Europa

Europee 2019, ultima chance. Ora si deve cambiare

74

I risultati delle elezioni europee hanno mandato dei segnali chiari, solo apparentemente contraddittori. Si tratta di segnali positivi, se raccolti e ben utilizzati. Vediamo perché:
per la prima volta, l’Europa è stata al centro del dibattito, anche se sono mancate le proposte, il voto è diventato pan-europeo; lo si è visto dalla aumentata affluenza alle urne;
dal dopoguerra, di fronte ad un’Europa in pericolo, c’è stata una risposta positiva dei cittadini, non solo per la partecipazione, ma anche per il risultato del voto; come se i cittadini avessero voluto offrire ancora una “chance” all’insieme dell’Unione mandando messaggi chiari alle forze politiche ed ai governi nazionali;
è emersa una richiesta di cambiamento e di discontinuità dell’Ue; lo si è visto dal contenimento delle forze sovraniste e, contemporaneamente, dal rafforzamento delle forze di ispirazione liberale e dei Verdi, entrambe favorevoli, da sempre, ad una maggiore integrazione dell’Europa; inoltre, per la prima volta, si è registrata la perdita della maggioranza assoluta dei popolari e dei socialisti che hanno “governato” sinora il Parlamento Europeo e l’Unione.
I cittadini si sono ancora fidati, rafforzando il “fronte” pro-Europa, mandando però dei segnali inequivocabili, che non possono essere elusi ancora, anche perché questa potrebbe essere l’ultima occasione. Infatti, i risultati dei sovranisti in Italia ed in altri paesi, sono frutto della paura dei cittadini, che i partiti tradizionali non hanno colto, dovuta agli errori commessi nella gestione della crisi economica, degli immigrati e degli attentati terroristici (la sicurezza). Tutti elementi che hanno mandato in tilt l’Unione e ridato fiato agli egoismi ed agli interessi nazionali, visti da ognuno come scorciatoia, a volte illusoria, per poter risolvere, da soli, interessi ormai sempre più complessi e interconnessi, a livello sia europeo che internazionale.
Ci sono, quindi, tutte le condizioni per creare una maggioranza o addirittura più maggioranze “europeiste” favorevoli al cambiamento, purché si tratti di un cambiamento vero, non per conservare l’esistente, ma per far ripartire l’Europa su basi nuove. Si potrebbe arrivare addirittura ad una maggioranza con più di 500 deputati; si potrebbe avere una maggioranza, favorevole al cambiamento, escludendo i popolari, che sono stati i maggiori responsabili delle politiche attuate durante la crisi economica – almeno una parte di loro.
Che cosa bisognerebbe fare? Che cosa dovrebbero fare il nuovo Parlamento ed i governi?
Innanzitutto, mandare dei segnali chiari, anche di metodo, mostrando che non si vuole continuare come prima. A questo fine, sono importanti le indicazioni dei governi per la nomina della nuova Commissione – in particolare del suo presidente, meglio se scelto al di fuori del Partito Popolare – e del nuovo governatore della BCE. Le scelte del futuro assetto dell’Unione dovrebbero essere elaborate dalla nuova coalizione politica e votate dal Parlamento, sulla base di una tabella di marcia che indichi le linee di riforma per una nuova Unione e le basi delle politiche che, nel frattempo, andrebbero attuate. In particolare, quelle economiche, sociali ed occupazionali, partendo dal completamento di quelle avviate per l’Eurozona, con una sospensione delle politiche di austerità e, in attesa di una condivisione dei rischi, di un riequilibrio dei parametri che oggi distribuiscono vantaggi e svantaggi non equi tra i paesi.
Quello che serve, comunque, e che i cittadini si aspettano dal nuovo Parlamento, non sono altri cinque anni di incertezza, di purgatorio o di “attesa” messianica – com’è avvenuto praticamente negli ultimi dieci anni – ma è necessario che lo stesso Parlamento assuma un ruolo centrale nelle iniziative e nelle proposte.
Il Parlamento, in questo senso, dovrebbe darsi un mandato, preparare un Progetto per una nuova Unione e votarlo, spingendo così a schierarsi e ad agire quei paesi che chiedono di volere cambiare e rafforzare l’Unione nell’interesse dei cittadini.
Di sicuro, oggi, non abbiamo bisogno più di parole, di promesse o di documenti vuoti, ma di proposte con l’indicazione dei tempi per trasformarle in fatti concreti. È la migliore risposta che si possa dare a coloro che invece l’Europa vorrebbero eliminarla.

