Società

Roma-Milano non è solo un treno ad alta velocità. L’eterno conflitto

633

Lo scorso 6 aprile, a valle dell’approvazione del decreto legge Crescita, abbiamo potuto godere di un nuovo, fulgido esempio di quanto il nostro sgangherato Paese non riesca proprio a superare i propri atavici difetti. Uno, è quello della conflittualità Roma-Milano.

Il tema: l’accollo integrale di 12 miliardi di debito della Capitale da parte dello Stato. Il protagonista: l’Assessore al Bilancio del Comune di Milano, Roberto Tasca. Il fatto: la protesta perché si userebbero due pesi e due misure fra Roma e Milano.
Premesso che va accolta con il sorriso la scelta di inserire in un atto legislativo dedicato alla crescita economica una decisione il cui profilo finanziario netto non è chiarissimo se appesantisca o meno i conti nazionali, l’occasione è ghiotta per proporre qualche riflessione intorno all’eterno, latente, conflitto Roma-Milano.

Roma-Milano. Per molti, solo una tratta, anzi, “la” tratta, dell’Alta Velocità, il cui successo ha definitivamente affossato la povera Alitalia. Roma-Milano è “tanta roba”. Di qui la politica, di là il business (se poi gli affari veri si facciano dove siedono i politici, o dove trottano i manager, è un nodo probabilmente mai scioglibile). Di qui una città che non voleva, ma costretta da Cavour, a diventare Capitale, di là l’auto-proclamata Capitale Morale (chissà poi perché). Di qui la Grande Bellezza, di là i begli eventi fieristici su desing e moda (e la mai sopita speranza di acchiappare anche il vino), dove la città si veste di quel sex appeal che la storia purtroppo non le ha dato. Di qui un’edilizia che non riesce a perdere la passione per la speculazione predatoria, di là la capacità e la voglia di inserirla in un’idea di città, che produce rinnovamento urbano ed entusiasmo.

Sono quasi dieci anni – è il settembre 2010 – che il Governo italiano ha dato alla luce il decreto su Roma Capitale, un atto che trasformò il Comune in un ente territoriale con speciale autonomia statutaria, amministrativa e finanziaria. Di lì a tre anni, l’Assemblea Capitolina varò il nuovo Statuto, che ridusse il numero dei Municipi, dei consiglieri e ridisegnò alcune importanti procedure amministrative. Sono, quindi, sei anni che la Capitale avrebbe un motore nuovo e muscoli ben tesi. Qualcuno ne ha visto i frutti? Certo, la polizia municipale ha cambiato nome e punto di azzurro sulle auto; le sue strisce gialle ovunque imperanti (e, spesso, permanenti) recano la gloriosa dizione “Roma Capitale”; Marino si divertì addirittura a creare un logo acchiappa-turisti (qualcuno lo ricorda più?); ma, insomma …

Certo, si dice, Milano ha avuto Expò, mentre la Raggi ha buttato via le Olimpiadi praticamente già acquisite. Certo. Probabilmente la storia dirà che quell’errore della sindaca sarà stato veramente marchiano. Però.

Però la verità è che l’attuale bel momento che Milano vive, viene da lontano e dal profondo. Da anni di buon lavoro, da una società civile che Roma si sogna, e da una classe dirigente della città che sfoggia sindaci che scrivono libri visionari, dal titolo Milano e il secolo delle città. Anche il brutto momento che Roma vive viene da lontano e dal profondo: non è colpa del fatto che non avremo le Olimpiadi.

Milano pensa, realizza (in pochi anni, e comunque ben prima di Expò) la riqualificazione dell’Isola, la piazza Gae Aulenti, il bosco verticale, il rifacimento della Fiera, una nuova linea di metropolitana. La Roma veltroniana dà il via alla seconda maggiore cementificazione di sempre, riempendosi di enormi centri commerciali e grandi palazzoni invenduti.
Milano realizza il bosco verticale, Roma consente a un costruttore, ora ai domiciliari per corruzione legata al “cosiddetto stadio della Roma”, di innalzare all’EUR due brutti parallelepipedi verticali dal design anonimamente novecentesco, che si ha il coraggio di chiamare grattacieli. Milano ha un assessore che, di fronte agli emissari del di cui sopra, dice “qui non si usa”, la Roma pentastellata, sfoggia un vicesindaco che è ai domiciliari per corruzione legata al “cosiddetto” di cui sopra.

Roma aveva una banca, e le sue squadre vincevano scudetti, i suoi sindaci facevano progetti, fioriva un indotto di professionisti ben preparati: Milano si è presa Unicredit, che fa grattacieli, utili e muove da anni, verso la città, persone di alto livello. Roma gestisce i suoi molti musei, lascia marcire il proprio verde senza dare seguito alla grande promessa di farci pensare le pecore (ricordate?): Milano apre fondazioni culturali (Prada e Feltrinelli, per dire).
Milano batte Roma sul turismo, dimostrando che questa industria vive di prodotti, non di risorse. Sono il progetto e la capacità di eseguirlo a vincere su una massa di belle cose, il cui uso è lasciato ai liberi istinti del primo e/o più scaltro che passa.
Milano ha un’idea di economia della città, vi inserisce la rete della ricerca e dell’università: a Roma, se c’è (raro) qualcuno che parla di questo tema, questi non fa che dire che sarà il turismo a generare la ricchezza cittadina – e non sa nemmeno quante università ci siano a Roma. Già. Tutta un’economia fondata sul turismo, manco Roma fosse Disneyland. E così ci riempiamo di camerieri, autisti, gelatai, “buttadentro”, affitta-“laqualunque”, affittacamere (meglio sarebbe dire: “affitta-casadenonna”); e ci svuotiamo di professionisti, manager, consulenti, artisti, tutti attratti dal mondo e, in Italia, da Milano.

