HomeTerritorioRipartiti i fondi per il 2026 in materia di...

Ripartiti i fondi per il 2026 in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche

di
Francesco Giulio Cuttaia

Emanato il DPCM a firma del Sen. Calderoli

Dopo l’acquisizione del parere favorevole da parte della Conferenza unificata Stato-Regioni e Stato-Città e Autonomie locali (espresso il 1° ottobre scorso) è stato emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (a firma, in qualità di Ministro delegato, del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Sen. Roberto Calderoli), che dispone i finanziamenti, relativi all’anno 2026, a sostegno di progetti per la tutela delle minoranze linguistiche storiche. L’ammontare complessivo di tali finanziamenti è di 2.622.506 euro. 

Pur trattandosi di una cifra non particolarmente rilevante (in linea, comunque, con le riduzioni disposte negli anni precedenti), essa rappresenta, tuttavia, l’espressione di un impegno che trova la sua fonte nella Costituzione della Repubblica (art. 6, ai sensi del quale «La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche») e nella legge di riferimento 15 dicembre 1999, n.482 su “Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche”, i cui articoli 9 e 15 prevedono appositi stanziamenti al riguardo.

I criteri del riparto dei fondi

I criteri di determinazione del riparto dei fondi erano stati già indicati alla fine dello scorso anno per il triennio 2026-2028. Buona parte degli stanziamenti è stata destinata direttamente alle Regioni Sardegna (649.160,24 euro) e Friuli-Venezia Giulia (512.451,06 euro). Una quota consistente andrà ai Comuni ubicati in Piemonte (505.524,13 euro), Calabria (285.711,70 euro), Veneto (200.137,38 euro), Puglia (168.635,62 euro) e Valle d’Aosta (119.073,13 euro). Quote molto inferiori sono state destinate ai territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Molise, Sicilia.

La residuale somma di euro 78.675 euro andrà ripartita tra alcune Università e Uffici statali periferici operanti in Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il tutto è stato calcolato sulla base di una serie di progetti che erano stati presentati entro la data, tassativa, del 30 giugno scorso, prevista dal bando indetto in precedenza.

Le istanze presentate superavano l’importo complessivamente stabilito, per cui si è dovuto procedere a una riduzione proporzionale delle somme da erogare ai progetti che sono stati ritenuti ammissibili.

Per rimanere aggiornato sulle nostre ultime notizie iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo email: