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Pnrr e Comuni: i numeri della transizione digitale

di
Simona D’Amico

Un investimento senza precedenti per la PA locale

Negli ultimi anni la digitalizzazione dei Comuni italiani è diventata uno dei principali banchi di prova della modernizzazione della Pubblica amministrazione. Servizi più efficienti, maggiore trasparenza amministrativa, accesso più rapido agli atti pubblici e una comunicazione istituzionale più efficace sono i primi risultati che questo processo ha portato ai cittadini.

L’accelerazione decisiva è arrivata con il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nella Missione 1, Componente 1, il Pnrr ha destinato alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione 6,74 miliardi di euro, una dotazione mai vista prima per il settore pubblico italiano. Quasi la metà delle risorse è andata alle amministrazioni locali e, in particolare, ai Comuni, che secondo l’Istat dal 21 febbraio 2026 sono 7.894.

PA digitale 2026, la porta d’accesso ai fondi

L’accesso ai finanziamenti è passato attraverso PA digitale 2026, la piattaforma del Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) che ha semplificato la partecipazione degli enti agli Avvisi pubblici. Al posto dei tradizionali bandi a progetto, ogni amministrazione ha ricevuto un finanziamento predefinito in base alla propria tipologia e dimensione, erogato al raggiungimento di obiettivi verificati dal Dipartimento.

Le risorse hanno sostenuto la migrazione al cloud, l’interoperabilità dei dati e l’adozione delle piattaforme digitali standard: pagoPA per i pagamenti, l’app IO per le comunicazioni con i cittadini, SEND per le notifiche a valore legale, SPID e CIE per l’identità digitale.

La risposta degli enti locali è stata pressoché unanime: il 99% dei Comuni ha aderito agli Avvisi di PA digitale 2026. Gli ultimi dati diffusi dal Dipartimento, aggiornati a luglio 2025, contano oltre 68.000 progetti avviati complessivamente da Comuni, scuole e altri enti locali, con più di 2 miliardi di euro erogati, oltre la metà dei quali già liquidata per progetti completati e verificati. Il termine per concludere i progetti finanziati attraverso la piattaforma era fissato al 31 marzo 2026.

Una cornice di programmazione e di monitoraggio

Accanto al Pnrr, il quadro nazionale è completato dal Piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione 2024-2026. Il Piano punta a spostare la trasformazione digitale degli enti pubblici da una logica di adempimenti puntuali a processi continui di innovazione, tanto organizzativa quanto tecnologica.

Per seguire l’avanzamento degli interventi, il Dipartimento ha istituito l’Osservatorio sulla trasformazione digitale nel territorio italiano, previsto dallo stesso Piano triennale come strumento di monitoraggio. L’Osservatorio raccoglie in modo sistematico i dati sui progetti finanziati e sulle amministrazioni coinvolte.

Cloud, dati e atti digitali: cosa hanno fatto i Comuni con il Pnrr

Il quadro più dettagliato arriva dal Rapporto Mappa dei Comuni digitali, nato dall’accordo firmato nel maggio 2023 tra il DTD e l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) e presentato il 16 luglio 2025. Il Rapporto incrocia i dati del Dipartimento sull’avanzamento delle misure Pnrr con le risposte a un questionario somministrato tra l’11 luglio e il 18 ottobre 2024, al quale hanno partecipato quasi 4.000 Comuni, rappresentativi di circa il 75% della popolazione italiana.

Tra i Comuni rispondenti, il 96% ha aderito ai progetti di migrazione al cloud e circa il 90% ha partecipato alla Piattaforma digitale nazionale dati (PDND), con l’85% dei relativi progetti già completati e liquidati. Interventi che hanno rafforzato l’interoperabilità dei servizi e lo scambio di informazioni tra amministrazioni.

I progressi riguardano anche l’attività amministrativa interna: il 75% dei Comuni ha digitalizzato completamente determinazioni e delibere di consiglio e giunta, mentre il 91% utilizza la PEC da protocollo informatico per scambiare documenti con altri enti. Sul versante dei servizi, quelli demografici, di edilizia e urbanistica, scolastici e dei tributi sono erogati in modalità digitale in oltre il 70% dei Comuni.

Dopo il Pnrr, un percorso ancora a velocità diverse

I numeri raccontano un salto in avanti, ma non un traguardo raggiunto. Il livello di maturità digitale dei Comuni resta eterogeneo: i grandi centri urbani e i capoluoghi di Regione sono più avanti, mentre i piccoli Comuni, soprattutto nelle aree interne, faticano a tenere il passo per la scarsità di risorse economiche, di competenze e di infrastrutture.

Lo conferma anche la partecipazione alla rilevazione: ha risposto al questionario oltre la metà dei Comuni sopra i 5.000 abitanti, contro il 45% di quelli tra 2.000 e 5.000 abitanti e il 39% dei Comuni fino a 2.000. Un divario che può riflettere differenze organizzative, ma anche una diversa sensibilità verso la trasformazione digitale, che nei Comuni più grandi è sempre più spesso considerata una leva strategica.

Un aggiornamento del quadro è ormai vicino. La seconda edizione della Mappa dei Comuni digitali, realizzata da ANCI e DTD e per la prima volta con la Banca d’Italia, sarà presentata a Roma il 4 novembre 2026. La nuova rilevazione ha coinvolto oltre 4.100 Comuni e restituirà la prima fotografia del sistema comunale a conclusione del Pnrr.

Le risorse del Piano hanno aperto la strada; perché i risultati si consolidino serviranno competenze, organizzazione e un cambiamento culturale capace di andare oltre l’orizzonte dei finanziamenti straordinari.

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