I valori dei giovani europei, politica e religione sempre più lontane

123
Happy friends lying together in circle

Salute e lavoro sono in cima ai valori dei ragazzi tra i 18 e i 30 di Italia, Germania, Polonia e Russia; la politica è in forte declino, così come il desiderio dei figli. I valori preponderanti riguardano la vita sociale e privata, evidenziando, invece, una lontananza rispetto ai valori politici e a quelli spirituali.
È quanto emerge da un’indagine realizzata nei quattro paesi europei sui giovani e la loro idea di futuro. Una indagine che, secondo l’obiettivo dei promotori, punta a colmare un vuoto conoscitivo perché sono molto rari gli studi approfonditi sugli orientamenti al futuro da parte dei giovani, ma soprattutto perché è la prima volta che si confrontano gli orientamenti dei giovani appartenenti a sistemi anche molto diversi tra loro per situazioni politiche, culturali, economiche e sociali.
L’iniziativa è stata promossa da un pool di esperti appartenenti a diversi enti: per l’Italia, l’Eurispes; per la Germania, l’Istituto Iwak dell’“Università Goethe” di Francoforte; per la Polonia, il “Central Institute for LabourProtection (C.I.O.P)” di Varsavia, il “VoivodeshipLabour Office” di Bia?ystok, la “Warsaw School of Social Psychology”; per la Federazione Russa, il “Centro Federale di Sociologia Teorica ed Applicata” dell’Accademia delle Scienze di Russia (Fctas Ras) e l’“Università Umanitaria Statale Russa” di Mosca. La dimensione totale del campione intervistato nel 2019 è stata pari a 2.200 persone. I risultati della ricerca sono stati illustrati in un incontro tra esperti nella sede dell’Eurispes da: Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri del Centro Federale di Sociologia Teorica e Applicata, Accademia della Scienze di Russia; Anna Doroshina dell’Università Umanitaria Statale Russa di Mosca.

Dalla ricerca emerge, in particolare, che tra i valori della vita considerati prioritari dai giovani, la salute raggiunge percentuali elevate in tutti e quattro i paesi: 98% in Polonia, 97,8% in Italia, 86,1% in Germania, 95,3% in Russia. Il lavoro è importante per il 92,4% degli italiani, l’89,1% dei russi, l’87,5% dei polacchi, il 70,7% dei tedeschi. Il valore dell’amore riscuote preferenze che variano dall’84,6% dei russi al 92,2% dei polacchi. La politica, al contrario, suscita la preferenza del 61,3% degli italiani, e solo di poco più della metà dei tedeschi (55,3%), del 38,3% dei polacchi e del 36,6% dei russi. Anche il valore relativo ai figli è in declino (70,5% Italia, 68,4% Polonia, 67,6% Russia, 67,5% Germania). Così come quello della religione (36,9% Russia, 36,1% Polonia, 35,6% Germania, 32,8% Italia).

Pianificazione della vita sempre più breve
In tutti i paesi considerati, i giovani presentano un orizzonte di pianificazione sociale della propria vita di valore medio da 4 a 8 anni. Per quanto riguarda l’idea che i giovani hanno sulla durata della loro vita e del loro stato di buona salute fisica e mentale, i giovani russi stimano che la loro vita attiva arriverà a 56,2 anni, la durata della vita a 68,8 anni; i giovani polacchi rispettivamente a 51,1 anni e 76,6 anni; i giovani tedeschi pensano di restare attivi fino a 61,2 anni e di avere una durata di vita pari a 82,4 anni. I giovani italiani hanno espresso i risultati più elevati con una valutazione di vita attiva fino a 65,8 anni e una aspettativa di durata della vita pari a 84,5 anni. Le indicazioni relative ai progetti per figli variano in media da 1,29 a 1,69 figli. I giovani russi hanno progetti per 1,64 figli (media), i giovani italiani per 1,69 figli (media).
Spiegano Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri: «L’aspetto demografico della ricerca è uno dei temi più preoccupanti. Quello che emerge è che l’aumento della ricchezza del Paese e delle possibilità economiche non è il requisito essenziale per l’aumento della natività. I giovani vogliono una famiglia, ma non vogliono fare figli; e questa è una tendenza comune a tutti i paesi occidentali. A nostro giudizio, la politica dovrebbe aiutare a cambiare la percezione dell’idea di famiglia e sottolinearne l’importanza; così come il mondo dell’imprenditoria e dei media dovrebbero diventare veicolo per comunicare gli aspetti positivi di essere genitori».

