La crisi dell’Ilva totalizza il prime time, manovra in penombra. L’analisi dei Tg

La crisi dell’ex Ilva di Taranto, esplosa lunedì con la scelta della multinazionale Arcelor Mittal di recedere dal contratto, totalizza 24 aperture in 5 giorni, e numerosi doppi titoli che riprendono gli scambi e le reazioni della politica.

Il destino della più grande acciaieria d’Europa, con i suoi oltre 10mila occupati, incombe sui servizi, che giorno per giorno seguono l’evolversi della situazione. Dopo un primo “balletto” sulle responsabilità politiche che avrebbero spianato la strada per l’abbandono di Mittal, le testate si concentrano sul presente, documentando gli incontri a Palazzo Chigi tra Governo, sindacati ed esponenti della multinazionale. Tg La7 sottolinea, lunedì, la ritrovata unità d’intenti nella maggioranza. Tg4 è il solo a insistere sulle “colpe” dei politici, intervistando martedì l’ex Ministro Calenda, che accusa apertamente il Pd (a guida Renzi) e i 5 Stelle di aver compiuto “giochetti politici irresponsabili”.

L’impellenza di un salvataggio in extremis, invocato da tutte le forze politiche, pone per alcuni giorni in secondo piano l’altro, grave conflitto dell’Ilva: l’emergenza di una città, Taranto, avvelenata nei decenni dalla presenza dell’impianto. Entrambi i temi emergono nei servizi di venerdì, che seguono la coraggiosa visita a Taranto di un Premier Conte che “ci mette la faccia”, ma che ammette di “non avere ricette”. Mentana ne apprezza sincerità e realismo. Sempre venerdì, Tg3 raccoglie l’intervento del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che ribadisce come un grande Paese debba trovare il modo di rispettare sia il “diritto al lavoro” che quello alla “salute”.

Manovra all’ombra dell’Ilva. Tg5 già prepara la battaglia per l’Emilia
La discussione sulla manovra economica riceve ben poca attenzione, compressa dalla vicenda Ilva: solo 7 titoli, e in apertura soltanto per il Tg5 di giovedì. Spazio ridotto anche alle previsioni negative di crescita per il 2020, mentre Tg2 e Tg La7 segnalano nei servizi la risalita dello spread.
Mediaset tiene la barra dritta, con Tg4 che continua a denunciare le crisi interne alla maggioranza, mentre Tg5 inaugura lunedì un reportage sulla situazione della Regione Emilia Romagna, le cui elezioni del 26 gennaio potrebbero “decidere le sorti del governo”.

L’omaggio ai 3 pompieri-eroi della tragedia di Alessandria
L’esplosione dolosa in un casolare nell’alessandrino, costata la vita a tre Vigili del fuoco, indigna il Paese, e si impone per un giorno sugli sviluppi del caso Ilva: martedì aperture per tutti, salvo Tg4. Ampio spazio alle indagini nei giorni successivi, prima che si chiariscano, nella giornata di sabato, le responsabilità del proprietario. I Tg Mediaset propongono ampi stralci di una testimonianza lasciata mesi fa da uno dei pompieri: «Non mi sento un eroe, sogno solo di salvare la vita delle persone», il suo messaggio.

L’allarme razzismo nei Tg di prime time. Federcalcio sostiene Balotelli. Mentana sul sindaco di Predappio: “Babbeo o ignorante”
L’informazione di prime time ha dato adeguato risalto ai diversi episodi a sfondo razzista che si sono manifestati nel corso della settimana. I cori contro il calciatore Balotelli, e l’improponibile difesa via social del capo ultras del Verona, sono oggetto, tra lunedì e mercoledì, di 10 titoli e buone coperture.
La decisione, a seguito delle ultime minacce rivoltele, di mettere sotto scorta la Senatrice a vita Liliana Segre, da giorni sotto i riflettori per la Commissione che prende il suo nome, spicca giovedì nei titoli dei Tg Rai e La7, con quelli Mediaset che “recuperano” venerdì. Tutte le edizioni ripropongono lo sconcerto del Capo dello Stato per gli attacchi indirizzati a una sopravvissuta di Auschwitz. Tra giovedì e venerdì, i Tg Rai denunciano il nuovo attacco incendiario contro la Pecora Elettrica, libreria antifascista nella periferia della Capitale.
Sempre venerdì, alcune testate propongono il caso limite del sindaco di Predappio (paese natale di Mussolini), che ha valutato di negare a uno studente i fondi per un viaggio sul “treno della memoria” diretto ad Auschwitz, considerando la manifestazione “discriminatoria” rispetto ad altri “luoghi d’oppressione”, quali il muro di Berlino o le Foibe. Enrico Mentana ha così commentato: «Dire che il genocidio compiuto ad Auschwitz è un evento che rappresenta “una parte”, e che bisognerebbe andare da “un’altra parte” per fare da “contrappeso” è da babbei o da ignoranti».

Silenzio su Libia, accordi e sbarchi. La Siria “scomparsa” dal primetime
L’annuncio, da parte del Ministero dell’Interno, di voler modificare gli accordi con la Libia, cercando di avanzare una linea che garantisca livelli minimi di diritti e tutele ai migranti nei centri di raccolta, campeggia mercoledì nei titoli del solo TG La7, a dimostrazione di quanto l’attenzione dell’informazione su questi temi sia altalenante, o meglio, nutrita principalmente dallo scontro e dal dichiarazionismo politico.

Anche la situazione in Medio Oriente trova solo spauriti richiami, con i Tg Mediaset che venerdì registrano le minacce di Erdogan, pronto a riconsegnare i foreign fighters ai paesi di origine. Presente nei servizi il ritorno in Italia di un bambino italiano rapito dalla madre, fedele all’Isis, e trattenuto per 5 anni in Siria. Tg3 è la sola testata a tornare, martedì, sulla situazione dei curdi, intervistando alcune donne costrette a fuggire perché inseguite dagli scontri.

Il carcere e la dignità del lavoro: realtà che non si incontrano
Il Dataroom di Gabanelli su Tg La7 ha proposto, lunedì, un’interessante analisi sulla situazione nelle carceri italiane, segnalando l’altissimo tasso di recidività dei loro occupanti. Si stima, infatti, che oltre il 70% dei detenuti scarcerati tornino a delinquere, mentre solo l’1% viene in qualche modo integrato nel tessuto economico grazie ai progetti promossi dagli istituti di pena: una mortificazione di qualunque funzione di “recupero alla cittadinanza” che dovrebbe spettare agli istituti di pena. Tg3 propone in settimana una rubrica dedicata alla troppe morti sul posto di lavoro, presentando alcuni casi che investono l’intera Penisola.

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La crisi penitenziaria in Ecuador e la risposta internazionale

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Un importante traguardo è stato raggiunto lo scorso 13 aprile, quando è stata erogata la prima tranche di pagamenti per il PNRR. Sono stati versati 21 miliardi di euro che si aggiungono al pre-finanziamento ottenuto lo scorso anno.
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Le guerre dimenticate, non meno feroci di quella in Ucraina

Come mai guerre atroci e lunghissime come quelle nel Tigrai, nello Yemen, in Siria, in Mali, non hanno ascolto nella politica italiana ed europea e trovano pochi spazi nei media? Perché non sconvolgono la sensibilità delle persone come invece sta accadendo per il conflitto in Ucraina? Lo stesso vale, del resto, per altre crisi estreme che provocano migliaia di morti e schiere enormi di profughi.
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