Sicurezza

Trump: politica estera, parola d’ordine “negoziare”

121

Il risultato delle presidenziali statunitensi segna il passo verso una nuova era della politica statunitense decretando, contestualmente, la fine di una scuola di pensiero probabilmente non più adeguata a comprendere gli emergenti modelli strutturali sociali, politici ed economici.

Con questa consapevolezza Donald Trump vuole governare adottando nuove categorie dinamiche che consistono nello spostare l’asse dell’azione politica principalmente sulla politica interna e nel limitare, in barba alla vecchia tradizione “imperialista”, le “dirette” ingerenze da sempre esercitate come potenza globale sul resto del mondo. Altri condurranno il grande gioco a perdere sul tavolo globale.

Ma è realmente possibile? E se sì in che termini ed a quale costo?

Le ripercussioni sullo scenario internazionale saranno certamente importanti e contribuiranno a determinare nuove logiche di azione ed ingerenza da parte di terzi attori; prima di tutto viene da pensare ad un progressivo disimpegno statunitense nel Medio Oriente, condizione necessaria per volgere lo sguardo, con tutta tranquillità, al continente asiatico dove gli Stati Uniti hanno tutto l’interesse a contrastare l’egemonia economica cinese che da li si estende fin dentro i confini nazionali.

Questo cambio di strategia lascerà spazio di azione alla Russia che si proporrà come potenza stabilizzatrice in Siria, e non solo; inoltre potrebbe non sorprendere un riconoscimento statunitense della Crimea che costituirebbe un credito da vantare nei confronti della Russia su altri fronti; ciò contribuirebbe a mitigare il clima decisamente teso nell’Est Europa generato dai contrasti con la presidenza Obama che, per induzione politica, ha coinvolto NATO ed Unione Europea.

Stessa cosa potrebbe avvenire in Libia dove la Comunità Internazionale potrebbe dover fare a meno del sostegno militare ed economico USA.

Tutto questo avrà serie ripercussioni politiche per l’Unione Europea che si ritroverebbe senza la consolidata guida statunitense, presente dal secondo dopoguerra, in un momento in cui le divisioni all’interno degli stati dell’Unione sono amplificate dalla incapacità di gestire emergenze comuni; chissà che non possa essere un momento di crescita.

Vari dunque sono i dossier sui quali il nuovo presidente USA. dovrà confrontarsi.

La situazione medio orientale che vede il califfato di Abu Bakr Al Baghdadi in difficoltà sia in Iraq che in Siria non rappresenta l’epilogo di un fenomeno (lo Stato Islamico) temporaneo. Anzi, molto probabilmente, le vere difficoltà devono ancora arrivare. Il coinvolgimento degli Stati Uniti nella riconquista di Mosul, in supporto alle truppe arabe curde, presuppone che gli USA dovranno prolungare il proprio impegno anche dopo il termine delle operazioni convenzionali nonostante la volontà di Trump di disimpegnarsi da quelle aree. Questo perché il terrorismo, essendo una forma di conflittualità non convenzionale che si manifesta o come fase o come strumento, porterà ISIS a trasformarsi e a regredire in quello che è lo spettro potenzialmente progressivo della conflittualità non convenzionale, passando dalla fase dell’insorgenza a quella di terrorismo. Paradossalmente è pensabile che con la ripresa di Mosul gli attacchi terroristici aumenteranno nella zona e altrove. Questo perché essendo lo Stato Islamico un’entità ideologica continuerà a portare avanti il proprio progetto anche se al momento risulta essere in difficoltà.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti dovrà dunque predisporre una strategia politica funzionale a pacificare la zona o almeno a renderla più gestibile. Compito arduo se si pensa che vicino all’Iraq c’è un teatro di guerra molto più complesso che è la Siria. In questo paese, oltre ad essere in corso una sanguinosa guerra civile, sono attivi vari attori internazionali, tutti con propri interessi e rivendicazioni. La Turchia ad esempio, seppure alleato della NATO, non vede positivamente il coinvolgimento dei curdi nella conquista della città di Raqqa in quanto la vittoria legittimerebbe questi a rafforzare le proprie rivendicazioni di sovranità territoriale e indipendenza in zone che la Turchia considera come proprie. Gli Stati Uniti però supportano i guerriglieri curdi nelle loro strategie. Ecco che si crea un caso di attrito diplomatico tra Ankara e Washington considerando anche che gli USA utilizzano la base aerea di Incirlik (Tuchia) per far decollare i propri caccia in funzione anti Daesh.

