Bonus bici, impennata delle vendite. Ma l’Italia è un Paese bike friendly?

L’Italia pedala sempre di più. Un amore, quello per la bicicletta, di vecchia data ‒ nonostante il nostro Paese non abbia mai messo in pratica una politica davvero “bike friendly” ‒ e che è sbocciato, definitivamente, dopo il lockdown.
Il “bonus mobilità” – dedicato all’acquisto delle due ruote, ma anche monopattini elettrici, stabilito dal Governo nel decreto Rilancio –, ha fatto impennare le vendite che si stima, da maggio, siano state tra le 500 e le 600mila, secondo Confindustria Ancma. Il bonus bici prevede il rimborso del 60% della spesa per l’acquisto di biciclette tradizionali e a pedalata assistita – ma anche “veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica” come monopattini, hoverboard, monowheel – per un valore massimo di 500 euro. È valido per gli acquisti avvenuti a partire dal 4 maggio scorso e fino al prossimo 31 dicembre 2020, e può essere richiesto da tutti i cittadini maggiorenni residenti nei comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti. La richiesta avverrà tramite una piattaforma on line del Ministero dell’Ambiente, che sarà operativa per fine agosto. Per accedere all’applicazione è necessario disporre delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).
Il Ministero dell’Ambiente ha spiegato che, per usufruire del bonus, sono previste modalità diverse a seconda della Fase.
Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione Web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione Web.
Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione Web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione Web. In pratica, gli interessati dovranno indicare sull’applicazione Web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

Nel frattempo, in questi mesi, gli italiani hanno fatto la fila davanti ai negozi di biciclette e cliccato migliaia di volte per acquistare on line la loro nuova bici.
L’Eurispes aveva dedicato una scheda all’economia su due ruote nel Rapporto Italia 2018, parlando di una “nuova vita della bici”, di una riscoperta da parte degli italiani che negli ultimi tempi hanno ricominciato ad utilizzarla per andare al lavoro, a scuola, o a fare la spesa.
Secondo il Rapporto Artibici 2019 realizzato da Confartigianato, sono 1.193.000 gli italiani che la usano per questi scopi con un aumento del 2,1% in 5 anni. A spingere di più sui pedali per i trasferimenti casa-lavoro-scuola sono gli abitanti di Bolzano (con una quota di 61 persone ogni 1.000 abitanti), seguono l’Emilia Romagna (49 persone su 1.000 abitanti) e il Veneto (45 persone su 1.000 abitanti).

Il bike sharing
A favorire l’utilizzo della bici è anche l’aumento delle piste ciclabili e del bike sharing. Nel 2017 la lunghezza delle piste ciclabili nei comuni capoluogo di provincia/città metropolitane era di 4.541 km, 177 km in più in un anno. Il sistema delle ciclovie nazionali si estende per oltre 5mila km di lunghezza. Quanto al bike sharing, nel 2017 il servizio è attivo in 55 comuni capoluogo di provincia/città metropolitane, la metà (50,5%) del totale, ed è più che raddoppiata la disponibilità di bici, salita da 5,7 bici ogni 10mila abitanti del 2016 a 13,9 del 2017 (+8,2 bici per 10mila abitanti). Le biciclette disponibili per i servizi di bike sharing nei comuni capoluogo di provincia/città metropolitane sono passate da 10.261 del 2016 a 25.127 nel 2017, con un aumento di 14.866 unità, pari al +144,9%.

Il Rapporto Italia 2020 ha fotografato l’uso del bike sharing nel nostro Paese: a utilizzare questa forma di mobilità alternativa sostenibile, sono il 16,1% degli italiani, in leggera flessione rispetto al 2018, quando la percentuale si attestava sul 17,1%, ma in netta crescita rispetto al 2016 (8,1%). In particolare, il bike sharing è utilizzato da tre italiani su dieci nel Nord-Est (29,6%), da due italiani su dieci (19%) nel Nord-Ovest (19%); dal 13,6% nelle Isole; più basse le percentuali al Centro (9,1%) e al Sud (8,7%).
La fascia d’età che ama maggiormente questo servizio è quella dei 18-24enni (28,6%), seguono i 25-34enni (24,9%). All’aumentare dell’età diminuisce la percentuale di coloro che utilizzano la bicicletta condivisa (20% tra i 35-44enni; 14,4% tra i 45-64enni: 4,5% per gli over 65).

Il mercato della bici
Il mondo della bicicletta è un settore molto importante per l’Italia anche dal punto di vista economico: nel primo trimestre 2019 le nostre esportazioni di bici sono infatti aumentate su base annua del 4,1% a fronte del +3,6% registrato nell’Eurozona. L’Italia macina successi all’estero anche per le bici elettriche, le cui vendite nel mondo, nei primi tre mesi dell’anno, sono cresciute del 5,1% rispetto al primo trimestre 2018.
Un trend che conferma la qualità della nostra produzione realizzata da 3.081 imprese con 7.371 addetti, aumentate del 2,6% in 5 anni. Un piccolo ma agguerrito esercito in cui dominano gli artigiani con 1.992 imprese e 3.582 addetti.
È grazie alla qualità manifatturiera delle nostre imprese se le biciclette italiane si contendono il primato in Europa per il numero e il valore dei prodotti esportati. Nel 2018 sono volate nel mondo 1.557.363 bici italiane – ci batte soltanto il Portogallo – e siamo terzi dopo Germania e Paesi Bassi per le esportazioni che hanno toccato quota 572 milioni di euro tra componentistica (373 milioni) e bici complete (199 milioni).
Duello con la Germania anche per quanto riguarda il primato europeo del valore della nostra produzione di biciclette: 1.201 milioni di euro a fronte dei 1.758 milioni realizzati dai tedeschi.
Ed è la Francia – rivale storica dell’Italia nelle grandi sfide sportive sulle due ruote – il nostro maggiore cliente: nel Paese d’Oltralpe esportiamo bici complete e componentistica per 117 milioni di euro, pari al 20,6% del nostro export. Seguono la Germania (88 milioni, pari al 15,3%), il Regno Unito (42 milioni, pari al 7,4%) e la Spagna (39 milioni, pari al 5,7%).

Le vacanze in bicicletta
Agli italiani piace sempre di più anche andare in vacanza in bici. Si è, infatti, registrata una crescita esponenziale di chi sceglie di trascorrere le vacanze pedalando. Secondo le stime, nell’estate del Covid, potrebbero essere 1,4 milioni i cicloturisti italiani in vacanza.
Nel 2019 sono stati stimati 20,5 milioni di pernottamenti di cicloturisti italiani; quest’anno, considerando anche dei brevi soggiorni autunnali (due/tre giorni), a fine 2020 si potrebbero raggiungere le 25,9 milioni di presenze (+26%). I dati emergono dal secondo rapporto sul Cicloturismo in Italia realizzato da Isnart-Unioncamere e Legambiente 2020.
Nel 2019, il cicloturismo – comprendendo turisti italiani e stranieri – ha generato quasi 55 milioni di pernottamenti, corrispondenti al 6,1% del totale e generando una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% del totale (di cui 3 miliardi generati dalla componente internazionali dei turisti).
La spesa media giornaliera pro capite del cicloturista si attesta intorno ai 75 euro.

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