Siria, l’informazione si schiera contro il ricatto di Erdogan. Gli Esteri oscurano la politica italiana

L’invasione turca dei territori curdi si impone da mercoledì sul primetime, raccogliendo in tre giornate 17 aperture. L’azione unilaterale di Erdogan, a cui si aggiunge il “ricatto” diretto all’Unione Europea – “Non provate a fermarmi, o vi inonderò di rifugiati” – lascia “allibita” (Tg La7) la comunità internazionale, e incontra la censura trasversale dell’informazione Tv.

In attesa di una risposta europea alla sfida del Premier turco, i Tg Rai e Tg5 rilanciano, fin dai titoli, quella del Premier Conte, intervistato dal Tg3: «L’Europa abbia una voce sola. Inaccettabile il ricatto turco sui profughi». Analoghi richiami arrivano, venerdì, dal Presidente della Repubblica Mattarella, impegnato al vertice di Atene (5 presenze nei titoli).

Alla cronaca degli scontri, che hanno prodotto già centinaia di vittime e più di 100mila sfollati, si accompagnano diversi approfondimenti. Buone le copertine del Tg5 sulla storia travagliata dei curdi, della loro nazione non riconosciuta e del loro impegno nel conflitto contro l’Isis. Sulla realtà del Kurdistan si esprime anche Mentana che, amareggiato, segnala la mancanza di una diplomazia internazionale capace di “volare alto”, mentre il ricatto della Turchia ‒ sempre a giudizio del Direttore ‒ basterà, probabilmente, a far girare dall’altra parte la testa all’Europa.

Sempre in tema di reazioni internazionali, il giudizio sull’America di Trump, i cui richiami a Erdogan vengono rilanciati venerdì nei servizi, si presenta articolato. Se Tg2 rilancia la posizione dura dell’America, che nega “sostegno ad Ankara” ed annuncia gravi misure economiche verso la Turchia, per altre testate è stata proprio la mossa del Presidente Usa a spalancare la strada per questa invasione. Tg La7, che giovedì propone già dai titoli le accuse di una ufficiale curda, parla esplicitamente del “tradimento” di Trump. Analoghe espressioni anche per il Tg3, che mercoledì raccoglie il commento di Paolo Magri, Direttore dell’Istituto Studi Politica Internazionale, per il quale il disimpegno di Trump, che abbandona i curdi al loro destino, costituisce un “colpo mortale” alla credibilità americana, e «rischia di rafforzare il peso di altri attori (Russia, Turchia ed Iran), incapaci di assicurare un futuro di pace per il Medioriente».


La strage di Halle e le aggressioni a Manchester e Parigi. Sull’Europa lo spettro del nazismo e della ripresa del terrorismo dell’Isis
Posto in secondo piano dal conflitto turco-curdo, l’attentato terroristico di matrice neonazista ad Halle è in apertura, tra mercoledì e giovedì, solo su Studio Aperto, ma è comunque presente a livello di titoli e servizi. Da apprezzare come l’intera informazione televisiva abbia, in buona parte, censurato le immagini autoprodotte dallo stragista, limitandosi a poche sequenze. Ottimo l’approfondimento del Tg5, che ricostruendo gli attacchi neonazisti degli ultimi anni, denuncia la presenza di un “estremismo strisciante” nel cuore dell’Europa. Interessante l’analisi del Tg2 di mercoledì, che segnala la tragica continuità dietro il “fanatismo terrorista di ogni matrice”, il cui bersaglio sono sempre le minoranze.
Presenti nei servizi di tutte le testate, anche i richiami al pericolo di nuovi foreign fighters determinato dall’invasione turca, che potrebbe provocare la diaspora di centinaia di terroristi attualmente prigionieri dei curdi.
Tg2 segue gli sviluppi di un’altra strage, quella presso la questura di Parigi la cui matrice terroristica sembrerebbe ormai appurata. Gli accoltellamenti di Manchester ottengono spazio nelle scalette di venerdì, guadagnandosi l’apertura di Studio Aperto e Tg5.

Migranti, tra appelli e rimpalli. Tg4 dà parola al sindaco di Lampedusa
La nuova tragedia a largo delle acque di Lampedusa spicca, lunedì, in apertura per Studio Aperto e Tg5 (titoli per tutti, eccetto Tg4). Interessante la copertura di Studio Aperto, che dedica la seconda parte dell’edizione alle evoluzioni sul fronte della rotta balcanica.

