Osservatorio TG

Europa “sotto il tappeto”. Berlusconi “argine al sovranismo”, almeno in tv

104

Europee sempre nell’ombra anche negli ultimi giorni di campagna elettorale, a parte qualche raro approfondimento “fuori tempo massimo”; l’Istat snocciola i nuovi dati deludenti sull’economia ma la “lettura” varia a seconda della testata; il ricordo della strage di Capaci segna la giornata di giovedì; la vicenda della 19enne che uccide il padre per difendere la madre conquista le pagine di cronaca. L’analisi dell’Osservatorio Tg dell’Eurispes dal 20 al 24 maggio.

Fino alla vigilia del voto, la campagna per le Europee risulta annichilita dalle forti tensioni interne ai partiti della maggioranza, che con gli scontri e i “placcaggi” dell’ultimo Consiglio dei Ministri preelettorale, tra lunedì e martedì, si prendono ben 12 aperture. La quadra che non si trova sui decreti per le famiglie e sicurezza bis domina anche mercoledì, con le aperture che ripropongono le consuete posizioni: “nuovi scontri” e “contrasti” per i Tg Mediaset, mentre Tg1 e Tg2 rilanciano un Premier Conte icona del “Governo unito”.
A riportare, almeno in parte, la discussione sui temi dell’Europa ci pensano le dichiarazioni delle opposizioni, riproposte questa settimana in 16 titoli. Assai presente nei servizi la “strana coppia” Berlusconi–Zingaretti, unita nell’equazione “voto Lega = voto Cinque Stelle”. Il Leader di Forza Italia, con ben 21 presenze (12 sui Mediaset) e due lunghe interviste ampiamente riprese, rilancia la sua lettura dei problemi del Paese, destinati tutti a trovare soluzioni con il ritorno al Governo della “sua maggioranza”, capace di contare in Europa e contenere le forze sovraniste.
Ma, intanto, in Europa già si vota, con le urne in Olanda e Regno Unito che giovedì si prendono 4 titoli; Tg La7 si dimostra la testata più attenta, con Mentana che commenta gli exit poll del voto olandese sfavorevoli ai sovranisti. Dopo lunga attesa, anche Tg1 “entra” nella partita delle Europee, con la proposta di alcuni approfondimenti quasi “fuori tempo massimo”, data l’assenza di attenzione nelle settimane precedenti. Diverso l’atteggiamento delle altre testate del Servizio Pubblico. Nelle ultime giornate emerge chiaramente la linea editoriale del Tg di Sangiuliano che, parlando di Svezia e Grecia, offre l’immagine di nazioni che hanno pagato duramente l’appartenenza all’Unione, la prima per i problemi dovuti all’accoglienza e alla mancata integrazione dei profughi, la seconda per la perdita di sovranità economica: il tutto riecheggiando le posizioni di Salvini e delle altre forze populiste. Benché portatore di posizioni nettamente europeiste, il Tg3 invece risulta più equilibrato, proponendo diversi approfondimenti sugli altri paesi dell’Unione.

Immigrazione e sicurezza: attenzione ad intermittenza. Riace “riabilitata” nel silenzio
I temi della sicurezza e della immigrazione, al centro discusso “decreto bis”, sono quasi assenti dai servizi. L’annullamento da parte del Tar dell’esclusione del Comune di Riace dalla rete degli Sprar, imposta dal Viminale, è nei titoli martedì per Tg3, ma figura appena nei servizi dei Tg delle 20, con Tg2 che se la sbriga con pochi secondi da studio. Giovedì, le denunce delle nave Ong alla Marina italiana figurano nei servizi dei Tg Rai e delle 20, con Tg3 e Tg2 che vi dedicano titoli e buone coperture. Se si esclude il Tg diretto da Giuseppina Paterniti, la questione dei migranti continua ad esistere solo quando attenzionata dalla politica. Sintomatiche le coperture che hanno avuto gli arresti a Napoli di un gruppo che produceva permessi di soggiorno falsi, con Tg2 che enfatizza i pericoli per la sicurezza ed i rischi di infiltrazione terroristica, mentre Tg3 denuncia il contesto di ritardi burocratici che favoriscono queste condotte fraudolente.

