Fed e Bce: la simmetria accomodante nelle politiche monetarie

Il mese di luglio ha registrato importanti segnali e decisioni riguardo le prospettive di politica monetaria sulle due sponde dell’Atlantico. Sia la Banca Centrale Europea che la Federal Reserve degli Stati Uniti hanno fornito, secondo il consueto stile dei vertici di queste Istituzioni, elementi di valutazione delle prossime mosse in questo àmbito, sul fronte europeo, e una decisione concreta in casa americana.
A riaprire uno scenario più dinamico in politica monetaria è stato, il 10 luglio scorso, Jerome Powell, governatore della Banca Centrale Usa. Nel corso della sua testimonianza semestrale al Congresso americano, Powell ha ufficialmente dichiarato che molti membri della Fed sono “disponibili” a considerare una «politica monetaria più accomodante» lasciando così intendere la volontà di procedere ad un taglio dei tassi di interesse Usa nel corso del vertice del 30 e 31 luglio.
Sul fronte europeo, l’allora Presidente della Bce, Mario Draghi, alle prese con uno scenario continentale a tinte fosche, ha espresso chiaramente, nel corso della conferenza stampa del 25 luglio, motivi di preoccupazione per un ulteriore rallentamento della congiuntura macroeconomica dell’eurozona. Draghi ha sottolineato che i rischi per le previsioni di crescita e inflazione sono al ribasso e che la possibilità di una “hard Brexit” è un altro fattore da tenere in considerazione. «Non accettiamo – ha detto ancora – un tasso di inflazione permanentemente così basso, e il punto chiave è che abbiamo la stessa determinazione sia che essa sia più alta (del 2%, ndr) sia che sia più bassa».
Nell’ultimo giorno di luglio, la Federal Reserve ha ufficialmente tagliato i tassi d’interesse statunitensi. Non succedeva dal lontano 2008. La riduzione del costo del denaro di un quarto di punto, in una forchetta fra il 2 e il 2,25%, ha lo scopo, secondo il governatore Powell, di «cautelarsi contro i rischi al ribasso derivanti dalla crescita globale debole e le incertezze commerciali al fine di compensare l’effetto che questi fattori stanno avendo sull’economia e promuovere un ritorno più rapido all’obiettivo del 2% fissato per l’inflazione». La decisione non è stata presa all’unanimità. Sono stati otto i voti a favore, su un totale di dieci membri del board del Fomc, il Federal Open Market Committee, della Federal Reserve. Tra i favorevoli lo stesso Powell, più volte tacciato di eccessiva prudenza dal Presidente Trump, al confronto delle politiche più accomodanti delle altre grandi banche centrali, in particolare la Bce, guidata fino a novembre da Mario Draghi; Bce che proprio a luglio ha annunciato come possibile un ripristino di un programma di Quantitative Easing a fronte del persistere di una debole congiuntura macroeconomica dell’eurozona. La Bce – si legge in una nota – «è determinata ad agire se le prospettive d’inflazione nel medio termine continuano ad essere inferiori al suo obiettivo» e il consiglio direttivo «ha dato mandato ai relativi comitati dell’Eurosistema di esaminare le opzioni, fra cui le dimensioni e la composizione di nuovi acquisti di titoli».

Con il taglio di fine luglio la Fed si iscrive nella lista delle banche centrali in versione accomodante o che hanno dato segnali di allentamento nel 2019. Sembra probabile ci saranno altre iniziative simili con il verificarsi di un ulteriore rallentamento dell’economia o con cali dell’inflazione. Un gruppo maggioritario nel Fomc, che include Powell, pare orientato a considerare l’applicazione di due tagli a scopo assicurativo come l’approccio migliore. Per poter apportare più di un ulteriore taglio nel 2019 le previsioni di crescita della Fed potrebbero essere riviste al ribasso, unitamente ad un’escalation della guerra commerciale o a un nuovo slittamento nell’inflazione e nelle sue previsioni, magari riconducibile a un sensibile apprezzamento del dollaro. Gran parte degli analisti, prevede ancora 1-2 tagli entro la fine dell’anno e quasi tre tagli entro la fine del 2020.
La Bce – ha annunciato Draghi a fine luglio – lascerà i tassi invariati ai livelli attuali (il tasso principale è 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%) o inferiori fino «almeno alla prima metà del 2020 e comunque per tutto il periodo di tempo necessario» per far risalire l’inflazione. Ma la politica monetaria odierna si basa sulla articolazione di tre strumenti, diversi ma intrecciati: oltre ai tassi di interesse, la Bce utilizza la politica degli annunzi vincolanti e quella delle operazioni sui mercati finanziari. E Draghi ha indirizzato la strategia sui tre fronti nel suo mandato e con gli annunzi, vincolanti e non, sa bene che muove una leva potente perché cerca di influenzare quello che è oggi ritenuto l’anello fondamentale dell’intera catena di trasmissione della politica monetaria: le aspettative.
Cosa farà, Christine Lagarde, designata alla successione di Draghi? In base al consueto aplomb dei central bankers, Lagarde non ha rilasciato dichiarazioni a margine della conferenza stampa ma secondo i rumours che rimbalzano tra Francoforte e Washington, sede del Fondo Monetario guidato per anni proprio dalla banchiera francese, nel 2020 dovrebbe essere confermata la strategia di politica monetaria del terzo governatore della Bce dalla sua fondazione.

