“Il Mar Nero…è un mare europeo”. Opportunità e condizioni per una nuova cooperazione

European Black Sea

“Il Mar Nero…è un mare europeo”

Che il Mar Nero sia un mare europeo è un’affermazione esplicita che si trova in diversi documenti della Commissione e del Parlamento europeo approvati negli anni 2007-2008 in occasione dell’ingresso ufficiale di Romania e Bulgaria nell’Unione. Vale per tutte, a titolo esemplificativo, la comunicazione della Commissione europea “Sinergia del Mar Nero – una nuova iniziativa di cooperazione regionale” (COM(2007)160 def.) nella quale il mare in questione viene riconosciuto formalmente come “mare europeo” e come unicum con il Mar Mediterraneo.

A questi orientamenti politici della Ue si è richiamato l’Ambasciatore greco Michael B. Christides, Segretario generale del Segretariato Internazionale Permanente dell’Organizzazione della cooperazione economica del Mar Nero (BSEC), nel corso della conferenza promossa dall’Unione per il Mediterraneo (UpM) lo scorso 27 maggio 2021, durante la quale è stato analizzato in modo molto approfondito lo stato reale del processo di integrazione economica dell’area mediterranea.

La BSEC nel Mar Nero

L’Ambasciatore Christides, questo il punto da sottolineare, ha colto l’occasione per richiamare e illustrare ai partecipanti alla conferenza il valore di questa istituzione di cooperazione internazionale. La BSEC, che è poco conosciuta dall’opinione pubblica, ma che è, tuttavia, attiva fin dal 1992, costituisce un importante strumento per superare la situazione contraddittoria che caratterizza l’area in questione. Da un lato, infatti, gli Stati che gravitano sul Mar Nero hanno vissuto in questi anni, e in parte continuano a vivere, delle grandi tensioni politiche e conflitti anche militari; ma, dall’altro, hanno continuato ad operare in sinergia e a sostenere, ormai da tanti anni, un comune strumento di cooperazione che interviene attivamente in àmbito economico, sociale e ambientale. Collegare, dunque, le iniziative che la Ue intende realizzare nel Mediterraneo a quelle che la BSEC promuove nel Mar Nero potrebbe offrire una grande opportunità per rilanciare la cooperazione euro-mediterranea in termini più compiuti ed efficaci e contribuire, nello stesso tempo, a ridurre le tensioni nell’area del Mar Nero con un maggiore impulso allo sviluppo comune.

Un’organizzazione economica nel Mar Nero

A tal riguardo è importante ricordare che l’Organizzazione della cooperazione economica del Mar Nero (BSEC) fu istituita il 25 giugno 1992, quando i Capi di Stato e di governo di undici paesi interessati allo sviluppo dell’area firmarono ad Istanbul la “Dichiarazione del Vertice” e la “Dichiarazione del Bosforo”. Questo organismo nacque come modello di iniziativa politica ed economica multilaterale, volto a promuovere l’interazione e l’armonia tra gli Stati membri, nonché a garantire pace, stabilità e prosperità, incoraggiando relazioni amichevoli e di buon vicinato nella regione del Mar Nero. Con l’entrata in vigore della sua Carta istitutiva, il 1° maggio 1999, la BSEC ha acquisito un’identità giuridica internazionale e si è trasformata in un’organizzazione economica regionale a tutti gli effetti. Con il tempo, l’Organizzazione ha definito e realizzato maggiormente la propria identità e autonomia costituendo e gestendo, ad esempio, una banca di investimenti e promuovendo progetti di comune interesse. Nonostante, ripetiamo, i numerosi conflitti politici e militari locali che si sono susseguiti nel tempo, gli Stati membri della BSEC sono attualmente attivi e partecipi di questa istituzione internazionale. Tali Stati, tra i quali si segnalano tre membri della Ue, sono: Repubblica di Albania, Repubblica di Armenia, Repubblica di Azerbaigian, Repubblica di Bulgaria, Georgia, Repubblica ellenica, Repubblica di Moldavia, Repubblica di Macedonia del Nord, Romania, Federazione Russa, Repubblica di Serbia, Repubblica di Turchia, Ucraina.