Naturalmente non va dimenticato il ruolo della Russia nello scenario siriano la quale, al fine di assicurarsi la presenza di un governo amico che le permetta di continuare ad usufruire della base navale di Tartus, unico sbocco russo sul Mediterraneo, appoggia attualmente il presidente Assad tirandosi dietro le accuse e le minacce diplomatiche di gran parte della comunità internazionale. Gli attriti con la Russia hanno ripercussioni anche in territorio europeo dove i movimenti di truppe e le esercitazioni congiunte sul fronte europeo orientale innervosiscono non poco Putin provocando le tradizionali risposte a colpi di violazione dello spazio aereo di paesi NATO e altre provocazioni simili.

Anche se il terrorismo verrà sconfitto sul campo con l’eliminazione materiale di ISIS, questo continuerà a vivere diffondendosi in zone più lontane ma più feconde, come ad esempio l’Afghanistan e l’Estremo Oriente. Ecco perché sarà necessario intervenire con una concreta ed efficiente agenda politica in vari punti del globo dove sono state aperte crisi senza però risolverle.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America dovrà dunque essere in grado di negoziare e dialogare con tutti questi soggetti coinvolti nei vari scenari internazionali di interesse. Un dialogo che dovrà essere diplomatico ma deciso tenendo conto degli interessi interni e della comunità internazionale tutta.

Infine l’economia. Nonostante alcuni dati macro economici dimostrino il tasso di disoccupazione ai minimi e la crescita economica degli Stati Uniti negli ultimi anni, grazie alle politiche di Obama, il Paese ha comunque grossi problemi. L’impoverimento della classe media, l’innalzamento della tassazione su gran parte della popolazione, le difficoltà statunitensi relative alle dinamiche commerciali, e la situazione economico internazionale globale che porta alcuni Stati tradizionalmente acquirenti del debito pubblico americano a rallentare nell’acquisto di titoli di Stato, graveranno sulle spalle del nuovo presidente.

Staremo a vedere chi avrà le spalle più grandi per sopportare tutti questi pesi.

La, per molti “sconvolgente”, ascesa di Donald Trump alla Casa Bianca segna un momento di profondo cambiamento e non solo per quello che il nuovo presidente rappresenta ma, soprattutto per tutto quello che i suoi avversari non hanno saputo rappresentare.

Una cosa appare comunque evidente, la vecchia politica interpretata secondo i vecchi schemi non è funzionale in un contesto globale, sociale, economico e politico, in cui tutto è messo in discussione ed in cui l’unica certezza è che non vi sono certezze.

Saggio sarebbe cambiare schemi interpretativi e, per chi ne avesse, mettere in discussione le proprie, vecchie, certezze.

 

 

 

Ultime notizie
Cultura

Fenomeno Tarantino “pulp e cool”. “Ma la sua violenza è etica e il suo cinema scomodo”

Quentin Tarantino torna nelle sale italiane con C'era una volta...a Hollywood (Once Upon a Time...in Hollywood). Attesa altissima per il nono film del regista che, fin dal suo folgorante esordio, ha “scritto” un nuovo modo di fare cinema. Qual è, quindi, l'impatto che il cinema di Tarantino ha avuto dagli anni Novanta ad oggi? Ne parliamo con Gianluca Pelleschi, redattore della rivista di cinema online Gli Spietati.
di Raffaella Saso
Eurispes sul territorio

Governo e Sud, Saverio Romano: “Ferrovie, Anas, Eni investano come fanno al Nord”

