Farmaci e prestazioni inutili, colpa della medicina difensiva. Ma è davvero così?

Malasanità ed errori sanitari: secondo un’indagine della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, in media, ogni anno sono circa 34mila le denunce dei cittadini per danni subiti nelle strutture ospedaliere e negli studi medici. L’esito giudiziario di questo imponente contenzioso, nel penale vede nel 95% dei casi, l’assoluzione del personale medico, mentre nel civile le richieste di risarcimento vengono accolte nel 34% dei casi. Questi dati sono citati nel Primo Rapporto Il Termometro della salute realizzato dall’Osservatorio Salute, Legalità e Previdenza dell’Eurispes, che dedica un capitolo specifico alla “medicina difensiva”. A due anni circa dall’entrata in vigore della legge Gelli, che aveva come obiettivo quello di ridefinire il tema della responsabilità medica in una cornice giuridica più equilibrata, abbiamo raccolto l’opinione dell’avvocato Franco Di Maria, esperto del tema e membro dell’Osservatorio Eurispes.

Avvocato Franco Di Maria, partiamo da una domanda “banale”: cosa si intende per medicina difensiva?
Esistono varie definizioni ma a noi interessa quella che ha fornito il legislatore: per “medicina difensiva” si intende quella medicina che spinge il medico ad avere un comportamento di tipo preventivo-cautelativo e quindi lo induce a ordinare test, analisi diagnostiche e terapeutiche del tutto inutili, in base al presupposto che queste procedure potranno, in futuro, salvarlo da responsabilità giuridiche. Questa definizione che, a mio giudizio, è un paradosso e un vero e proprio slogan mediatico, mi fa sorgere una domanda: sulla base di quale ragionamento, prescrizioni terapeutiche e diagnostiche, che il medico sa perfettamente essere inutili, potrebbero essere in grado di sgravarlo da eventuali responsabilità?

Avvocato, mi spieghi meglio…
Un esame ritenuto in scienza e coscienza inutile, perché mai dovrebbe proteggere il medico da azioni legali? Nel momento in cui il medico si trova di fronte a casi problematici e decide di indagare con analisi e test, non siamo più di fronte a medicina difensiva ma a buona medicina. Dunque, a mio parere, la medicina difensiva non esiste.
Non esiste? Quindi non è vero che vengono prescritti dai medici esami inutili?
Non dico che non ci sia un numero crescente di prescrizioni inutili, dico invece che le analisi non vengono prescritte in virtù di quello che la medicina difensiva potrebbe fornire, ovvero alleggerire la posizione del medico, ma per altri motivi.

E quali?
Ad esempio, evitare che i pazienti si allontanino dal medico. Molti dottori prescrivono farmaci e test, non per difendersi ma per “soddisfare” le ansie dei pazienti ed evitare che lo abbandonino. Siamo comunque in presenza di prescrizioni inutili, ma non ordinate allo scopo di evitare future responsabilità.

Esistono dati che forniscono indicazioni sul fenomeno?
Sì esistono, ma non sono attendibili. Lo stesso Gelli, autore della legge che ha preso il suo nome, ha citato un’indagine condotta dall’Ordine dei Medici chirurgi odontoiatri di Roma. Secondo questa indagine, il 78% dei medici intervistati ricorre alla medicina difensiva «anche per il timore di ricevere una denuncia», si legge. Ecco, in quella congiunzione “anche”, si nasconde un mondo, si celano una serie di motivazioni, tra le quali il timore che il paziente si rivolga altrove. Inoltre, nutro dei dubbi sul metodo dei questionari proposti, oltre che sul fatto che gli intervistati siano solo medici.

A due anni dalla legge Gelli, che lei ha prima citato, ‒ e che ha introdotto nel Codice penale l’art.590 sexies, dedicato alla nuova disciplina della responsabilità penale colposa per morte o lesioni in àmbito medico ‒, possiamo tracciare un primo bilancio? Cosa è cambiato nell’approccio dei medici e in quello dei pazienti?
Se l’obiettivo di questa legge era alleggerire la responsabilità penale del medico e, quindi, fare in modo che si prescrivessero meno farmaci o test inutili, arginando così la cosiddetta medicina difensiva, dobbiamo dire che la legge Gelli ha fatto autogoal. Tanto che, in seno alla stessa Corte Suprema, la Cassazione a Sezioni unite, con la sentenza 8770 del 2018, ha stabilito che il decreto Balduzzi era più favorevole al medico di quando lo sia l’attuale legge Gelli.

Per quale motivo?
In generale, diciamo che con il decreto Balduzzi, il medico era esente da responsabilità penale se la colpa era lieve; ora, invece, il medico, nella maggioranza dei casi, risponde anche per colpa lieve. Quindi, la legge ha fatto un buco nell’acqua per quanto riguarda l’obiettivo di combattere la medicina difensiva. Discorso a parte, è quello che riguarda la responsabilità civile.

