Countdown per gli Stati Generali e ricetta Colao in cima alle scalette del prime time

La settimana dell’informazione dall’8 al 12 giugno è dominata dai temi economici, che occupano il 18% delle titolazioni. L’analisi dell’Osservatorio Tg Eurispes e Coris Sapienza.

Alla ricetta della “Commissione Colao” per l’avvio della Fase 3, segue il dibattito in vista degli Stati Generali, oggetto di numerose controversie e distinguo, con appelli, prese di posizione e buoni approfondimenti (Tg3 ospita, venerdì, la Presidente del Senato, Elisabetta Casellati). Spazio sui Tg Mediaset ai dati sulla disoccupazione, mentre la questione Ilva risulta più seguita, martedì, da Tg3 e Tg La7; duro il commento di Mentana: «La vicenda Mittal è l’esempio classico di una situazione che peggiora».

L’inchiesta sulla “mancata zona rossa nel bergamasco”, che ha chiamato in causa anche Conte ed altri ministri, reclama tra mercoledì e venerdì 10 aperture, ma l’attenzione del prime time non va oltre il clamore iniziale. A dedicarvi maggiore interesse sono Tg4 e Tg La7. Se la testata di News Mediaset ripropone nei titoli le accuse delle opposizioni, che richiamano le responsabilità dell’Esecutivo, nei servizi emerge, paradossalmente, la valutazione opposta, con i commentatori di serata (l’economista Sapelli ed il direttore del Riformista, Sansonetti) che criticano l’operato della magistratura, sempre pronta ad “attaccare la politica”. Su questi temi, Mentana raccoglie la valutazione del sindaco di Nembro: le maggiori responsabilità non stanno nella “colpa” di una o dell’altra parte, ma nella mancata volontà di coesione tra Governo e Regioni.

I dati sul contagio, con il numero dei contagiati che scende sotto la soglia dei 30mila, trovano sempre meno spazio nelle scalette, raccogliendo comunque 8 aperture. L’attenzione si concentra sulla Lombardia, mentre i Tg Mediaset denunciano le contraddizioni dell’OMS attraverso le parole del virologo Andrea Crisanti, che paragona l’istituto ad un “baraccone”. Tg4 rilancia gli appelli della Fondazione Gimbe, che critica il ridotto uso dei tamponi in questa fase. L’inchiesta che sfiora il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana, viene invece citata nei titoli dal solo Tg La7.

La rabbia sociale in America, che arriva a “sfogarsi contro statue e monumenti del razzismo”, intriga molto le testate del prime time, che vi dedicano riflessioni interessanti. Buono l’editoriale del Tg5 di giovedì, che considera “francamente difficile” risolvere la questione razziale imbrattando qualche statua o togliendo dagli scaffali film considerati razzisti. Della stessa opinione Paolo Mieli, che intervistato dal Tg di Mimun condanna la distruzione delle statue, da qualunque parte politica essa venga. Della stessa opinione Tg3 che, giovedì, denuncia gli atti vandalici contro la statua di Indro Montanelli (segnalati anche venerdì). I dati negativi sul consenso per Trump, che si vedrebbe superato ampiamente dal rivale repubblicano Joe Biden, sono proposti dal Tg5 in due diverse occasioni.

Il naufragio nelle prossimità delle coste tunisine costato la vita a 50 persone, tra donne e bambini, riporta, dopo mesi d’assenza, il tema dei migranti nei servizi del prime time (titolo però per solo Tg La7). Per i Tg Mediaset, la tragedia è occasione per paventare i rischi di una” nuova invasione”, con Studio Aperto che parla di 700mila in attesa di partire. Tg1 si limita a fornire i numeri degli sbarchi, mentre Tg5 segnala la ripresa degli arrivi dal confine sloveno. Nessuna testata ci informa sugli sviluppi della guerra in Libia, che vedrebbe dopo mesi la situazione ribaltata, con il rafforzamento del governo di Tripoli grazie alla presenza delle milizie turche.

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