Il Governo Conte bis ha dedicato al Sud il punto numero 19 del suo programma, indicando la necessità di «lanciare un piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro». Si tratta di «enunciazioni di principio, alle quali spero seguano fatti», commenta Saverio Romano, ex Ministro delle politiche agricole, che guida il Dipartimento Mezzogiorno dell'Eurispes.
di Valentina Renzopaoli
Il punto

“Golden Power e il 5G”, non è il titolo di un film 007 ma la nostra vita

È il 2012 quando la Repubblica Italiana si dota (finalmente) di uno strumento fondamentale in tempi di globalizzazione tecnologica: la cosiddetta Golden...
di Alberto Mattiacci
Criminalità e contrasto

Guardia di Finanza, ecco come si formano i giovani finanzieri. Gen. Ricozzi: «Il primo insegnamento è il rispetto»

Guida gli Istituti di formazione che preparano e addestrano i giovani aspiranti finanzieri: uomini e donne che, nel Corpo della Guardia di Finanza, sono chiamati a tutelare i princìpi e i valori della Costituzione economica. Il Generale Carlo Ricozzi, Ispettore per gli Istituti di Istruzione, spiega a L'Eurispes.it che il primo insegnamento è il «rispetto delle persone, della legalità e del diritto».
di Valentina Renzopaoli
Informazione

Social media come le slot machine. L’attesa di un like è come quella di una vincita in denaro

Social media e gioco d'azzardo: alcune ricerche dimostrano che il meccanismo di dipendenza è simile, grazie a veri e propri “trucchi” psicologici che alimentano il cosiddetto “loop ludico”.
di Alfonso Lo Sardo
Gioco

Fortnite: chi è Edoardo alias Carnifex, il campione italiano pagato per giocare

Esports: chi è Edoardo Badolato, il 24enne italiano arrivato sesto al Campionato del mondo di Fortnite. Nato e cresciuto a Bergamo, in arte Carnifex, racconta a L'Eurispes.it perché ha scelto questa strada.
di Valentina Renzopaoli
Economia

Governo Conte, Bombardieri (Uil): “Il lavoro è la priorità. Zingaretti al posto di Salvini? Tratteremo allo stesso modo”

Governo giallorosso ai nastri di partenza. Pd e Movimento 5 Stelle alleati per “rendere l’Italia migliore”. Ma quali sono i dubbi, le prospettive, le difficoltà all’orizzonte? E quali sono le misure che potrebbero favorire la crescita e la tutela del lavoro? Lo abbiamo chiesto a Pierpaolo Bombardieri, Segretario generale aggiunto della Uil.
di Valentina Renzopaoli
Informazione

Tempi da guru. Il “caso Panzironi”

Ho visto Panzironi. Cioè, non lo sapevo che quel tizio fosse Panzironi e, a dirla tutta, non sapevo nemmeno chi fosse, questo...
di Alberto Mattiacci
Cultura

Induismo, “C’è ignoranza e superficialità. Bisogna riscrivere i libri di scuola”

Gli induisti stranieri in Italia sono circa 150mila; a loro si aggiungono tra i 30 e 50mila italiani che hanno aderito ai valori, alla filosofia, al culto dell'Induismo. Una religione che affascina molti, ma sulla quale c'è una conoscenza molto approssimativa. Ne parliamo con Svamini Hamsananda Giri, Vice presidente dell'UII.
di Valentina Renzopaoli
Criminalità e contrasto

Corruzione nello sport. Come truccare le carte del gioco

Riciclaggio di denaro sporco, infiltrazioni della criminalità nelle tifoserie organizzate, corruzione per appalti di opere connesse ai grandi eventi sportivi, match fixing, scommesse clandestine, doping, sfruttamento degli animali: molteplici sono le forme di criminalità che si manifestano nel settore dello sport. A questo tema è dedicato uno studio curato per l’Eurispes da Giovanni Tartaglia Polcini.
di redazione