Lavoro e casa: in cima agli incubi dei giovani. Il terrorismo non c’è
La situazione del mercato del lavoro, i problemi abitativi, la mancanza di tutele per la vecchiaia e, in generale, le difficoltà economiche sono tra i principali problemi percepiti dai 18-30enni.
In particolare, le difficoltà finanziare sono citate dal 36,8% dei tedeschi, 35,7% dei russi, 22,9% degli italiani, 22,5% dei polacchi. Gli affitti elevati sono un problema per quasi la metà dei tedeschi (48,2%), quattro polacchi e russi su dieci (rispettivamente 41,9% e 40,2%) e tre italiani su dieci (30,5%). Molto meno sentiti i problemi come la minaccia del terrorismo (8,1% in Italia, 3,5% in Russia, 2,9% in Polonia,1,9% in Germania); o la crescita di sentimenti nazionalisti (11,8% in Polonia, 11,5% in Germania, 9,7% in Italia, 9,1% in Russia).

Il colore del successo? Carriera, amici e salute
Opinione comune dei giovani intervistati è che il raggiungimento del successo sia la misura più importante per la realizzazione della propria personalità. Tra i criteri principali che i giovani indicano per definire cosa sia il successo nella vita prevalgono i motivi di realizzazione personale: il successo nella carriera (30,6% Russia, 27,8% Germania, 20,7% Polonia, 18,6% Italia); la possibilità di vivere una vita interessante (40% Germania, 39,9% Russia, 25,2% Polonia, 10,2% Italia); di avere amici (37,5% Polonia, 37,3% Russia, 36,6% Germania, 30,4% Italia); o una buona salute (38% Germania, 37,9% Polonia, 36,7% Russia, 36,2% Italia).
Nei quattro Stati presi in considerazione, i giovani intervistati hanno dichiarato che, in una prospettiva di 10-15 anni, dopo aver ricevuto un’istruzione e trovato un posto adeguato nel mercato del lavoro, saranno in grado di esprimere il loro potenziale raggiungendo una posizione nella scala sociale di valore quasi doppio rispetto a quella attuale (dinamiche: Italia da 61,9% a 75,3%; Germania da 45,3% a 79,4%; Polonia da 42,6% a 73%; Russia da 35,5% a 81,3%).

Spiegano ancora Svetlana Varlamova ed Elena Kayshauri: «Abbiamo chiesto ai giovani il livello di posizione sociale e professionale che si prefiggono di raggiungere nel futuro. E un dato, in particolare, ci ha stupito. In Italia, rispetto ai giovani degli altri paesi, abbiamo riscontrato un numero molto più alto di ragazzi che aspirano ad un lavoro “dipendente” (il 63,3% rispetto al 25,8% della Polonia, al 20,1% della Germania e al 12,7% della Russia). Parallelamente, sono lo zero per centro coloro che vorrebbero essere imprenditori di grandi imprese (contro il 21,6% della Polonia, il 12,4% della Germania, il 19,6% della Russia)».

Via politica e sociale: Europa divisa a metà
Come è vissuto dai giovani il valore della partecipazione alla vita della comunità nella quale vivono? In Italia dove i il ruolo della religione e della Chiesa è forte la partecipazione alle attività religiose è più intensa (22,1%, a fronte del 10,2% Germania, 5,1% Russia, 4,3% Polonia).
Lo stesso si può dire per le attività di volontariato che coinvolgono i giovani in Italia (37,9%); in Germania e Polonia la percentuale di giovani che partecipano ad attività simili è pari alla metà (rispettivamente pari a 19,2% e 19,5%); in Russia il 27,8%.Riguardo alla partecipazione politica e civile, i giovani polacchi sono molto più vicini ai russi rispetto a tedeschi e italiani; l’unica differenza riguarda i tassi di partecipazione elettorale che in Polonia sono risultati superiori di circa il 10% rispetto alla partecipazione dei russi. Invece, per altri tipi di attività sociali e politiche, i dati relativi ai polacchi risultano leggermente inferiore ai dati russi. La vita politica e sociale interna della Germania e dell’Italia mostra un quadro molto diverso: il coinvolgimento attraverso la partecipazione a elezioni di vari livelli, referendum, dimostrazioni e manifestazioni non ha confronto con la situazione dei vicini orientali.