Ultime notizie
nft
Diritto

NFT: le opere d’arte e il diritto. Il ruolo dei musei

L’opera d’arte nell’epoca degli NFT Walter Benjamin nel saggio del 1936 “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” affronta, tra i primi, la criticità della...
di Alessio Briguglio*
nft
upskilling
Economia

Upskilling nella Pubblica amministrazione tra esigenze, opportunità e rischi

L’upskilling, ovvero il miglioramento del profilo professionale, nella PA può tradursi in un investimento per la crescita dell’intero settore pubblico, in un’ottica di maggiore fluidità e intercambiabilità di ruoli e mansioni. Importante è far corrispondere alla crescita delle competenze anche progressioni di carriera.
di Simone Cannaroli
upskilling
continete africano
Mondo

Social media e movimenti di protesta nel continente africano

Il continente africano sta registrando negli ultimi anni un incremento delle proteste giovanili, dovute non solo alla marginalizzazione dei giovani dalla vita politica ed economica: una maggiore accessibilità ad Internet data dalle reti mobili e la diffusione dei social network hanno facilitato le organizzazioni e il dibattito pubblico.
di EMANUELE ODDI
continete africano
anac
Criminalità e contrasto

Anac presenta oggi la sua Relazione annuale alla Camera dei Deputati

Anac presenta oggi la Relazione sulle attività svolte e traccia un bilancio della corruzione in Italia nel 2021. Il nostro Paese migliora di 10 posizioni nell’Indice della percezione della corruzione, ma il Presidente di Anac Busìa pone l’accento sulla importanza di prevenire la corruzione.
di redazione
anac
sughero
Ambiente

Foreste di sughera, una risorsa da difendere per la rinascita dei territori rurali

In Sardegna si concentra circa l’85% delle foreste italiane di sughera, e nel Nord Est è presente la gran parte del patrimonio regionale. Il Report presentato oggi da Eurispes documenta la crisi del settore del sughero nei territori coinvolti e ne valorizza potenzialità e risorse, in primis quelle ambientali e turistiche.
di Carlo Marcetti*
sughero
guardia di finanza
Criminalità e contrasto

Guardia di Finanza, azione costante a tutela di spesa pubblica e cittadini

Per il 248esimo anniversario della sua fondazione, la Guardia di Finanza pubblica un bilancio operativo relativo agli interventi del 2021 e dei primi 5 mesi del 2022. Nel periodo di riferimento, la Guardia di Finanza ha eseguito più di un milione di interventi ispettivi che hanno dato origine a circa 74 mila indagini a contrasto di illeciti in campo finanziario ed economico e delle infiltrazioni criminali.
di redazione
guardia di finanza
Economia

Politiche per la coesione, una sinergia con il Pnrr per la crescita

Il 10 giugno scorso l’Italia ha trasmesso il testo finale dell’Accordo di Partenariato 2021-2027. Il documento, presentato in una sua prima versione...
di Claudia Bugno*
Africa criptovalute
Economia

Africa 2022: il ruolo delle criptovalute

In Africa le criptovalute crescono in maniera costante, tanto che la Repubblica Centrafricana ha adottato la criptovaluta bitcoin come moneta nazionale. Ma se da un lato la criptovaluta incentiva il movimento di denaro per imprese e rimesse provenienti dall’estero, dall’altro pesano le carenze in infrastrutture energetiche e regolamentazione.
di Emanuele Oddi
Africa criptovalute
infrastrutture
Infrastrutture

Infrastrutture, migliorare la comunicazione tra Stato e Regioni per ottimizzare gli interventi. Intervista al Sen.Mauro Coltorti

Le infrastrutture italiane registrano ancora un divario importante tra Nord e Sud secondo il Sen. Mauro Coltorti, divario che forse nemmeno il Recovery riuscirà del tutto a sanare. Gli strumenti per intervenire sono in primis una maggiore comunicazione tra Stato e Regioni, innovazioni e legalità.
di Salvatore Di Rienzo
infrastrutture
nextgenerationeu
Europa

NextGenerationEU, innovativo anche nelle strategie di finanziamento

NextGenerationEU è un piano innovativo, che guarda al futuro anche nelle forme di finanziamento: si utilizzeranno i proventi delle autorizzazioni alle emissioni di gas serra, della tariffa sul carbonio dei prodotti importati altamente inquinanti, nonché i profitti residui delle multinazionali.
di Claudia Bugno*
nextgenerationeu