L'opinione

Il diritto, tra autodisciplina e impresentabili

168

I fatti accaduti prima e dopo le ultime elezioni amministrative, con riguardo in particolare alla vicenda dei cosiddetti “impresentabili”, suscitano più di qualche riflessione, e molte – forse troppe – ne sono state fatte, e si continueranno a fare, in varie sedi.

Forse è opportuno, da parte del giurista, formulare qualche considerazione in ordine alla valenza dogmatica di corpus di regole, come quelle contenute nel (famigerato) “Codice di autoregolamentazione in materia di formazione delle liste” emanato dalla Commissione Parlamentare Antimafia nel settembre 2014. Così come tutti i Codici di “autodisciplina”, va premesso, esso non costituisce una fonte del diritto, a meno che non venga espressamente richiamato da norme di rango primario oppure, laddove si debba applicare a situazioni che regolano la vita dei cittadini, non se ne preveda in qualche modo la vincolatività per quell’ambito della “costituzione materiale” che si dovessero trovare a disciplinare.

In altre parole, un Codice di autodisciplina può diventare vincolante solo se i soggetti dai (e per i) quali è redatto – in genere appartenenti a una comunità o a un gruppo sociale ben individuato – decidono che lo diventi per tutti coloro che intendono beneficiare dell’appartenenza a quel gruppo o consesso, con tutte le conseguenze che ne derivino.

È l’esempio classico del Codice di Autodisciplina delle società quotate in Borsa che prevede una serie di regole per le società e i loro organi di governo, orientate alla trasparenza e alla correttezza dei comportamenti sui mercati borsistici. Ma il Codice non contempla nessuna sanzione a fronte del suo inadempimento, se non la circostanza fattuale di trovarsi sul mercato ed essere additati come “non ossevanti” un insieme di regole di natura amministrativa. Sanzione reputazionale, probabilmente più forte di quella legale.

Ancora penso ai Codici di Autoregolamentazione delle imprese, come quello di Confindustria Sicilia, che prevedeva la sanzione dell’espulsione dalla struttura associativa dei soggetti che fossero stati scoperti a pagare il pizzo. Ma si parlò allora di “abusi” proprio perché si paventava una intromissione del privato in vicende giuridiche, la cui sorte era per l’appunto affidata (e non può dirsi diversamente) ad un potere statuale.

Anche qui, comunque, la sanzione “reputazionale”, unica che si possa – ancorchè con qualche forzatura terminologica – definire tale, è quella che è legittimo attendersi da simili decisioni.

Venendo al dunque, il Codice (che chiameremo per brevità “Antimafia”) è ben lungi dal costituire, come dicevamo, una fonte del diritto dotato di autonoma precettività, così come invece il “vero” Codice Antimafia.

Da ciò deriva che a chiederne l’applicazione, proprio perché ad adesione volontaria, non può intervenire nessun Organo dello Stato, se non la stessa Commissione che lo ha redatto, ma sempre in ottica di “moral suasion”. I partiti che lo hanno sottoscritto devono uniformarsi, pena la sola sanzione “reputazionale”, e nulla più. Il problema, qui, è però peculiare rispetto a quello che si pone nella fase di applicazione delle altre forme di autoregolamentazione citate, nonché di tutte quelle della specie. A decidere sulla eventuale “incandidabilità” sono i pertiti, che a loro volta devono seguire norme di legge che impediscono ad un cittadino ritenuto “indegno” di essere inserito nelle liste elettorali. Ma qui scatta il vuoto normativo, che urge colmare. Allo stato, non esistono regole di rango primario che permettono l’esclusione (anzi, la mancata inclusione) nelle suddette liste. La più volte invocata “legge Severino” prevede, al contrario di quanto probabilmente il cittadino medio abbia compreso, che una persona con problemi “giudiziari” possa essere sospesa dall’incarico qualora eletta, ma non vieta la candidatura (e la conseguente elezione) di costei o costui.

A ciò si aggiunga che – come ha ricordato lucidamente Raffaele Cantone – non esiste una legge che fornisca la definizione di soggetti “impresentabili” né tanto meno la prevede il Codice di Autodisciplina della Commissione Parlamentare. La quale – riprendendo ancora Cantone – «è fatta di politici» mentre i processi, come noto, spettano alla magistratura, la quale dovrà accertare ex post (non avendo nemmeno essa possibilità di farlo ex ante) la rispondenza alla legge, e solo a questa, dei futuri (e quelli in carica) amministratori pubblici.

