L'opinione

Europa, l’inutile minaccia dell’Italia sul “bilancio”

89

L’Italia minaccia di tagliare il contributo dell’Italia al bilancio dell’Unione europea e il Commissario Ue agli Affari Economici, Pierre Moscovici, risponde chiedendo di ridurre il debito: “L’Italia sia credibile”.
Vediamo di fare chiarezza sul “bilancio” europeo.

I fatti
Innanzitutto, è già improprio chiamarlo “bilancio”, perché l’Ue non ha mai avuto un vero e proprio bilancio, ma un “Quadro finanziario pluriennale”, e non è una questione di lana caprina, ma di sostanza. Infatti, il quadro finanziario è alimentato dai contributi di ogni singolo Stato e non dispone di risorse proprie: è composto da voci (capitoli) con fondi già sostanzialmente pre-assegnati, tra i quali la parte da leone, pari quasi a due terzi del totale, la fanno ancora la PAC (la politica agricola) e i fondi strutturali.
Ciò significa che, se vogliamo modificare questo sistema, occorre innanzitutto procedere ad un radicale cambiamento dell’assetto generale e delle regole che lo definiscono attualmente. Senza questo passaggio preliminare, ogni discussione riguardo alla destinazione delle risorse finanziarie disponibili ha scarsa rilevanza per la esiguità delle risorse finanziarie assegnate alle autorità comunitarie e ciò con riferimento tanto al totale delle risorse quanto a quelle cosiddette “residue”, che sono pari ad un terzo del totale.

Il dibattito
Siamo perciò di fronte ad un dibattito surreale, in cui il quadro finanziario europeo viene utilizzato come strumento di propaganda politica antieuropea, dando l’impressione di conoscerne poco, o affatto, la struttura e il merito. In àmbito europeo, poi, è poco efficace fare minacce ricattatorie, con il risultato di preparare gli “avversari” a fare quadrato e rimanere isolati. Un comportamento che, a lungo andare, si potrebbe rivelare autolesionista per il nostro paese (abbiamo anche esempi del passato) con risultati facili da immaginare. Perciò, è opportuno non annunciare le minacce alla stampa come una clava di polistirolo; meglio attuarle, eventualmente, nelle sedi competenti, al momento giusto, quando si discutono le diverse questioni.
Legare poi la riforma del “bilancio” alla questione degli immigrati è strumentale e riduttivo. Non serve minacciare di non versare il nostro contributo, previsto dal Trattato, visto che facciamo parte dell’Unione; quanto piuttosto chiedere e negoziare i cambiamenti che vorremmo e le proposte che, come Paese, potremmo fare, evitando di dividerci in base alle bandiere di appartenenza. Sarebbe più logico, semmai, dividersi sui contenuti delle proposte, passando però dalle “grida” alle azioni politiche, senza offrire pasti facili all’ottusità degli Oettinger (commissario europeo, tedesco) di turno.

Le proposte

L’insieme dell’Unione, i cui errori e i limiti sono tra le cause principali dell’affermazione dei cosiddetti “sovranisti”, non può continuare, comunque, a rimanere sorda, chiusa, sperando di cavarsela con poco o nulla; così continuerebbe solo ad alimentare i sovranisti e il suo declino. Servirebbe perciò: a) una radicale redistribuzione ed un diverso utilizzo delle risorse del piano finanziario; b) il rafforzamento di alcune voci e/o l’introduzione di nuove che potrebbero giustificare anche un aumento dei fondi; c) la concessione dei finanziamenti (almeno di una parte) al rispetto degli accordi, non solo sui migranti, ma anche dei princìpi democratici e del rispetto dei diritti fondamentali su cui si fonda il Trattato; d) la destinazione degli avanzi delle risorse non spese (fondi strutturali, ecc…) per le politiche sociali e per la crescita.
Inoltre, contemporaneamente alla discussione sul prossimo quadro finanziario, occorre approvare: 1) un potenziamento del piano per la crescita (destinato ai paesi con maggiori squilibri); 2) il finanziamento del meccanismo di sostegno ai disoccupati generati dalle crisi (proposta italiana); 3) un accordo per avviare la discussione su un vero e proprio bilancio dell’Eurozona. Questo dovrebbe chiedere il governo italiano, per stanare e mettere gli altri all’angolo ed evitare, invece, di rimanerci da solo. Nel qual caso, sarebbe una vittoria di Pirro, che il Paese pagherebbe cara: una ennesima beffa.

