Mes, prescrizione e manovra. Di Maio sotto la lente. L’analisi dei Tg

Lo scontro continuo nella maggioranza, ingaggiato su diversi fronti, reclama quasi tutte le aperture: 28 su 35. Il conflitto sul Mes, le contrapposizioni sulla riforma della prescrizione e la messa a punto della manovra occupano la prima parte di tutte le edizioni; i Tg Mediaset esacerbano gli scontri, presagendo la sempre imminente caduta dell’esecutivo che “va avanti da tre mesi a colpi di acrobazie”, mentre Tg1 e Tg3 “glissano” sulle prese di posizione più divaricate. A offrire il quadro più chiaro è Tg La7, che giovedì documenta per primo l’aprirsi di una schiarita sul fronte del Mes e della prescrizione, a cui segue, da sabato, l’accordo sulla manovra.

Tg4, che recentemente ha cambiato il suo format, raccoglie gli interventi di numerosi commentatori, sia della maggioranza – Marattin di Italia Viva – che, soprattutto, dell’opposizione, interpellando giovedì Vittorio Feltri e venerdì lo stesso Matteo Salvini, che accusa la maggioranza di avere solo rimandato la soluzione ai problemi e ai contrasti interni. Di “tregua armata” parla anche Tg5, che si concentra sul rapporto tra Di Maio e Conte, cui dedica, martedì, una copertina che sintetizza un’amicizia divenuta rivalità: un “cliché della commedia all’italiana”, cui seguono un editoriale che illustra le alternative gestibili dal leader M5s, e il commento di Nicola Porro e Barbara Palombelli. Più “neutra” la lettura del Tg3, che segnala i distinguo di Italia Viva, e mercoledì si occupa del gradimento della manovra con i dati di Pietro Vento dell’istituto Demopolis. L’intervista di venerdì al ministro Di Maio spicca su tutte le testate del Servizio Pubblico, con Tg2 che riflette sulla politica estera e la collocazione internazionale dell’Italia.

Assorbito dagli scontri nella maggioranza e dagli attacchi delle opposizioni, il prime time è poco reattivo sul nuovo piano occupazionale proposto da Mittal per l’ex-Ilva, che comporterebbe 4.700 esuberi in 4 anni. Apertura mercoledì solo per Tg La7 e Tg2, mentre le altre testate recuperano giovedì, rilanciando le dichiarazioni contrarie di Conte e Gualtieri. Mentana lamenta, mercoledì, la mancata svolta per il destino dell’impianto, anche a fronte di una unità di intenti manifestata nelle scorse settimane dalle forze di governo.

L’avanzamento dell’impeachment per Trump lascia i Tg “indifferenti”. Tg5 commenta le proteste francesi e gli esiti del vertice Nato
L’atto di accusa contro il presidente Trump alla Camera, che fa avanzare l’iter dell’impeachment, risulta poco seguito: titoli soltanto per Tg3, Studio Aperto (che vi dedica l’apertura) e Tg La7, che rimarca la risposta del tycoon, rigorosamente via twitter, contro la Presidente della Camera Nancy Pelosi. Maggiore attenzione ottengono gli esiti del vertice Nato (apertura per Tg1 di mercoledì, titoli per tutti tra mercoledì e giovedì). Tg5 parla di “tante tensioni e pochi risultati concreti”. Attenzione per Tg1 e Tg La7 al fronte del 5G, mentre altre testate segnalano gli scambi tesi fra Trump e Macron. Le proteste in Francia contro la riforma delle pensioni, voluta da Macron, raccolgono tra giovedì e venerdì 10 titoli, con Tg5 che definisce la repubblica francese “il paese europeo attraversato dai maggiori conflitti sociali”.

Conferenza di Madrid, la svolta “green” dell’Europa. La miopia di Tg4 sui temi ambientali. Merkel visita Auschwitz
La conferenza Onu di Madrid sul clima raccoglie, in settimana, modeste coperture: 5 i titoli da lunedì a giovedì, e altri 4 che si aggiungono venerdì, per l’arrivo della giovane Greta Thunberg, che interverrà lunedì prossimo. Attenzione modesta lunedì alla “svolta green” annunciata dalla neo Presidente della Commissione Von der Leyen. Tg4 dimostra il suo limitato interesse alla questione ambientale denunciando la presunta “ipocrisia” di Greta per essere arrivata a Madrid a bordo di un treno “molto inquinante”: tutto fa brodo per attaccare un tema ritenuto, a sproposito, “di sinistra”. I Tg Rai sposano con maggiore impegno la battaglia per l’ambiente, con il rilancio, venerdì, di una campagna di sensibilizzazione del Wwf.

Mentana propone, venerdì, un parallelismo tra Greta Thunberg e un’altra “donna europea”, Angela Merkel, che per la prima volta nei suoi 14 anni di cancellierato ha visitato i campi di sterminio di Auschwitz: un’occasione per riaffermare il contrasto verso qualunque rigurgito neonazista. Attenzione su questi temi da parte di tutto il prime time, con i Tg Rai, Tg5
e Studio Aperto che lunedì riprendono fin dai titoli la vicenda del docente allontanato dall’Università di Siena per aver espresso sui social una rivalutazione della figura di Hitler.

Omicidio Sacchi: avanza il “caso criminale”. Mediaset e Tg2, pronti a difendere la “legittima difesa”
Gli aggiornamenti sulla vicenda dell’omicidio di Luca Sacchi continuano a svettare sulle scalette: 12 titoli, con spazio anche su Tg La7, in genere poco propenso alle vicende di cronaca. Nel complesso, la faccenda ha ormai assunto i caratteri del “caso criminale”, con la proposta di numerose coperture anche slegate da novità nelle indagini.
La vicenda del custode di una villa bolognese che, per mettere in fuga alcuni ladri, ha sparato uccidendone uno, è nei titoli mercoledì per i Tg Mediaset e Tg2, pronti a presidiare l’area della legittima difesa. Minori spazi ottiene la maxi operazione contro la mafia nigeriana, che ha portato a 32 arresti, ed è, sempre mercoledì, nei titoli solo per Tg4 e Tg2.

Tg5 denuncia la diffusione del cyberbullismo. La sentenza sui respingimenti preoccupa Mediaset. Libia e profughi, presidio del Tg3
Mercoledì, Tg5 segnala fin dai titoli l’esplosione del fenomeno del cyberbullismo, visitando il centro nazionale di Milano che quest’anno ha accolto oltre 1.200 minori vittime di violenze psicologiche.
La sentenza del Tribunale civile di Roma, che stabilisce come “i respingimenti sono illegali e chi li subisce ha diritto a vedersi risarcire il danno”, spicca lunedì in apertura per Studio Aperto, ed è nei titoli per Tg4 (entrambi i Tg la interpretano negativamente), ma non incontra particolare attenzione dalle altre testate, forse perché la politica non se ne appropria.
I temi dell’accoglienza, le complessità del fenomeno migratorio e la situazione libica risultano fuori agenda per quasi tutte le testate. Sola eccezione il Tg3, che in settimana illumina la rotta balcanica, e venerdì dedica un servizio al degrado dell’hot spot di Lampedusa e alle proteste dei braccianti stranieri schiavizzati. Sempre venerdì, Tg3 dedica maggiore attenzione al bilaterale tra Di Maio ed il ministro degli Esteri russo Lavrov sugli sviluppi della situazione libica.

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