Altre opinioni dell'Autore
Criminalità e contrasto

Il crimine organizzato colombiano e i nuovi rapporti con la ’Ndrangheta: Europa nel mirino

Una delle più recenti evoluzioni del crimine organizzato colombiano è il passaggio da una struttura di vertice e unitaria a un’altra sempre verticistica ma disarticolata. Come sta diversificando il suo portafoglio criminale e quali sono i suoi rapporti con le mafie italiane?
di Vincenzo Musacchio
Sicurezza

Criminalità, l’evoluzione del potere mafioso. I risultati della Relazione DIA 2° semestre 2019

Il quadro della criminalità organizzata italiana e straniera, i suoi settori di interesse, le proiezioni internazionali, l’evoluzione organizzativa, i collegamenti con poteri occulti e terrorismo. Vincenzo Macrì analizza la relazione della Dia del secondo semestre 2019, che anticipa anche lo scenario criminale creatosi in Italia per effetto della pandemia da Covid-19 nel primo semestre del 2020.
di Vincenzo Macrì
Economia

Crisi da Coronavirus, economia mondiale giù del 5% nel 2020. Italia tra i paesi più in difficoltà

Secondo stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), la crisi della pandemia dovrebbe avere un impatto sulla crescita dell’economia mondiale pari a -4,9% nel 2020. Se il contesto generale e le incertezze rispecchiano una situazione comune a tutti gli attori mondiali, esistono tuttavia differenze sostanziali tra le singole economie e l’Italia sarebbe uno dei paesi maggiormente in difficoltà.
di Ludovico Semeraro
Società

Coronavirus e diritti: tutelare gli interessi della collettività o garantire i diritti fondamentali dei singoli?

La crisi innestata dall’epidemia di Covid e dalle scelte fatte per combatterla, ha prodotto una forte pressione sulla protezione dei diritti umani. In un clima di chiusura generalizzata dei confini nazionali, numerosi giuristi e diversi sociologi hanno analizzato gli effetti che tutto questo ha prodotto sul complesso dei diritti umani e sul loro godimento diretto.
di Marco Omizzolo
Video

Non è più un lusso. Intervista a Martin Elsner, Rocco Forte Hotels

il turismo di lusso – solitamente immune a cali di profitto – ha registrato numerose cancellazioni e perdite dovute al periodo di lockdown che ha interessato tutto il mondo. Come si è riorganizzato questo settore?
di Emilio Albertario
Video

Zavoli, il socialista di Dio

      Non ho ricordi personali di Sergio Zavoli, se non la sua firma sotto la mia lettera di assunzione in Rai, 36 anni...
di Emilio Albertario
Metafore per l'Italia

Un piano straordinario di investimenti pubblici

«Quello che serve è un piano straordinario di investimenti pubblici, finalizzato al riassetto del Paese. Un piano che acquisti evidenza per ampie...
di Gian Maria Fara
Il punto a Mezzogiorno

Mezzogiorno: tre strade per ribaltare un destino già segnato

Secondo Nino Foti, Presidente della Fondazione Magna Grecia, sono tre i passaggi obbligati per riuscire a riempire di contenuti e progettualità una “partenza nuova” alla quale in qualche modo ci obbliga il Recovery Fund per il Mezzogiorno.
di Nino Foti
scuola

Scuola, rischio abbandono con l’emergenza Covid. Le misure di sicurezza rischiano di favorirlo

Scuola, la chiusura forzata ha modificato profondamente le abitudini degli studenti e il lockdown potrebbe avere come effetto negativo l’aumento repentino degli abbandoni scolastici.
di Ilaria Tirelli
Ambiente

Bonus bici, impennata delle vendite. Ma l’Italia è un Paese bike friendly?

Il “bonus mobilità” – dedicato all’acquisto delle due ruote, ma anche monopattini elettrici, stabilito dal Governo nel decreto Rilancio –, ha fatto impennare le vendite che si stima, da maggio, siano state tra le 500 e le 600mila.
di Valentina Renzopaoli