Altre opinioni dell'Autore
Rapporto Italia

RItalia 2020. Inizia il viaggio verso il 32° Rapporto Italia

Rapporto Italia è, da oltre trent’anni, una delle più efficaci narrative del Paese.È un ragionamento complesso, che ogni anno assume la forma...
di Alberto Mattiacci
Economia

Minibot, l’Italia gioca a poker. Ecco la verità nascosta

Dei minibot smetteremo presto di sentir parlare, accantonati in quel simpatico ripostiglio di “perle” assolute della politica contemporanea. Ma perché mai gli estensori di questa proposta si sono lanciati in una mossa (apparentemente) suicida e autolesionista? La riflessione di Alberto Mattiacci.
di Alberto Mattiacci
Cultura

La cultura dell’innovazione, unico antidoto contro la crisi del sistema

L’innovazione è un termine complesso, che presenta mille sfaccettature. Roberto Panzarani, docente di Innovation Management, nel suo ultimo saggio sottolinea che l'innovazione non è mai stata così al centro dell’attenzione: «Dalla tecnologia al marketing, alla definizione dei piani di business, nulla si potrebbe ottenere in assenza di questo motore».
di Massimiliano Cannata
Economia

Lotta al contante, 60 mld di cash nelle cassette di sicurezza in Italia. La proposta per far emergere il sommerso

Se in Italia aumentassero i pagamenti digitali e diminuissero le transazioni regolate in contanti si ridurrebbe l’incidenza dell’economia sommersa e dell’Iva evasa rispetto al Pil, fino a toccare valori, rispettivamente, compresi tra l’11,8% e l’8,8% e l’1,6% e lo 0,4%. Le proposte dell'Osservatorio sulle Politiche Fiscali dell'Eurispes per far emergere il sommerso.
di Giovambattista Palumbo
Immigrazione

La fabbrica della paura. Amnesty International: “Paese in preda a paure e rancori”

La politica italiana sull'immigrazione, la “salute” dei diritti umani nel nostro Paese, il fenomeno del caporalato e il “nuovo razzismo”; ma anche la questione della legittima difesa e lo stato dell'arte sul “caso Regeni”. Intervista con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.
di Marco Omizzolo
Gioco

Gioco legale e dipendenze: la Regione Puglia “ci ripensa”

Gioco legale e dipendenze: l'esempio virtuoso della Puglia. La Regione “ci ripensa”. Lo scorso 5 giugno, sono state approvate le modifiche al testo della legge n.43/2013. La “distanza minima” degli esercizi di gioco dai luoghi sensibili, è passata da 500 a 250 metri.
di Chiara Sambaldi e Andrea Strata
Cultura

Il box office italiano, orfano di Zalone, langue. Salvo grazie ad Avengers e Freddy Mercury

Cinema: stagione verso la chiusura. Mercato povero alla costante ricerca del film campione d'incassi: i successi sono stati tutti Made in Usa, box office salvo grazie a Avengers e Freddy Mercury. Il bilancio
di Raffaella Saso
International

Perché il sindacato in Russia è un simulacro? Un appello ai sindacati italiani

Nel 1989 nasce a Mosca un sindacato autonomo dal Partito comunista, l'Unione dei sindacati di Russia Sozprof, che è stato popolarissimo prima in Urss e poi nella Russia post-sovietica. Il fondatore Serghej Kramov, spiega alcune peculiarità del sindacato nella società russa contemporanea, e lancia un appello ai sindacati italiani.
di Serghej Kramov
Il punto

Cambiamenti climatici: “Stay conscious, stay worried”

Siamo a metà giugno e le temperature si sono finalmente decise a comportarsi come si conviene alla tarda primavera. Certo, in pochi...
di Alberto Mattiacci
Criminalità e contrasto

Sicurezza e legalità, Del Sette: “Quanto fatto non è sufficiente. Servono leggi, poche ma ben fatte.”

Legalità e sicurezza: due concetti diversi ma necessariamente connessi; due obiettivi il cui perseguimento è una priorità in ogni società civile. Ma quali sono gli ostacoli per il loro conseguimento? La riflessione del Generale Tullio Del Sette, Presidente dell'Osservatorio sulla Sicurezza dell'Eurispes.
di Tullio Del Sette