Caro Assessore Tasca, lei ha ragione. Con Roma si usa un peso diverso che con Milano. E si fa bene a farlo. Perché un Paese rilevante e uno dei centri religiosi più importanti del pianeta, non si possono permettere una Capitale ridotta così. E la Capitale è una: quella politica. Pensi che, tanti anni fa, provammo addirittura a dotarci di un sindaco milanese – e manager – per gestire la nostra Capitale. Non andò benissimo.

Ultime notizie
Informazione

La rivoluzione digitale può modificare il nostro cervello?

La rivoluzione digitale ha generato un salto “epistemologico”, ha modificando le categorie stesse della conoscenza, spazio e tempo non sono più le forme a priori kantiane delle nostre sensazioni siamo, insomma, un passo oltre.
di Massimiliano Cannata
Fisco

Autonomia differenziata. “Rischia di alimentare la fake news del Sud che “campa” alle spalle del Nord”

Per la prima volta nella storia della Repubblica è stata chiesta in maniera ufficiale un’indagine conoscitiva per appurare in modo oggettivo quale...
di Marco Ascione
International

Asia Centrale: teatro di scontro geopolitico e mercato energetico in rapida ascesa

Europa e Cina con lo sguardo verso l’Asia Centrale, area di scontri geopolitici ma anche, e sempre di più, mercato economico in scesa verso il quale si stanno direzionando cospicui investimenti internazionali. L'approfondimento
di Giuliano Bifolchi
Ambiente

Corpo Forestale assorbito nell’Arma, per la Corte Costituzionale è legittimo. Del Sette: “Sentenza netta”

La Corte Costituzionale, con la sentenza pubblicata lo scorso 10 luglio, ha confermato la legittimità della riforma legislativa concernente l’assorbimento nell’Arma dei Carabinieri del disciolto Corpo Forestale dello Stato. Tullio Del Sette: "Sentenza netta, che ha spazzato via definitivamente, senza possibilità di appello, le riserve di alcuni sulla legittimità costituzionale".
di Tullio Del Sette
Criminalità e contrasto

Sicurezza e scandalo in magistratura, Sorgi: “Rischio per l’indipendenza dei magistrati”

Dal fenomeno del caporalato a quello del lavoro nero, passando per le infiltrazioni mafiose e della 'ndrina, in particolare, nella regione Emilia Romagna; fino alle misure previste dai decreti “sicurezza”, e ai recenti scandali che hanno coinvolto la magistratura. Intervista al magistrato Carlo Sorgi.
di Marco Omizzolo
Europa

Il Gattopardo a Bruxelles. Le prime mosse dell’Europarlamento

Un brutto accordo è sempre migliore di un accordo mancato. Vista la situazione a cui è giunta l’Unione, sarebbe opportuno fare uno sforzo per leggere positivamente l’intesa raggiunta al vertice del 2 luglio, che non è poi diversa nel metodo e nel risultato rispetto a quanto fatto in passato.
di Carmelo Cedrone
Ambiente

Ricerca: insetti per produrre energia e fertilizzanti agricoli. Il progetto del Centro Enea

Utilizzare gli insetti che si nutrono di materia organica in decomposizione per la produzione di biocarburanti avanzati, materiali innovativi biodegradabili o fertilizzanti...
di redazione
Gioco

Giochi: la stretta normativa può accrescere l’illegalità. La Corte dei Conti conferma le tesi dell’Eurispes

La riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento unita all’inasprimento delle limitazioni delle distanze da luoghi cosiddetti sensibili e degli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, hanno determinato una contrazione del mercato legale e un probabile incremento dei fenomeni illegali. Lo dice la Corte dei Conti.
di Chiara Sambaldi e Andrea Strata
Economia

La criptovaluta diventa “moneta di Stato”. Il caso del “petro”

Il “petro” in Venezuela, lo “yuan digitale” in Cina, il “payMon” nella Repubblica islamica: l'avvento della “criptovauta di Stato” rappresenta il tentativo di “imbrigliare” una tecnologia nata in base ad un principio di “anarchia finanziaria” in un sistema regolato e, quindi, nuovamente controllato.
di Giovambattista Palumbo
Finanza

Banche, la donna che “traghetta” l’Italia verso le nuove sfide dell’open banking

Trasformazione e digitalizzazione del sistema finanziario: negli ultimi anni, il sistema dei pagamenti e l'organizzazione delle imprese e delle banche è profondamente cambiato. Tra gli artefici e i protagonisti di questa transizione, il Consorzio CBI, da poche settimane diventato una società consortile per azioni. Ne parliamo con Liliana Fratini Passi, Direttore Generale di CBI S.c.p.a.
di Valentina Renzopaoli