Che cosa c’è di diverso?
Bisogna riconoscere che dal punto di vista civilistico, la responsabilità del medico si è attenuata, perché la prescrizione è passata da 10 a 5 anni e perché l’ònore della prova ora grava sul paziente. Questo almeno, dal punto di vista teorico e astratto. Ma se passiamo all’aspetto concreto, non è cambiato quasi nulla. Qualsiasi studio legale che si occupa di responsabilità professionale dei medici, sa bene che non conviene citare in giudizio i medici, bensì conviene citare in giudizio l’ospedale o la struttura sanitaria. Infatti, nei confronti dell’ospedale la prescrizione continua ad essere decennale e non c’è stata l’inversione dell’onere della prova.

Scusi, ma allora perché il legislatore, che voleva riordinare il settore, è intervenuto solo sui medici e non anche sulle strutture ospedaliere?
Non vorrei dirlo, ma, a mio parere, il legislatore è “analfabeta”.

Ultime notizie
isole
Intervista

Nascita geologica e nascita giuridica delle isole: intervista a Niki Aloupi

La nascita geologica di un’isola non corrisponde necessariamente alla sua nascita giuridica: lo chiarisce ampiamente Niki Aloupi, docente di Diritto pubblico internazionale all’Università di Parigi- Panthéon-Assas, esperta di Diritto del mare, che offre una panoramica sulla situazione giuridica internazionale delle isole.
di redazione
isole
social
Società

È guerra totale contro la “trappola dei Social”

Le autorità statunitensi hanno cominciato a porsi domande sulla tutela dei minori rispetto all’utilizzo dei Social network. Un uso che, secondo una serie di studi condotti, è relazionato al peggioramento della salute mentale di adolescenti e ragazzi.
di cecilia sgherza
social
apprendimento
Istruzione

La vera inclusione scolastica è garantire buoni livelli di apprendimento per tutti

La Scuola italiana ha bisogno di una riflessione pedagogica e strutturale, e di formulare un’offerta formativa equa basata sull’apprendimento di livello per tutti. Intervista a Roberto Ricci, presidente Invalsi, che commenta i dati emersi dal Secondo Rapporto dell’Eurispes su Scuola e Università.
di Roberto Ricci*
apprendimento
scuola italiana
Intervista

La Scuola sia baluardo di conoscenza, tolleranza e spirito critico: intervista a Paolo Pagliaro

L’istruzione in Italia è una roccaforte di valori come la conoscenza, il senso critico, la tolleranza, eppure rischia un declino simile a quello della Sanità pubblica. Sfide e opportunità per il futuro della Scuola italiana, nell’intervista a Paolo Pagliaro, Direttore agenzia giornalistica 9Colonne e autore televisivo.
di redazione
scuola italiana
educazione
Istruzione

Perché l’educazione è la causa delle cause. Per una pedagogia della Nazione

Il tema dell’educazione non è uno tra i tanti. Nella società della conoscenza rappresenta il settore decisivo del progresso e dell’innovazione. Eppure, assistiamo a una metamorfosi antropologica e ad una ibridazione tra virtuale e reale che necessitano di una base culturale fondata su un sistema educativo solido.
di Mario Caligiuri*
educazione
isole
Intervista

La condizione sociale e culturale nelle isole, intervista al Prof. Orazio Licciardello

Le isole come luogo geografico, sociale, economico nell’intervista al prof. Orazio Licciardello, Ordinario di Psicologia Sociale presso l’Università di Catania. Il principio di insularità è preceduto da quello di isolanità, una condizione a sé, un dato di fatto che presuppone da sempre un altrove.
di redazione
isole
scuola
Istruzione

La Scuola è una priorità che va oltre la politica

La Scuola italiana è stata oggetto di riforme di ogni governo avvicendatosi negli ultimi anni, senza riuscire a dare una vera impronta rispetto alla Riforma Gentile. Ma il ruolo della Scuola e della ricerca nel futuro del Paese è cruciale, e deve andare oltre i trend politici del momento.
di Gian Maria Fara*
scuola
nomadi digitali
Lavoro

Nomadi digitali, evoluzione in grado di generare opportunità di crescita

I nomadi digitali non rappresentano solo un cambio nella concezione del lavoro, bensì una opportunità di sviluppo delle zone rurali. Se il lavoro da remoto riguarda già il 36% dei lavoratori autonomi in tutta Europa, l’Italia può diventare méta per smart workers nelle molte aree interne e rurali a rischio spopolamento.
di redazione
nomadi digitali
scuola e università
Sondaggi & Ricerche

Scuola e Università, presentato il Secondo Rapporto dell’Eurispes

Il Secondo Rapporto Eurispes dedicato a Scuola e Università è stato presentato questa mattina. L’indagine evidenzia l’attualità di vecchie questioni irrisolte del nostro sistema scolastico, e individua sfide e obiettivi per il futuro secondo i docenti di scuola primaria, secondaria e delle università.
di redazione
scuola e università
web
Tecnologia

Una Costituzione per Internet per un web sicuro e inclusivo

Bisogna creare le condizioni per redigere una Costituzione per Internet, definendo un contratto sociale a difesa dei diritti dell’uomo nella società digitale. A tal proposito, la tecnologia non può farsi regolamentazione plasmando le nostre vite, sopravanzando la sfera del diritto.
di Massimiliano Cannata
web