L’auspicio è che si possa costruire un più intenso e forte rapporto di cooperazione tra Ue e BSEC per contribuire a rimuovere tanti ostacoli tuttora esistenti alla collaborazione tra gli Stati, generando una maggiore fiducia reciproca e affrontando insieme le gravi sfide comuni, legate, ad esempio, alla sostenibilità dello sviluppo, alla protezione dell’ambiente, ai cambiamenti climatici.

Il rinnovato interesse dell’Ue per il Mar Nero

Diversi e importanti segnali positivi sono arrivati a tale proposito dalla Ue, soprattutto negli ultimi anni. Dopo un lungo periodo che non è fuor di luogo definire di “silenzio” o “disattenzione” sulle problematiche comuni Mar Mediterraneo-Mar Nero. In pratica, a distanza di un decennio dai documenti approvati nel 2007-2008, la Ue ha rinnovato il proprio interesse, come è dimostrato dalla pubblicazione di importanti studi, rapporti, raccomandazioni avvenuti, in particolare, nel 2019 e 2020. A titolo di esempio si citano:

  1. a) il programma di ricerca “Agenda strategica di ricerca e innovazione per il Mar Nero” (“Strategic Research and Innovation Agenda for the Black Sea” (SRIA), di alto valore scientifico, lanciato nel 2018 dalla Commissione europea in accordo con gli Stati del Mar Nero, al fine di «promuovere una visione condivisa per un Mar Nero produttivo, sano, resiliente e sostenibile entro il 2030, tenendo conto delle sue caratteristiche ecosistemiche speciali e uniche. In particolare, la sua biodiversità unica, i siti del patrimonio culturale e le nuove misure politiche locali, nazionali e transfrontaliere»;
  2. b) il rapporto (documento di lavoro) pubblicato dalla Commissione nel 2019, “La sinergia del Mar Nero: esame della iniziativa di cooperazione regionale nel periodo 2015-2018” (“Joint staff working document. Black Sea Synergy: review of a regional cooperation initiative – period 2015-2018”). In particolare, il rapporto illustra come la regione presenti un grande potenziale per la interconnettività sia all’interno dell’Ue sia tra i continenti, considerando il ruolo di collegamento del bacino del Mar Nero menzionato nella comunicazione Ue del 2018 su “Collegare l’Europa e l’Asia: elementi fondamentali per una strategia dell’Ue”. Altri àmbiti di intervento che offrono opportunità di cooperazione futura riguardano gli affari sociali, l’occupazione e il commercio;
  3. c) l’“Agenda marittima comune per il Mar Nero” (“Common maritime agenda for the Black Sea”) approvata dalla Commissione nel 2019 che è stata rafforzata dalla “Dichiarazione di Sofia”, sempre del 2019, approvata da un vertice ministeriale di cinque Stati (Bulgaria, Georgia, Moldova, Romania, Turchia) con la Commissione europea per regolamentare le attività della pesca e tutelare l’ambiente marino;
  4. d) sempre nel 2019 si registra una importante presa di posizione politica del Consiglio europeo con l’approvazione del documento “Conclusioni del Consiglio sull’impegno Ue per la cooperazione regionale nel Mar Nero” (“Council Conclusions on the EU’s engagement to the Black Sea regional cooperation”) che fornisce indirizzi in materia di sviluppo sostenibile e di proposte future di policy. Di rilievo i punti del documento nei quali il Consiglio «esaminerà una revisione più sostanziale della politica dell’Ue nei confronti del Mar Nero, ove necessario» e ove «incoraggia l’Alto rappresentante e la Commissione europea a tenere in debita considerazione la Sinergia del Mar Nero nella futura programmazione della cooperazione finanziaria e tecnica».

Da questi, come da altri recenti documenti, è possibile evincere come, ad oggi, la regione del Mar Nero rappresenti ancora un’area di interesse sociale, economico e politico per la Ue. Resta da comprendere quale rapporto la Ue potrebbe rilanciare con la BSEC per costruire ulteriori opportunità di integrazione e crescita tra le realtà dei due mari.

Leggi l’articolo in inglese

 

*Riccardo Testa, Eurispes, Dipartimento Internazionale – Università LUMSA

 

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