Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE: la risposta alla crisi pandemica

ricerca e sviluppo

Secondo gli ultimi dati pubblicati nel database Main Science and Technology Indicators (MSTI) dell’OCSE, la spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE è cresciuta complessivamente dell’1,8% nel 2020. Nonostante il forte calo dell’attività economica determinata dalla pandemia da Covid-19, le economie dell’OCSE hanno quindi continuato ad investire in ricerca e sviluppo nel 2020. Per la prima volta in assoluto, ad una recessione globale non è corrisposto un calo della spesa in R&S. Nonostante un rallentamento rispetto alla crescita del -5% degli anni precedenti, gli investimenti in R&S sono stati parte integrante della risposta economica, politica e sociale alla crisi pandemica, diventandone parte centrale e traducendosi in una resilienza senza precedenti.

Gli investimenti in R&S del settore pubblico hanno superato quelli dell’istruzione superiore e delle imprese nel primo anno di pandemia

Dalla crisi finanziaria globale del 2009 in poi, le imprese hanno rappresentato quasi tre quarti della spesa totale per le prestazioni di Ricerca e Sviluppo nell’OCSE e hanno guidato la crescita della R&S nell’area. Il dato significativo è, invece, come nel contesto pandemico la crescita degli investimenti in R&S nel pubblico abbia superato quelli nelle università e nelle imprese: la spesa in termini di Ricerca e Sviluppo nel settore pubblico è aumentata del 2,7%, nel settore dell’istruzione del 2,4%, mentre nel privato si è avuta una crescita dell’1,5% nonostante la natura ciclica della R&S e le condizioni economiche avverse. La crescita reale in termini di R&S nell’area OCSE nel 2020 è stata trainata principalmente dalla crescita negli Stati Uniti del 5%, mentre le spese di R&S in Germania e Giappone sono diminuite, rispettivamente, del -5,3% e -2,7%. La spesa in R&S dichiarata dalla Cina è cresciuta del 9% nel 2020, un valore sovrapponibile a quello degli anni precedenti.

L’evoluzione dell’intensità della spesa in Ricerca e Sviluppo dell’OCSE

L’intensità di Ricerca e Sviluppo dell’OCSE (la spesa interna in R&S espressa in percentuale del Pil) è passata dal 2,5% nel 2019 a quasi il 2,7% nel 2020. Questo aumento è stato determinato da una crescita reale eccezionale della spesa in R&S (+1,8%) e del forte calo del Pil reale (-4,5%). Per la maggior parte dei paesi che hanno visto diminuire la spesa in R&S nel 2020, gli aumenti dei tassi di intensità di R&S possono essere spiegati principalmente dal calo del Pil. Per questo motivo, i cambi di intensità di R&S nel contesto della crisi Covid dovrebbero essere interpretati con cautela. Per esempio, nel caso della Germania, l’intensità di R&S non è cambiata nel 2020 perché i cali in termini di R&S e di Pil si sono compensati a vicenda. In tutta l’OCSE, Israele e la Corea hanno continuato a mostrare i livelli più alti di intensità di R&S, rappresentando, rispettivamente, il 5,4% e il 4,8% del Pil. L’intensità di R&S della Cina è passata dal 2,2% al 2,4%. L’intensità di R&S nell’area UE27 è, invece, passata dal 2,1 al 2,2% del Pil.

Le stime di spesa in Ricerca e Sviluppo nel 2021 di imprese e governi: un ritorno alla normalità

