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Sgomento per la strage sventata di San Donato. Lega e M5S: derby sulla sicurezza

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La strage sventata di San Donato s’impone nell’informazione di primetime invadendo, grazie alla forza delle immagini, le edizioni di mercoledì e giovedì. Ben 26 titoli in 3 giorni, di cui 11 in apertura. Ma la settimana dal 18 al 22 marzo è segnata, dal punto di vista informativo, anche dalla vicenda della Mare Jonio e, soprattutto, dal caso di presunta corruzione che investe il Movimento Cinque Stelle nella Capitale.

Le scioccanti sequenze degli studenti in fuga dall’autobus dato alle fiamme, e la voce degli stessi protagonisti – l’audio delle telefonate dei ragazzini, e quella del sequestratore – sono state riproposte in versione integrale da tutte le testate, offrendo al pubblico una testimonianza quanto mai vivida e reale.

In un quadro confuso, che venerdì non permetteva ancora di determinare le finalità del sequestratore, una cosa sola è chiara, e Tg5 la sottolinea fin dalla copertina: se il Paese non si trova a piangere un tremendo lutto, lo si deve tanto all’intervento “da fiction” dei Carabinieri che hanno sventato la tragedia annunciata, quanto al coraggio dimostrato dai giovani studenti sequestrati, che sono riusciti ad allertare le autorità. Molte testate si interrogano sulle responsabilità dei mancati controlli che, incredibile dictu, hanno permesso ad un uomo con precedenti di violenza su minori e guida in stato di ebrezza, di condurre l’autobus di una scolaresca.

Com’era inevitabile, queste domande pongono il tema della sicurezza al centro dell’agenda politica. Tg2 gioca d’anticipo e giovedì intervista Salvini che ricorda gli investimenti in cantiere proprio per la sicurezza di bambini ed anziani. Venerdì arriva l’intervento di Di Maio, che annuncia un cambio di modello nella sicurezza, in stile “americano”, ovvero fondato sulla “prevenzione” (attraverso maggiore cyber security) più che sulla repressione (apertura per Tg La7, titolo per Tg3 e Tg1); parole cui replica il responsabile del Viminale sostenendo di preferire il “modello italiano” e rivendicando (immancabilmente sul Tg2) i propri successi (immigrazione ma anche contrasto alle mafie). Mentana venerdì osserva che dopo questo evento una discussione sui temi della sicurezza risulta essenziale per garantire un “diritto alla libertà” nel nostro Paese, ma che sarà proprio sulla “sicurezza” che «si giocherà l’ultimo derby tra Cinque Stelle e Lega» in vista delle Europee.

Tra giovedì e venerdì è andata in onda anche la “gara” tra i vicepremier per farsi promotori di una ricompensa per Rami, ragazzino italo-egiziano che per primo ha contattato i soccorsi, il cui padre ha chiesto per lui la cittadinanza italiana. Tg2, che giovedì intervista il giovane, raccoglie la sua felicità al pensiero che «Salvini gli darà la cittadinanza». Se nei servizi alcune testate riprendono il commento di Di Maio relativo allo Ius Soli, che «non è nel contratto di governo», nessun servizio ricorda come il “premio” che i due vicepremier intendono offrire a questo eroico ragazzino, la cittadinanza italiana, sia stato – per ragioni diverse – negato ad un’intera generazione di italiani figli di stranieri proprio dalle forze politiche di cui sono a capo i due ministri.

Sul sequestro della Mare Jonio, attenzione “ondivaga”
La vicenda della Mare Jonio, che martedì aveva raccolto le aperture di tutte le testate, mercoledì risulta quasi “archiviata”, o meglio ricompresa nelle coperture dedicate al voto al Senato sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini per la Diciotti (12 i titoli in settimana). Non è un caso che venerdì solamente Tg2 titoli sugli sviluppi delle indagini, che vedono indagato anche Luca Casarini, presidente della Ong che gestisce la Mare Ionio.

La Corruzione nella Capitale
Spazi ridotti anche per le vicende del Movimento 5 Stelle, con il voto di sfiducia giovedì al Senato che ha riguardato il ministro Toninelli (4 titoli). Maggiori coperture (13 titoli) sono andate al grave caso di corruzione che colpisce la giunta della Capitale, con Tg5 che giovedì apre sull’arresto di Marcello De Vito, accusato di essere implicato in un giro di tangenti per lo Stadio della Roma ed altre opere. Tg1 è il più pronto, complice il “rapporto diretto”, a chiamare in campo lo stesso giorno Di Maio, che manifesta la sua indignazione verso Dei Vito, decretandone l’immediata espulsione dal Movimento.

