In occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, svoltasi il 24 febbraio scorso, il Presidente, Guido Carlino, nel tracciare il bilancio dell’attività svolta nel corso del 2025, ha colto l’occasione per una valutazione in merito alla legge n.1/2026 con la quale sono state apportate rilevanti modifiche in materia di responsabilità amministrativo-contabile e delle stesse funzioni della Corte dei Conti.
La valutazione del Presidente Carlino, pur espressa con toni pacati e rispettosi delle altre Istituzioni, in particolare di quelle che esprimono la sovranità popolare, è apparsa estremamente negativa e comunque in linea con le perplessità che erano state formulate in precedenza nel corso dell’iter di approvazione della legge.
Gli elementi negativi posti in evidenza sono stati essenzialmente i seguenti:
- le difficoltà interpretative che la definizione di “colpa grave” riportata nella legge rischia di ingenerare, soprattutto per il segnalato mancato coordinamento con la definizione enunciata dal codice dei contratti pubblici;
- il rischio che la presunzione di buona fede, stabilita espressamente per i titolari degli organi politici, possa deresponsabilizzare i componenti degli apparati amministrativi, rischiando di alimentare conflitti interni e, quindi, in ultima analisi, acuire e non ridimensionare (come invece si propone la legge) il fenomeno della burocrazia difensiva;
- la non opportunità di una estensione generalizzata dei “tetti” previsti per il risarcimento del danno erariale a carico dei soggetti condannati nel giudizio contabile, anch’essa suscettibile di provocare difficoltà interpretative;
- l’utilizzo del meccanismo del “silenzio assenso” quando la Corte non si sia espressa entro i termini fissati, che viene ritenuto suscettibile di agevolare l’esonero da responsabilità e, quindi, l’elusione delle norme a tutela del buon andamento della Pubblica amministrazione;
- la progressiva trasformazione dell’attività consultiva della Corte dei Conti in un’attività di tipo “consulenziale”, tale da poter comportare una sorta di cogestione dell’organo di controllo con le amministrazioni da controllare, con la conseguenza di far venir meno la condizione di neutralità e indipendenza in cui la Corte deve operare e che costituiscono requisiti indispensabili affermati dalla Costituzione.
Emerge la necessità di adottare dei correttivi che garantiscano l’autonomia della Corte dei Conti nello svolgimento delle sue funzioni
Da tutto ciò emerge, secondo il Presidente Carlino, la necessità di adottare dei correttivi che non siano solo formali, ma garantiscano l’autonomia della Corte dei Conti nello svolgimento delle sue funzioni giurisdizionali, di controllo e consultive. La legge n.1/2026 è, infatti, una legge delega e pertanto il percorso riformatore in atto dovrà essere completato con l’adozione di decreti legislativi da parte del Governo, i quali probabilmente faranno assumere alla Corte dei Conti una configurazione in parte diversa da quella attuale.

