Gli studi sull’economia sommersa nel settore del turismo italiano rivelano che nel 2015 il 20,6% del Pil sfugge alla contabilità ufficiale. A parte l’illegalità del fenomeno, diverse aree del turismo sommerso restano difficili da quantificare. Tra queste, figura senz’altro il turismo in abitazioni private, spesso utilizzate per vacanze da proprietari e turisti, non registrato nei canali ufficiali.
Turismo religioso e Meeting industry
Ma il turismo sommerso non riguarda solo l’iniziativa dei privati, e coinvolge anche gli ospiti degli istituti religiosi, difficili da quantificare nel mercato interno. La Banca d’Italia registra oltre 1,3 milioni di pernottamenti internazionali in questi istituti. Tuttavia, lo studio ENIT sulla “Percezione turistica degli italiani” suggerisce che 4 milioni di italiani viaggiano per motivi religiosi. L’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (O.R.I.) censisce 3.125 strutture, di cui 1.287 registrate, con un totale di 88.080 posti letto. Nel febbraio 2025, l’87% delle visite in queste strutture proveniva dall’Italia. Anche la Meeting Industry si somma all’area del sommerso del turismo italiano: in Italia ci sono 5.644 sedi per congressi ed eventi, tra cui alberghi, centri congressi e spazi non convenzionali.
Abitazioni residenziali: un moltiplicatore di reddito
Nel 2011, l’Italia contava 31.208.161 abitazioni, di cui 7.038.200 non occupate. Secondo Eurostat, nel 2021 l’Italia aveva 25.690.097 abitazioni residenziali, seconda in Europa dopo la Francia. Il 26% degli italiani vive in affitto o gratuitamente, una percentuale inferiore alla media Ue del 30%. Nel 2021, il 20% delle famiglie italiane risiedeva in affitto, mentre il 71% era proprietario della casa in cui viveva.
Turismo e abitazioni private: quantificare il sommerso
La ricerca si concentra sul divario tra le statistiche ufficiali e altri indicatori. Nel 2024, c’era un gap tra le presenze turistiche straniere rilevate da Istat (250.079.556) e i pernottamenti registrati dalla Banca d’Italia (386.114.592). La Banca d’Italia include l’ospitalità presso amici e parenti e altre tipologie di alloggio. Eurispes stima che le statistiche ufficiali coprano solo il 75% del mercato reale, suggerendo ulteriori 70 milioni di pernottamenti nel 2024. Questo potrebbe portare il totale a 664 milioni di pernottamenti, con un’incidenza sul Pil del 15,4%.
Influenza delle abitazioni non occupate sul turismo sommerso
L’indice di Pearson mostra una correlazione tra abitazioni non occupate e pernottamenti non ufficiali. Le città d’arte come Roma, Napoli, Verona e Venezia mostrano elevati livelli di turismo sommerso e abitazioni non occupate. Al contrario, destinazioni come Cuneo e Savona, pur avendo molte abitazioni non occupate, registrano meno pernottamenti non ufficiali. Questa analisi mette in luce come il fenomeno del turismo sommerso sia diffuso in Italia, con significative implicazioni economiche e sociali, soprattutto nelle città d’arte sulle quali si riversano gli effetti più evidenti dell’overtourism.