Istat: crescita deludente. Tg Rai e Mediaset: il bicchiere dell’economia “mezzo pieno” e “mezzo vuoto”
Una marcata differenza tra Tg Rai e Mediaset è riscontrabile nella valutazione dei dati dell’economia. Se la crescita stimata dall’Istat resta deludente, tra mercoledì e giovedì permette ai Tg Rai di valorizzare il +0,3 e i movimenti sui diversi indici dell’occupazione. Al contrario, i Tg Mediaset riprendono con forza le critiche e le esortazioni di Confindustria, e Tg5 giovedì segnala allarmato l’aumento della cassa integrazione.

Brexit: il “saluto” del Tg5 alla premier May dimissionaria
L’Inghilterra della Brexit, che dopo tre anni dal referendum per lasciare l’Unione è costretta comunque al voto per le europee, riceve molta attenzione nel corso della settimana, con l’annuncio delle dimissioni della Premier Theresa May che, venerdì, compare nei titoli per tutti. Molto duro Tg5, che nella sua copertina illustra, con tono canzonatorio, l’ascesa e poi la caduta della seconda premier donna della storia inglese, osservando come la sua uscita di scena, dopo tanti fallimenti, non sarà rimpianta dalla maggioranza degli elettori.

Capaci, 27 anni di lotta. L’Italia non dimentica i suoi eroi
Il ricordo della strage di Capaci segna la giornata di giovedì, reclamando le aperture dei Tg Rai e Studio Aperto. Una giornata non esente da tensioni, come segnala Mentana fin dai titoli spiegando che il Sindaco di Palermo Orlando ha disertato la cerimonia nell’aula bunker per contrasti con Salvini. Molte e varie le coperture delle manifestazioni per ricordare Falcone e Borsellino. Buono l’approfondimento del Tg2 che mercoledì fotografa in due servizi la condizione attuale di Cosa Nostra e il radicamento del sentimento d’antimafia nei giovani palermitani.

Caso Debora, Tg Mediaset schierati. Minori e violenze: un’attenzione ancora “estemporanea”
Assai ricca la pagina della cronaca in settimana. 7 titoli e numerosi servizi vanno alla tragica vicenda di Monterotondo, dove la 19enne Debora ha ferito a morte il padre per difendere sua madre dalle percosse. Tg5 si schiera apertamente dalla parte della giovane e le reti Mediaset minori propongono, venerdì, un’intervista alla madre, che per 20 anni avrebbe sopportato gli abusi del compagno.

Diversi titoli sono inoltre andati ai casi gravi di violenze ed abusi su minori, che hanno causato due giovanissime vittime. Nell’affrontare queste vicende, Studio Aperto e Tg3 si ricollegano ad altri casi recenti; gli abusi sui minori sono presenti diffusamente in alcuni contesti sociali e secondo Terres Des Hommes nell’ultimo decennio si è registrato un loro marcato aumento. Si lamenta l’assenza di un’attenzione non occasionale al problema, a differenza di ciò che è accaduto negli ultimi anni per i femminicidi.

Ultime notizie
Società

Indagine sul Processo Penale: Fara: “La giustizia sta peggio di 10 anni fa”

Cosa accade nelle aule giudiziare del nostro Paese. A distanza di 11 anni dal Primo Rapporto sul processo penale, esce il nuovo studio dell'Eurispes. Ecco cosa è cambiato.
di redazione
Giustizia

Giustizia, i temi “hot”. Avv. Tafuro: “Contro lo stop alla prescrizione astensione ad oltranza”

Il “dossier giustizia” agita la maggioranza giallo-rossa. Dal tema delle intercettazioni al nodo della prescrizione, passando per il riordino del Csm. Ne parliamo...
di Valentina Renzopaoli
Gioco

