I limiti del sistema di Informazioni e dati sul mercato del lavoro in tempo di crisi pandemica

Quali sono le nuove sfide che il sistema di Informazioni e dati sul mercato del lavoro (IML) deve affrontare in tempi di crisi globale e come possono essere affrontate? Questo tema è stato sviluppato da un gruppo di esperti europei ed extra-europei in occasione della 15^ Conferenza annuale della Rete Europea sui Mercati del Lavoro Regionali – ENRLMM, promossa in collaborazione con l’Istituto IWAK dell’Università W. Goethe di Francoforte e l’Istituto Eurispes, svoltasi il 17-18 settembre 2020. Il dibattito si è svolto sulla base delle relazioni presentate da: Claudia Plaimauer (3s – Austria), Michel van Smoorenburg (UWV – Olanda), Andrew Dean (Università di Exeter, GB), Ummuhan Bardak (ETF – Fondazione europea per la formazione).

Gli argomenti di fondo sono stati poi articolati in cinque ulteriori domande specifiche:

1- Con la crisi del Covid-19 come è cambiata la necessità di avere informazioni e dati adeguati sul mercato del lavoro?

2- Gli Osservatori del mercato del lavoro forniscono, nell’attuale situazione, informazioni aggiornate?

3- In caso contrario, quali sono stati i principali ostacoli alla produzione di adeguate informazioni sul lavoro emersi durante la crisi Covid-19?

4- Quali lezioni si possono apprendere da queste esperienze?

5- Allo stato attuale, quali raccomandazioni di buone pratiche possono essere suggerite ai responsabili delle decisioni?

Il dibattito tra gli esperti europei ed extra-europei ha fatto emergere i seguenti elementi di analisi, critiche, novità.

Le esigenze e aspettative degli utenti dei sistemi informativi

È condivisa l’opinione che i gruppi degli utilizzatori delle informazioni e dati sul mercato del lavoro siano rimasti più o meno gli stessi di prima della crisi; tuttavia, sono cambiate le loro esigenze e le aspettative:

  • Durante la crisi è emerso un maggiore bisogno di informazioni più aggiornate. Gli aggiornamenti mensili, ad esempio sui dati relativi alla disoccupazione, sono considerati insoddisfacenti; gli aggiornamenti quotidiani non sono abbastanza affidabili. Una correzione di questi limiti si registra, ad esempio, con la decisione dell’UWV – il servizio pubblico olandese per l’impiego – di fornire dati medi settimanali sulle indennità di disoccupazione e sulle offerte di lavoro online.
  • Gli indicatori tradizionali del mercato del lavoro sono diventati ingannevoli: i dati esistenti danno segnali confusi e non sono più una base affidabile per le decisioni politiche. Ad esempio, i dati attuali sulla disoccupazione tracciano un quadro più favorevole della situazione attuale di quanto sia giustificato alla luce dei grandi finanziamenti governativi erogati per sostenere l’organizzazione del lavoro a orario ridotto, una soluzione che ha impedito – almeno per un certo periodo – i licenziamenti di massa. Lo stesso vale per le statistiche relative ai casi di insolvenza che vengono tenuti bassi per mezzo dei sussidi statali e dei differimenti dei pagamenti delle imposte, misure adottate da diversi Stati membri per fronteggiare la crisi.
  • C’è bisogno di nuove tipologie di dati e di indicatori del mercato del lavoro: finora non è stato ancora scoperto alcun “proiettile magico” che possa risolvere tutti i problemi relativi alla disponibilità di dati e informazioni adeguate; alcuni paesi come il Regno Unito o la Germania hanno utilizzato il dato relativo alle “ore lavorate” come quello più vicino a indicare lo stato effettivo della domanda del mercato del lavoro. Il Servizio per l’impiego olandese, ad esempio, ha pubblicato un’analisi d’impatto articolata per industria e regione.
  • La fiducia nell’affidabilità delle previsioni è calata progressivamente durante le prime fasi della pandemia: la situazione si è rivelata troppo volatile per consentire una stima a lungo termine degli sviluppi del mercato del lavoro. Così, alcuni Osservatori hanno sospeso temporaneamente la formulazione di previsioni (ad esempio, l’UWV, in Olanda), o hanno reso chiaro che le previsioni, pubblicate nel periodo devono essere trattate con molta cautela (il Servizio per l’impiego austriaco nega l’accesso a questa voce agli utenti che si collegano al suo “Barometro delle competenze”).

