno senza avanzare critiche e giudizi che la situazione richiederebbe. Abbiamo parlato di eccezioni; tra queste da segnalare l’interrogarsi di Tg La7 sulle motivazioni che giustifichino il maggiore tasso di letalità del Covid nel nostro Paese; gli interventi di Mentana non sono stati esaustivi, ma vanno apprezzati per l’intento. Pur nel canalone tradizionale che indulge al folklore, da segnalare l’attenzione dei Tg Mediaset (ma anche del Tg2) ad alcune particolarità che il Covid genera nell’area napoletana: oltre al tradizionale caffè sospeso, nella Basilica di San Severo è stato inaugurato il “tampone sospeso”, ovvero il contributo per chi ne ha necessità, ma manca dei circa 20 euro necessari. Non è una grande notizia, ma pur sempre una notizia.

Per leggere i risultati completi dell’analisi dell’Osservatorio Tg Eurispes – CoRiS

 

 

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