Ultime notizie
International

Asia Centrale: teatro di scontro geopolitico e mercato energetico in rapida ascesa

Europa e Cina con lo sguardo verso l’Asia Centrale, area di scontri geopolitici ma anche, e sempre di più, mercato economico in scesa verso il quale si stanno direzionando cospicui investimenti internazionali. L'approfondimento
di Giuliano Bifolchi
Criminalità e contrasto

Corpo Forestale assorbito nell’Arma, per la Corte Costituzionale è legittimo. Del Sette: “Sentenza netta”

La Corte Costituzionale, con la sentenza pubblicata lo scorso 10 luglio, ha confermato la legittimità della riforma legislativa concernente l’assorbimento nell’Arma dei Carabinieri del disciolto Corpo Forestale dello Stato. Tullio Del Sette: "Sentenza netta, che ha spazzato via definitivamente, senza possibilità di appello, le riserve di alcuni sulla legittimità costituzionale".
di Tullio Del Sette
Criminalità e contrasto

Sicurezza e scandalo in magistratura, Sorgi: “Rischio per l’indipendenza dei magistrati”

Dal fenomeno del caporalato a quello del lavoro nero, passando per le infiltrazioni mafiose e della 'ndrina, in particolare, nella regione Emilia Romagna; fino alle misure previste dai decreti “sicurezza”, e ai recenti scandali che hanno coinvolto la magistratura. Intervista al magistrato Carlo Sorgi.
di Marco Omizzolo
Europa

Il Gattopardo a Bruxelles. Le prime mosse dell’Europarlamento

Un brutto accordo è sempre migliore di un accordo mancato. Vista la situazione a cui è giunta l’Unione, sarebbe opportuno fare uno sforzo per leggere positivamente l’intesa raggiunta al vertice del 2 luglio, che non è poi diversa nel metodo e nel risultato rispetto a quanto fatto in passato.
di Carmelo Cedrone
Ambiente

Ricerca: insetti per produrre energia e fertilizzanti agricoli. Il progetto del Centro Enea

Utilizzare gli insetti che si nutrono di materia organica in decomposizione per la produzione di biocarburanti avanzati, materiali innovativi biodegradabili o fertilizzanti...
di redazione
Gioco

Giochi: la stretta normativa può accrescere l’illegalità. La Corte dei Conti conferma le tesi dell’Eurispes

La riduzione del numero degli apparecchi da intrattenimento unita all’inasprimento delle limitazioni delle distanze da luoghi cosiddetti sensibili e degli orari di gioco da parte di norme regionali e locali, hanno determinato una contrazione del mercato legale e un probabile incremento dei fenomeni illegali. Lo dice la Corte dei Conti.
di Chiara Sambaldi e Andrea Strata
Economia

La criptovaluta diventa “moneta di Stato”. Il caso del “petro”

Il “petro” in Venezuela, lo “yuan digitale” in Cina, il “payMon” nella Repubblica islamica: l'avvento della “criptovauta di Stato” rappresenta il tentativo di “imbrigliare” una tecnologia nata in base ad un principio di “anarchia finanziaria” in un sistema regolato e, quindi, nuovamente controllato.
di Giovambattista Palumbo
Finanza

Banche, la donna che “traghetta” l’Italia verso le nuove sfide dell’open banking

Trasformazione e digitalizzazione del sistema finanziario: negli ultimi anni, il sistema dei pagamenti e l'organizzazione delle imprese e delle banche è profondamente cambiato. Tra gli artefici e i protagonisti di questa transizione, il Consorzio CBI, da poche settimane diventato una società consortile per azioni. Ne parliamo con Liliana Fratini Passi, Direttore Generale di CBI S.c.p.a.
di Valentina Renzopaoli
Economia

Fisco, agevolazioni e zone franche per le Isole. In Italia sono 31

Isole italiane: il riconoscimento di azioni a tutela della insularità è un obiettivo importante per un paese come l’Italia. Eppure, il primo ostacolo, seppure possa sembrare incredibile, è proprio definire che cosa si intenda per isola.
di Giovambattista Palumbo
Cultura & Turismo

I briganti erano “eroi”. Lo show al Parco della Grancìa, in Basilicata

L’ultimo fine settimana di giugno si apre la lunga stagione di eventi del Parco della Grancìa, il primo parco storico rurale ambientale d’Italia, nel cuore della Basilicata. L’attrazione più affascinante è “La storia bandita”, un affresco storico che ripropone il periodo delle Insorgenze e del Brigantaggio post-unitario nel Sud Italia.
di Valentina Renzopaoli