Nella Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre scorso è stato pubblicato il decreto legislativo 27 novembre 2025, n. 184, contenente il “Codice degli incentivi in attuazione dell’articolo 3, commi 1 e 2, lettera b) della legge 27 ottobre 2023, n. 160”. Il decreto legislativo, che entrerà in vigore il 1° gennaio del 2026, è stato adottato dal Governo in attuazione della delega contenuta nella legge n. 160/2023, la quale a sua volta aveva proceduto ad una generale revisione del sistema degli incentivi alle imprese, con relativa semplificazione delle procedure. La finalità che la normativa intende perseguire è quella di superare la frammentazione e la complessità che hanno caratterizzato nel tempo gli interventi di incentivazione alle imprese, pervenendo alla realizzazione di un sistema di vera e propria governance dei benefici coordinato a livello centrale.
La normativa intende superare la frammentazione e la complessità che hanno caratterizzato nel tempo gli interventi di incentivazione alle imprese
Per far ciò, il decreto legislativo n. 184/2025, all’art. 4, dispone che ciascuna amministrazione centrale adotti un Programma degli incentivi con cui: individuare gli obiettivi strategici di sviluppo e le specifiche agevolazioni finalizzate al perseguimento di tali obiettivi; definire un cronoprogramma di massima dei relativi adempimenti; tracciare il quadro finanziario indicando le relative risorse da utilizzare. Per evitare discrasie e disomogeneità, il Programma degli incentivi dovrà essere redatto dalle amministrazioni interessate utilizzando un modello che sarà definito con apposito decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previe intese in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Il decreto legislativo contiene una serie di articoli concernenti l’attuazione degli incentivi e le cause di esclusione dai benefici
Il passaggio in Conferenza Stato-regioni appare strategico in quanto la normativa di cui trattasi si propone di “assicurare l’adeguato coordinamento tra politiche di incentivazione statali e regionali” (art. 5). A tal fine è istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy il Tavolo permanente degli incentivi, il quale costituirà una sede stabile di confronto tra le amministrazioni statali e quelle regionali. Il decreto legislativo contiene poi una serie di articoli concernenti l’attuazione degli incentivi (a partire dalla definizione dei relativi bandi per l’ottenimento dei benefici da parte delle imprese e, quando è previsto, anche di lavoratori autonomi). Sono specificamente indicate anche le cause di esclusione dai benefici, tra cui, ovviamente, rientrano (oltre a determinate condanne penali e varie cause di decadenza e sospensione) anche le sanzioni interdittive previste dal d.lgs. n. 231/2001, in tema di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni prive di personalità giuridica. Una disciplina particolareggiata è dettata in tema di controlli al fine del rilascio delle agevolazioni, nonché in tema di monitoraggio delle stesse una volta accordate, con la finalità di evitare distorsioni nella erogazione degli incentivi.