Le difficoltà nel rendere operativo l’accordo di Malta vengono documentate da tutte le testate, con i Tg Mediaset che si mostrano particolarmente scettici. Tg4 propone mercoledì l’appello del sindaco di Lampedusa, che richiama l’Europa ad assistere l’Italia sia nell’accoglienza sia nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Tg3 si conferma la sola testata che guarda alla sponda Sud del Mediterraneo, proponendo, lunedì, un servizio sulla situazione della Tunisia, da cui, in questa fase, parte il maggior numero di migranti.

Il taglio dei parlamentari: fasti e gloria per un solo giorno. Conte ed il Russiagate. 5 Stelle e giunta Raggi nel mirino di Mediaset
Schiacciata dagli eventi, questa settimana la politica ha avuto il suo giorno di gloria solamente martedì, per l’atteso taglio dei parlamentari voluto dal Movimento 5 Stelle: apertura per tutti, eccetto Tg4. La soddisfazione della prima forza politica in Parlamento si specchia nel Tg1, con una intervista a Luigi Di Maio. In un quadro che ha visto un consenso quasi plebiscitario, con 553 voti a favore, le poche voci del dissenso hanno comunque trovato adeguato spazio nei servizi.

Nei giorni seguenti il tema sembra svanire e, nel complesso, maggiori coperture sono andate agli sviluppi sul Def, con i Tg Mediaset particolarmente attenti ai tagli ed ai rincari ipotizzati. L’incontro tra il Premier Conte ed il nuovo vertice del Copasir Volpi in merito al ramo italiano del Russiagate, è nei titoli per 4 testate.

Attenzione da parte dei Tg Mediaset e del Tg2 alla presentazione del 10° anniversario del Movimento 5 Stelle, con servizi incentrati sulle conflittualità interne. Sempre su Mediaset, ampio spazio a Salvini e ai suoi attacchi alla giunta Raggi, sostenuti dalle altre forze d’opposizione.

Mediaset dà voce alle zone terremotate. Raccolto dal Tg3, l’appello di Papa Francesco per l’Amazzonia
La situazione delle zone terremotate riemerge sui Tg Mediaset, affrontando il tema dei provvedimenti che vorrebbero far pagare le imposte arretrate: apertura per Studio Aperto mercoledì, titoli per gli altri, con una buona scheda di approfondimento del Tg4 sullo stato penoso della ricostruzione.

L’appello lanciato da Papa Francesco per l’Amazzonia, con la processione degli indigeni nella Basilica di San Pietro, è oggetto lunedì di buone coperture da parte dei Tg Rai. Tg3 accoglie le parole del Pontefice, e dedica un approfondimento diluito in più servizi al grande polmone verde del mondo, devastato all’azione umana.

I Premi Nobel stimolano la curiosità dei Tg
L’assegnazione dei premi Nobel ottiene molti titoli, stimolando interessanti servizi sui Tg Rai e Tg5. Buone coperture per tutti, con alcuni approfondimenti che hanno affrontato con encomiabile semplicità temi legati all’astrofisica e alla medicina cellulare. Particolare attenzione riceve, venerdì, l’assegnazione del Nobel per la Pace al Premier Etiope Aby Ahmed Ali, come riconoscimento per aver risolto lo storico conflitto con l’Eritrea.

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Come mai guerre atroci e lunghissime come quelle nel Tigrai, nello Yemen, in Siria, in Mali, non hanno ascolto nella politica italiana ed europea e trovano pochi spazi nei media? Perché non sconvolgono la sensibilità delle persone come invece sta accadendo per il conflitto in Ucraina? Lo stesso vale, del resto, per altre crisi estreme che provocano migliaia di morti e schiere enormi di profughi.
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25 aprile 2022, il ritorno della paura

La memoria della riconquista della libertà, avvenuta con la liberazione del 1945, si sovrappone alle immagini della tragedia ucraina che, a distanza di 77 anni, si consuma per le stesse ragioni di allora, i soprusi delle dittature. La “resistenza” in ogni epoca trae forza dal coraggio di vincere le paure.
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