Contagio Coronavirus stabile, speranze e dubbi dei Tg. Il report

Lo “stabilizzarsi” nel trend del contagio, che manifesta una crescita sempre più attenuata, viene interpretato positivamente da tutte le testate. I Tg Rai offrono le letture più ottimistiche, parlando di calo nei ricoveri e situazioni più gestibili nei reparti di terapia intensiva. Più caute le testate Mediaset, che lamentando l’ancora elevato numero delle vittime, segnalano i fronti critici che restano aperti, e soprattutto i ritardi e le inadempienze della macchina statale.

Grande spazio per tutti alla “strage dei camici bianchi”, che dall’inizio dell’epidemia ha registrato più di 80 vittime. Tg5 dedica venerdì una copertina/editoriale al ricordo di questi eroi “caduti in battaglia”, elogiando l’operato instancabile di medici e infermieri. Sempre i Tg Mediaset (e anche il Tg2) esultano, martedì, per il completamento del nuovo ospedale presso la Fiera di Milano, sottolineando il contributo di Guido Bertolaso. Il giudizio più duro arriva lunedì dalle parole del mass mediologo Klaus Davi, che ospite del Tg4 dice: “Uno Stato che non tutela i medici, che sono i nostri gioielli, non merita di essere definito tale”.

Tg4, il più piccolo (circa 950mila spettatori) ma assai agguerrito Tg del prime time, nel corso della settimana prende di petto sia l’Iss (parlando di una “Caporetto delle mascherine”) che il Viminale, accusando apertamente le istituzioni di comunicare in modo confuso, e di aggravare la situazione. Le critiche più dure sono rivolte all’Inps, a seguito del pasticciaccio (blocco del sistema e diffusione di dati sensibili) di mercoledì, che porta il Tg4, venerdì, a confezionare contro l’Istituto di Previdenza un doppio editoriale, ricorrendo perfino alle musiche del film Psycho. Grave anche il giudizio di Tg La7, che a dispetto delle dichiarazioni del presidente Inps Tridico, fornite mercoledì in diretta sul Tg1, rifiuta qualunque versione di “attacco di hacker”, imputando il malfunzionamento del sito a cause interne alla piattaforma.

Europa, soddisfazione per il “Nuovo piano Marshall”. Le scuse di Von Der Leyen al Tg1. Tg3, Sassoli sulla dittatura di Orban: “L’Unione non starà a guardare”
L’annuncio di un “Nuovo Piano Marshall”, e l’istituzione di un fondo da 100 miliardi per sostenere “l’occupazione e il reddito” nei paesi più colpiti (leggi Italia e Spagna), galvanizzano l’informazione. I Tg Rai registrano giovedì con soddisfazione questi sviluppi, accompagnati da una “richiesta di scuse” all’Italia arrivata dalla Presidente della Commissione Von Der Leyen, intervistata dal Tg1. Il voto in Ungheria, che consegna al premier Orban i “pieni poteri”, suscita reazioni diverse. Tg2 e i Tg Mediaset rilanciano le parole di Salvini, che “rispetta” questa evoluzione. Più allarmato Tg3, che martedì intervista in merito il Presidente dell’Europarlamento Sassoli. “Nessuno può usare questa pandemia per manipolare la nostra libertà” afferma Sassoli, assicurando che l’Unione prenderà provvedimenti.

Diversi spazi vanno allo sviluppo dell’epidemia in Europa e nel mondo, con la Spagna che supera l’Italia per numero di contagiati: ben 17 i richiami nei titoli. Lunedì Tg2 propone un’apertura singolare, dedicata a una New York spettrale, divenuta nelle ultime giornate l’epicentro dell’epidemia negli Stati Uniti, con oltre 500 morti nella sola giornata di venerdì.

Tg1 sopra gli 8 milioni. Il messaggio del Papa e l’editoriale di Carboni. La7 “traguarda” il governo Draghi. De Raho al Tg4: “Se lo Stato non aiuta le imprese, lo faranno le mafie”
L’ammiraglia Rai, che mercoledì 1 aprile ha raggiunto un pubblico di 8 milioni di spettatori, ha proposto in queste giornate interessanti approfondimenti, con coperture dedicate al sociale e volte soprattutto a lanciare un messaggio positivo. In proposito, si segnala un raro editoriale del direttore Carboni, che venerdì ha accompagnato la diffusione di un nuovo video-appello di Papa Francesco (ripreso da Tg5 e Tg2). A fine intervento, Giuseppe Carboni ha parlato direttamente al pubblico evocando la “carezza” del Papa del ’62, e augurandosi che il messaggio del Pontefice, rivolto ad una piazza “solo fisicamente vuota”, possa essere accolto da tutti, credenti o meno.

Tra le varie ed eventuali, infine segnaliamo:
1) il sondaggio di Tg La7 di lunedì, che ha avanzato l’ipotesi di un governo a guida Draghi per la gestione della Fase 2, che ha incontrato il consenso del 44% degli intervistati;
2) la lunga intervista del Tg4 di martedì al procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho, che manifesta preoccupazione per le opportunità che la crisi potrà offrire alla criminalità organizzata, soprattutto nel Meridione: “Se lo Stato non aiuta le imprese, lo faranno le mafie”.

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I nuraghi, che con la loro massiccia diffusione puntellano la Sardegna, sono identificativi del luogo al quale appartengono, hanno una lunga e misteriosa storia alle spalle e sono l’espressione di un passato che silenziosamente sembra voler interloquire con il mito. I nuraghi hanno i requisiti per essere a buon diritto patrimonio dell'Unesco.
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Nei primi nove mesi del 2020 le maggiori aziende del fashion hanno subìto una significativa contrazione. Le stime indicano che la ripresa inizierà nel corso del 2021, ma l’assestamento del volume d’affari sulle cifre precedenti alla crisi si avrà soltanto nel 2023. Intanto, l’industria della moda è in bilico tra il fast fashion usa-e-getta e nuovi modelli produttivi ecosostenibili.
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Riuso e riciclo possono salvare gli oceani dalla plastica

È possibile prevenire quasi la metà della plastica presente negli oceani in un anno riutilizzando il 10% dei nostri rifiuti in plastica. Questo, e molto altro, è presente nel report "The Future of Reusable Consumption Models" del World Economic Forum in collaborazione con Kearney.
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Il trasporto ferroviario è un punto fondamentale per la transizione ecologica e il raggiungimento degli obiettivi del Green deal europeo. Basti pensare che il settore trasporti genera un quarto delle emissioni di gas serra nell'Ue. Per questo il 2021 è l'Anno Europeo delle Ferrovie, e l'Italia ha destinato all'ammodernamento della rete ferroviaria 28,30 miliardi euro di risorse del PNRR.
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