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Il Decreto “ILVA” e l’assenso di Regioni ed Enti locali quale premessa per la sua conversione in legge

di
Francesco Giulio Cuttaia 

Il decreto-legge 1 dicembre 2025, n.180, recante “Misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA”, ha introdotto misure urgenti finalizzate a garantire la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA e assicurare ai dipendenti adeguato sostegno economico. Con l’adozione di tale provvedimento legislativo il Governo ha autorizzato la Società Acciaierie d’Italia s.p.a. (in amministrazione straordinaria) ad utilizzare la parte di finanziamento ancora disponibile per continuare la produzione fino a febbraio di quest’anno quando dovrebbero definirsi nuovi assetti proprietari. Nel contempo, per l’integrazione del trattamento economico dei dipendenti in cassa integrazione straordinaria prorogata, è stata autorizzata, anche ai fini della formazione professionale per la gestione delle bonifiche, la spesa di 8,6 milioni di euro per l’anno 2025 e di 11,4 milioni di euro per l’anno 2026.

Le misure mirano a garantire la continuità operativa degli stabilimenti ex ILVA e assicurare ai dipendenti adeguato sostegno economico

Sul contenuto del decreto-legge la Conferenza Unificata, riunitasi il 18 dicembre scorso, ha espresso parere favorevole, sia pur con l’indicazione da parte di alcune sue componenti, di osservazioni piuttosto articolate. In particolare, l’Associazione di rappresentanza delle Province italiane (UPI) ha espresso al Governo la richiesta di assumere un impegno diretto e concreto nell’attuazione della pianificazione degli interventi diretti ad assicurare la continuità produttiva degli stabilimenti, in maniera da garantire sia il percorso di decarbonizzazione degli impianti, sia la tutela dei livelli occupazionali.

Dalla Regione Puglia la richiesta di aumentare le risorse per il monitoraggio ambientale e la garanzia dei livelli occupazionali dei dipendenti dell’ILVA

Dal canto loro le Regioni, nell’esprimere il proprio assenso, hanno ritenuto di formalizzare alcune osservazioni espresse dalla Regione Puglia facendole così sostanzialmente proprie. Esse sono riassumibili nelle richieste di: realizzare la decarbonizzazione degli impianti con l’intervento di un soggetto pubblico; garantire i livelli occupazionali non solo dei dipendenti dell’ILVA, ma anche dei lavoratori delle imprese dell’indotto; velocizzare il processo di realizzazione degli investimenti di reindustrializzazione sulle aree attualmente libere e sulle altre che in futuro si renderanno disponibili; garantire le attività di bonifica; aumentare le risorse per il monitoraggio ambientale e il potenziamento delle infrastrutture, anche portuali; incrementare le risorse per gli indennizzi dei danni agli immobili provocati dalle emissioni inquinanti; perseguire anche attraverso opportuni tavoli e forme negoziali altri obiettivi di carattere sociale attinenti alla salute, all’ambiente, al lavoro. L’assenso dato dalla Conferenza Unificata costituisce senz’altro una forte spinta alla conversione in legge del decreto. Tuttavia è da ritenere che nella sede parlamentare non potranno non essere prese in considerazione le osservazioni formulate dalle rappresentanze territoriali regionali e locali.

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