L’approvazione preliminare del decreto legislativo
Poco prima della pausa estiva, il Consiglio dei ministri ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo di attuazione di buona parte delle norme contenute nella legge 7 gennaio 2026, n. 1 (sulla quale si vedano gli articoli La riforma della responsabilità amministrativo-contabile e delle funzioni della Corte dei conti, in L’Eurispes.it del 22 gennaio 2026; Legge n. 1/2026: valutazione critica della Corte dei conti, in L’Eurispes.it del 5 marzo 2026; La Corte dei conti solleva questione di legittimità costituzionale della legge Foti, di riforma della responsabilità amministrativo-contabile, in L’Eurispes.it del 6 maggio 2026).
L’iter e gli obiettivi del provvedimento
Detto schema, che potrà essere approvato in via definitiva dopo i passaggi in Conferenza Stato-Regioni (per l’Intesa) e in Conferenza Unificata (per il parere), nonché dopo l’acquisizione dei pareri da parte delle competenti Commissioni parlamentari, ridisegna l’organizzazione della Corte dei conti, con la finalità di incrementare l’efficienza di tale organo ausiliario del Governo, valorizzando “la connessione fra le attribuzioni di controllo, referenti e consultive, da un lato, e quelle giurisdizionali, dall’altro, rispondendo ad un’esigenza di complessiva unitarietà nell’esercizio delle funzioni intestate all’Istituto” (comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 185 del 5 agosto 2026).
Lo snellimento delle strutture periferiche della Corte dei conti
Sul piano ordinamentale è disposto uno snellimento delle strutture periferiche della Corte dei conti: a livello regionale è infatti prevista una sola sezione, articolata in due collegi per l’esercizio unitario delle funzioni di controllo e giurisdizionali. Quanto alle funzioni requirenti, esse rimangono attribuite ai procuratori regionali (che dovranno però avere la qualifica di viceprocuratori generali). Sono poi rafforzate le funzioni di indirizzo e controllo del Procuratore generale: questi, sentiti i Procuratori regionali, individuerà i criteri di priorità per la trattazione dei procedimenti istruttori e potrà intervenire, esercitando il potere di avocazione e la facoltà di affiancare magistrati della Procura generale ai colleghi delle Procure regionali.
All’incremento dell’efficienza concorre altresì l’introduzione di una serie di istituti, quali la definizione alternativa a seguito dell’invito a dedurre e l’ampliamento dei giudizi a istanza di parte.
La nuova pianta organica dei magistrati contabili
Viene ridefinita anche la pianta organica dei magistrati contabili (per il cui ingresso in carriera è previsto altresì il superamento di prove psico-attitudinali). Il numero complessivo rimane fissato in 636 unità, ma i Procuratori generali aggiunti passano da 1 a 4 (in ragione del prevedibile aumento di lavoro a seguito dell’ampliamento dei compiti di indirizzo e coordinamento affidati al Procuratore generale). I Presidenti di sezione si riducono però da 100 a 75.
Le critiche dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti
Da parte dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti i commenti sul contenuto dello schema di d.lgs. non sono stati favorevoli, venendo lamentata una sorta di “normalizzazione” della Corte attraverso l’introduzione di gerarchie, ritenute a rischio di incostituzionalità, che limiterebbero l’autonomia sia dei P.M. che dei Giudici contabili.