Ultime notizie
Politica

Un 2 giugno dedicato alla Repubblica e alla ripartenza dopo il Covid-19

Nonostante la mancanza di celebrazioni per la nascita della Repubblica e della Costituzione a causa delle restrizioni Covid, rimane il senso della “festa nazionale”. Nei momenti drammatici, come la ripartenza dopo la pandemia, serve richiamarsi allo spirito di unità su obiettivi di lungo periodo: il progetto di società moderna, progredita e solidale.
di Angelo Perrone
Recensioni

La vera Fase 2 per l’Italia comincia dal merito

La crisi del lavoro che si intreccia con l’eclissi del merito si presenta molto grave in tutte le realtà territoriali. «Quello che ci vuole è una rivoluzione gentile ma irreversibile, che porti a sovvertire il sistema di potere che vige in Italia da secoli», sostiene Maria Cristina Origlia, autrice del saggio Questione di Merito.
di Massimiliano Cannata
Sicurezza

Coronavirus, lo spettro del disagio sociale e il ruolo dell’intelligence

All’attenuarsi dell’emergenza sullo sfondo si intravede, abbastanza prossimo, il fantasma del disagio sociale. L’intelligence ha il compito primario di monitorare il disagio sociale che può rappresentare non solo un’area di reclutamento per la criminalità, ma che si può trasformare anche in un problema di ordine pubblico. Il contributo del Prof. Mario Caligiuri.
di Mario Caligiuri
La sfida dei Sindaci

Fase 2, la sfida dei Sindaci. Antonio Decaro: “Le risorse del Governo non sono sufficienti”

Fase 2: «I soldi che il Governo ha stanziato per Bari finora, e che arriveranno alla cifra di tre miliardi di euro complessivi, non saranno sufficienti. Per evitare che i Comuni debbano spegnere le luci o lasciare i rifiuti per strada, l'interlocuzione dell'Anci con il Governo è incessante». Lo sostiene il Sindaco di Bari e Presidente dell'Anci, Antonio Decaro.
di Valentina Renzopaoli
Recensioni

Libri, disponibile in Open access “Il Segretario, lo Statista. Aldo Moro dal centro-sinistra alla solidarietà nazionale”

È disponibile da oggi in Open access il volume collettivo dal titolo "Il Segretario, lo Statista. Aldo Moro dal centro-sinistra alla solidarietà nazionale", curato da Alessandro Sansoni, Pierluigi Totaro e Paolo Varvaro.
di redazione
Società

A proposito del lockdown

«L’inglese ha ormai invaso la nostra vita quotidiana, e il suo utilizzo segna la separazione tra le diverse Italie. Tuttavia, le Istituzioni...
di Gian Maria Fara
Innovazione

Fase 2, le mappe ESRI per prevenire nuovi contagi

Le mappe ESRI sono quelle, ormai famose, "nere con i puntini rossi”, strumenti indispensabili per chi sta combattendo il virus in tutto il mondo. I dati provengono dall’OMS elaborati secondo gli algoritmi scelti dagli studiosi della Università americana Johns Hopkins, e girano sulle piattaforme di geografia digitale ESRI Inc.
di Emilio Albertario
Innovazione

Utilizzo previsto delle risorse ospedaliere a supporto dei pazienti Covid-19 Italia nei paesi SEE e USA

L’IHME ha prodotto previsioni che mostrano l’utilizzo dei letti d’ospedale, la necessità di letti in terapia intensiva e l’utilizzo dei ventilatori durante la pandemia, basandosi sul numero di decessi previsti per gli Stati Uniti – a livello nazionale e subnazionale – e dei paesi dello Spazio economico europeo (SEE).
di Maria Cristina Guarini
Approfondimenti

Stiamo combattendo il Coronavirus ma ci siamo dimenticati l’emergenza ambientale

Potremmo riassumere nella parola “vulnerabilità” quanto avvenuto in questi mesi nel mondo con l’emergenza causata dalla pandemia da Covid-19. Non era mai...
di Angelo Bonelli
Europa

Dove va l’Europa. Dacia Maraini: “L’Unione va difesa a tutti i costi”

Di fronte alla pandemia, l’Europa si sta dimostrando incerta e sbandata. A 75 anni dalla fine della guerra, nemmeno di fronte ad un dramma sanitario come il Coronavirus, l’Unione, meglio alcuni paesi, sono in grado di indicare e di “giustificare” la “ragione” dello stare insieme. L'intervista a Dacia Maraini.
di Carmelo Cedrone