Gli ostacoli al sistema informativo sul mercato del lavoro in tempi di crisi globale

Come ostacoli principali ad un adeguato sistema informativo sul mercato del lavoro sono stati individuati i seguenti punti:

  • Problemi metodologici: ad esempio, i grandi dati facilmente disponibili (come le offerte di lavoro online) consentono di ottenere informazioni affidabili solo se gestiti con cura; ma la pulizia o la ponderazione dei dati necessari per aumentare l’accuratezza e ridurre le distorsioni di selezione richiedono tempo, inficiando così il carattere “in tempo reale” della fonte di dati.
  • Disponibilità di dati affidabili e aggiornati.
  • Disponibilità di risorse (sia finanziarie che di personale) per la realizzazione di indagini, per l’elaborazione di nuovi indicatori o la organizzazione di nuovi siti di informazione; per alcuni paesi, come il Regno Unito, è stata segnalata una carenza di capacità a livello regionale/locale.
  • Integrazione organizzativa degli esperti di rilevazione sugli andamenti del mercato del lavoro: gli Osservatori che dipendono fortemente dal subappalto delle loro ricerche (come, ad esempio, il Servizio per l’impiego in Austria) sono più lenti nel reagire ad una crisi rispetto a quelli che possono disporre di competenze interne (come, ad esempio, il Servizio per l’impiego, nei Paesi Bassi).

Lezioni apprese durante la crisi

L’attuale sistema informativo sul mercato del lavoro è considerato insufficiente in molti paesi; soprattutto la frequenza degli aggiornamenti, l’integrazione di informazioni aggiornate e la possibilità di disaggregare le informazioni a livello regionale/locale lascia molto a desiderare. 

La condivisione e l’analisi delle esperienze sul modo in cui gli Osservatori del mercato del lavoro hanno affrontato e stanno affrontando le particolari sfide poste dalla crisi hanno permesso agli esperti europei di individuare in via preliminare alcune correzioni e buone pratiche che dovrebbero essere applicate e diffuse:

  • La tempestività della fornitura di informazioni è superiore all’accuratezza/affidabilità: durante la crisi globale, il disperato bisogno dell’opinione pubblica di informazioni aggiornate ha giustificato in una certa misura un’applicazione meno rigorosa degli standard scientifici; ciò per accelerare la diffusione di informazione e dati sul mercato del lavoro. Il Servizio per l’impiego olandese, ad esempio, all’inizio della crisi ha deciso di pubblicare (in media) i dati settimanali disponibili online piuttosto che lasciare che il pubblico aspettasse la pubblicazione trimestrale dei dati.
  • Riformulare le priorità: al fine di adeguare le proprie capacità alle emergenze della crisi, il Servizio per l’impiego olandese, ad esempio, ha deciso di dare la priorità ad alcuni sistemi informativi rispetto ad altri e di sospendere ogni attività previsionale.
  • La diffusione di informazioni e dati sul mercato del lavoro potrebbe risultare più elastica e adeguata se le capacità delle strutture locali/regionali fossero potenziate, se gli àmbiti di ricerca fossero ampliati (fonti di dati supplementari, nuovi indicatori sul mercato del lavoro) e se si potessero creare nuovi partenariati.

*Rete Europea sui Mercati del Lavoro Regionali – ENRLMM

L’articolo è disponibile anche in inglese https://www.leurispes.it/labour-market-information-in-times-of-crisis/

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