Anche se le statistiche ufficiali sugli investimenti di Ricerca e Sviluppo per il 2021 saranno disponibili solo nel primo trimestre del 2023 per la maggior parte dei paesi, ci sono già segnali che indicano un ritorno alla normalità nel 2021 per gli investimenti in R&S di imprese e governi. L’OCSE ha infatti elaborato una previsione della spesa in R&S nel 2021 combinando i dati dei bilanci governativi per la R&S, con un’analisi dei report e dei bilanci trimestrali delle imprese che maggiormente investono in R&S. Nello specifico, l’OCSE si è dotato di uno strumento – lo Short-term Financial Tracker of Business R&D (SwiFTBeRD – che raccoglie ed analizza i dati trimestrali e annuali di R&S di alcuni fra i principali investitori mondiali in R&S, fornendo approfondimenti specifici per azienda e per settore, al fine di fornire la visione più attuale e rappresentativa possibile nel campo della ricerca e dello sviluppo aziendale. La stima dello SwiFTBeRD per il 2021 è una crescita annua reale positiva dell’ordine del 7% rispetto al 2% del 2020, suggerendo una significativa ripresa della spesa in R&S delle imprese nel 2021, a livelli superiori a quelli precrisi. I gruppi industriali ICT e farmaceutici continuano a guidare la maggior parte della crescita. In particolare, i dati per l’ultimo trimestre del 2021, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, suggeriscono che le industrie ICT stanno recuperando la loro posizione di leader assoluti come motori della crescita della R&S aziendale dopo un periodo in cui questo ruolo è stato condiviso con l’industria farmaceutica e le biotecnologie, per le quali, invece, ci sono già segni di decelerazione. Al contrario, il settore automobilistico e aerospaziale, così come altri settori, hanno visto una decrescita degli investimenti in ricerca e sviluppo nel 2021. Di conseguenza, i paesi le cui economie sono tradizionalmente più dipendenti da questi ultimi settori industriali sembrano aver sperimentato i maggiori cali nella spesa ufficiale di R&S nel 2020. Tuttavia, i dati dell’ultimo trimestre del 2021 indicano una rapida ripresa nelle industrie la cui R&S è stata più colpita dalla crisi: se questa situazione dovesse permanere per tutto il 2022, si potrebbe verificare una parziale inversione di tendenza.

Meno spesa pubblica per la R&S per l’intera area OCSE nel 2021 rispetto all’aumento del 2020, i principali investimenti nella salute pubblica

La spesa pubblica per la Ricerca e Sviluppo ha subìto una diminuzione significativa nel 2021 dopo un importante aumento nel 2020. Oltre a far luce sulle intenzioni dei governi in termini di investimenti in R&S, queste cifre forniscono le prime indicazioni sulle prestazioni della R&S in settori che dipendono fortemente dal sostegno pubblico, come l’istruzione superiore e gli istituti di ricerca pubblici. Dopo una significativa crescita del 15% nel 2020, si stima che gli investimenti pubblici in R&S per l’intera area OCSE siano diminuiti del 4,4% nel 2021 rispetto al 2020. Questo calo non è abbastanza significativo da impattare i dati positivi del 2020, ma segnala comunque un ridimensionamento del sostegno governativo alla R&S, proprio quando la R&S delle imprese sembra essere in ripresa. Mentre non ci sono dettagli disponibili sull’orientamento della spesa pubblica per la R&S nel 2021 nell’intera area OCSE, i dati per il 2020 indicano come la maggior parte degli investimenti abbiano riguardato in misura maggior la salute. Sebbene questa area di intervento abbia attratto gran parte dei finanziamenti, i governi hanno anche sostenuto gli investimenti in R&S in diverse aree e settori, come ad esempio la difesa che, pur crescendo meno in termini reali dal 1991, ha registrato una ripresa significativa negli ultimi anni.  

Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo nel campo della difesa nell’area OCSE

Secondo quanto osservato dall’OCSE, la recente invasione russa dell’Ucraina ha evidenziato il ruolo della scienza e della tecnologia nella difesa: innovare, sviluppare ed utilizzare conoscenze e sistemi all’avanguardia è fondamentale per mantenere, o raggiungere, un vantaggio tecnologico utile a fini difensivi e di deterrenza. Le statistiche dell’OCSE sugli investimenti pubblici per la Ricerca e Sviluppo in campo militare, forniscono alcune indicazioni sull’orientamento dei governi. In tutta l’area OCSE, si stima che lo 0,15% del Pil sia dedicato alla spesa R&S per la difesa. Per contestualizzare questo dato, basti pensare che esso rappresenta circa il 7,5% del valore di riferimento della NATO per la spesa nel campo della difesa (intesa come quota del Pil). Occorre però sottolineare che distinguere tra la spesa in R&S e le altre spese militari risulta un esercizio complesso, in parte perché i contratti di appalto pubblico per i sistemi di difesa possono non permettere di distinguere le somme stanziate per la R&S da quelle per prodotti e servizi effettivamente forniti. È anche probabile che la spesa per i progetti classificati come R&S militare non venga sempre esplicitata, il che implica che per alcuni paesi dell’OCSE questo dato non sia di fatto disponibile. Gli Stati Uniti sono il paese dell’OCSE con il maggiore sostegno agli investimenti in R&S per la difesa in percentuale del Pil, seguiti da Corea, Francia e Regno Unito.

 

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