Con l’Intesa intervenuta nella Conferenza Stato-Regioni del 21 maggio 2026 è stato adottato il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2026-2031. La legge 5 giugno 2003, n.131 (di adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla riforma del Titolo V della Costituzione disposta con legge costituzionale n.3/2001) prevede che in sede di Conferenza Stato-Regioni il Governo possa promuovere la stipula di Intese dirette a favorire l’armonizzazione delle legislazioni statale e regionali, nonché il perseguimento di posizioni unitarie e il conseguimento di obiettivi comuni. Proprio la materia sanitaria, la cui gestione operativa è in buona parte affidata alle competenze regionali, costituisce uno dei principali oggetti delle forme di coordinamento tra lo Stato e le Regioni in grado di incidere direttamente sui diritti fondamentali delle persone. Infatti, il PNP rappresenta lo strumento principale di pianificazione degli interventi, di prevenzione e promozione della salute, che si avvale di un già collaudato sistema di valutazione basato su indicatori e relativi standard, i quali, attraverso i Piani Regionali di Prevenzione (PRN), consentono di misurare nel tempo, facendo riferimento ai livelli essenziali di assistenza, l’impatto delle iniziative programmate, sia in termini di processo, che di esito.
Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 ha confermato l’approccio One Health come principio generale delle politiche di prevenzione
Rispetto ai precedenti Piani nazionali, quello adottato per il 2026-2031 ha previsto, relativamente all’anno 2026, un’ulteriore erogazione delle risorse (50 milioni), a sostegno delle attività preventive e degli adempimenti previsti dall’Intesa, in aggiunta ai finanziamenti in precedenza disposti con legge statale. In linea di continuità con i precedenti Piani (l’ultimo dei quali scaduto a fine 2025) anche il PNP 2026-2031 ha confermato l’approccio One Health come principio generale delle politiche di prevenzione, promuovendo una visione integrata dalla salute umana, ambientale e animale. Viene rafforzata altresì l’uniformità degli interventi di prevenzione su tutto il territorio nazionale, individuando obiettivi predefiniti per 14 aree tematiche (tra cui, in particolare, gli screening oncologici).
All’approvazione del Piano Nazionale della Prevenzione dovrà seguire l’adozione da parte di tutte le Regioni dei rispettivi Piani Regionali di Prevenzione (PRP)
Al fine di rafforzare il coordinamento delle politiche di prevenzione, che rimane affidato al Ministero della Salute, è stata prevista l’istituzione di un Gruppo di Coordinamento del Piano, composto da rappresentanti di istituzioni sanitarie centrali e regionali, nonché l’attivazione di un Tavolo interistituzionale, ispirato al modello della “Salute in tutte le politiche”. Nel dettaglio, le aree di intervento prioritario per la salute pubblica individuate nel PNP 2026-2031 sono 7 e riguardano: malattie croniche non trasmissibili; dipendenze e problemi correlati; incidenti stradali e domestici; salute, sicurezza e benessere dei lavoratori; ambiente, clima e salute; malattie infettive prioritarie; sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria. All’approvazione del PNP dovrà seguire l’adozione da parte di tutte le Regioni dei rispettivi Piani Regionali di Prevenzione (PRP), che dovranno indicare le soluzioni più idonee in relazione alle esigenze di ciascuna programmazione regionale. I Piani Regionali di Prevenzione dovranno essere adottati entro il 31dicembre 2026.