L’Italia, l’Europa e la “Via della seta”
L’atteso arrivo del presidente cinese Xi Jinping, che giovedì aveva prodotto coperture limitate, si impone venerdì all’attenzione generale: aperture per tutti sull’incontro al Quirinale, con doppio titolo per Tg3 e Tg La7 e tre titoli per Tg1. Il Tg di Giuseppe Carboni rilancia più di altri l’intervento del premier Conte, che da Bruxelles rivendica gli impatti positivi che gli accordi tra Italia e Cina potranno produrre per tutta l’Unione. Nel complesso, in attesa di dettagli chiari su cosa comporteranno questi accordi “a due vie” (Mattarella), le testate se la cavano con qualche copertura sulla moglie dell’illustre ospite. Tg5 riprende le reazioni festose di esponenti della comunità cinese in Italia, mentre scompaiono le voci del dissenso intercettate nelle scorse settimane.

Brexit e terrorismo in Olanda. L’Isis sconfitta nel silenzio.
Venezuela dimenticato. La Libia, rara avis nell’informazione
Assorbite dalla cronaca, le testate mostrano una scarsa attenzione alle vicende estere, che conquistano appena il 12% dei titoli, contro il 22% della scorsa settimana. Andando con ordine, la sparatoria sul tram di Utrecht in Olanda, di cui è stata accertata nei giorni successivi la matrice terroristica, se martedì si impone sulle aperture (primo titolo per Studio Aperto, Tg4, Tg5 e Tg2) già da mercoledì risulta archiviata (titolo solo per Studio Aperto e Tg5). Bassa l’attenzione alla Brexit, con appena 7 titoli dedicati agli sviluppi nel Parlamento inglese ed al voto del Consiglio d’Europa, che concede alla Gran Bretagna un’ulteriore proroga fino a fine maggio.

Se da lunedì la morte per mano dell’Isis dell’italiano Lorenzo Orsetti, che combatteva a fianco delle milizie curde in Siria, raccoglie notevole interesse nelle edizioni di primetime, con 8 titoli e alcuni approfondimenti, le evidenze della sconfitta dell’Isis, con la caduta di Baghuz e, secondo fonti americane, «l’eliminazione dell’Isis al 100% dalla Siria», latitano nelle scalette, con Tg La7 che le menziona brevemente nei servizi di venerdì. Sempre il Tg di Mentana rilancia in un titolo una nuova uscita del Presidente Trump, che ha “riconosciuto” la sovranità di Israele sui territori siriani occupati durante le guerre degli scorsi decenni.

Anche questa settimana, per gli aggiornamenti sul Venezuela bisogna guardare al Tg3 che martedì vi dedica un lungo servizio. La testata di Paterniti è inoltre la sola a dedicare attenzione giovedì agli appelli di Medici Senza Frontiere sulle condizioni dei centri libici, che vedono nelle strutture governative – quelle, per intenderci, dove vengono riportate le persone intercettate dalla Guardia Costiera – condizioni di maltrattamenti e mancanza di cibo analoghe a quelle delle prigioni illegali.

Criminalità ed ambiente: temi scomodi?
Scarsa nel complesso è stata l’attenzione al contrasto della criminalità organizzata. La manifestazione a Padova di Libera, giovedì è presente solo in un titolo del Tg3 (nei servizi i Tg delle 20 e Tg2), mentre gli arresti a Trapani figurano solo nei servizi per Tg3, Tg5 e Tg La7. Tg1 si occupa martedì delle manifestazioni nell’anniversario dell’omicidio di Don Giuseppe Diana. Solo Tg3 e Tg5 riprendono martedì le indagini sui traffici di rifiuti illegali nel Paese, che segnalano come nuove “terre dei fuochi” stiano sorgendo sia in Veneto sia in Trentino. Sempre il Tg di Paterniti propone da lunedì un focus sui molti siti inquinati nel nostro Paese in attesa di bonifica, facendo emergere numerosi fronti di criticità.

La Sanità affidati ai “nonni”
Da segnalare infine l’attenzione dedicata dal Tg5 ai problemi del ricambio generazionale nelle strutture sanitarie, con il report di giovedì sulla situazione nella Regione Molise, dove la penuria di medici ha raggiunto livelli tanto allarmanti, che il Commissario alla Sanità Regionale ha autorizzato l’azienda a riaprire le porte ai medici pensionati. Tg4 il giorno successivo, prosegue titolando su di un medico 84enne tornato a fare l’anestesista in un ospedale veneto, proprio a causa della penuria di personale.

 

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