Alcol, droga, fumo, gioco. Sacchetti: “Il rischio dipendenza fa parte dell’uomo”

Dipendenze vecchie e nuove. I numeri crescono e anche le tipologie. Da cosa dipende? La sanità pubblica ha gli strumenti per affrontarle? Ne parliamo con Emilio Sacchetti, Presidente Eletto della Accademia Italiana di Scienze delle Dipendenze Comportamentali
di Alberto Baldazzi
Crescita

Summit Italia, America Latina e Caraibi. Ricceri: “Eco-compatibilità decisiva per la cooperazione internazionale”

L'Eurispes ha partecipato alla “IX Conferenza Italia, America Latina e Caraibi” che si è svolta il 9 e 10 ottobre al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
di Antonio De Chiara e Maria Grazia Melchionni
Diritti umani

Summit sui diritti umani a Dublino. Omizzolo: “Ho visto la bellezza di un mondo che non vuole soccombere”

Oltre cento difensori di diritti umani si sono dati appuntamento a Dublino dal 2 al 5 ottobre. Tra loro, Marco Omizzolo, ricercatore dell'Eurispes, eletto Human Rights Defender.
di Marco Omizzolo
Crescita

Sud: l’idea del Mezzogiorno va ripensata. “Combattere la rabbia figlia della frustrazione”

Sud e Futuro: il convegno organizzato dalla Fondazione Magna Grecia getta le basi per una rivoluzione culturale e politica. Il racconto del primo Annual International meeting che si è svolto a Palermo 4 al 6 ottobre, durante il quale è stato presentato il primo Rapporto sul futuro del Mezzogiorno.
di Alfonso Lo Sardo
Fisco

Web tax, Europa: imperdonabile ritardo. Milioni di euro non intercettati dall’erario e utenti che “pagano” con i propri dati

Il 13 dicembre 2018 il Parlamento europeo ha votato ed approvato due relazioni, con le quali viene chiesto all’Europa di introdurre un sistema comune di tassazione per i servizi digitali. L’Italia era stata la prima a muoversi su tale terreno, approvando già, nelle ultime due Leggi di Bilancio una sua web tax, successivamente rimasta solo sulla carta per mancanza dei decreti attuativi. L’analisi e le proposte dell’Osservatorio Eurispes sulle Politiche fiscali.
di Giovambattista Palumbo
Mezzogiorno

Il futuro del Sud. Molti possibili scenari: occorrerà sceglierne uno

Dal 4 al 6 ottobre si svolgerà a Mondello il I Annual International Meeting “Sud e Futuri” organizzato dalla Fondazione Magna Grecia. Parteciperanno oltre 50 protagonisti dell’economia, della cultura, dell’università, della magistratura, del giornalismo che si confronteranno su idee, progetti e proposte per il futuro del Sud.
di Alfonso Lo Sardo
Economia

La nuova frontiera delle criptovalute: rischio corto circuito tra aziende e autorità di controllo

Dal Petro alla Libra: i principali colossi dell’economia sarebbero in procinto di entrare prepotentemente nel mercato delle monete digitali. Ma l’idea di fondo di una vera e propria valuta alternativa, fondata esclusivamente sulla fiducia dei mercati e dei consumatori, anziché sul valore cogente imposto da leggi statali o sovranazionali, ancora non viene accettata dalle autorità bancarie e finanziarie.
di Andrea Strata e Michelangelo Principe
Economia

Stop contanti, nuove tasse non servono. “Ridurre le commissioni sui Pos”

Per incentivare l’uso di transazioni tracciabili occorre una chiara strategia di medio-lungo periodo, che porti anche ad un cambio culturale e all’implementazione della digitalizzazione dei cittadini e della PA. A tal fine, il primo punto su cui intervenire è senz’altro la riduzione delle commissioni sui Pos.
di Giovambattista Palumbo