Violenza contro le donne, meno vittime ma attenzione ai reati spia

violenza contro le donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, come stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È l’occasione per riflettere sulle diverse forme che la violenza contro le donne assume nei contesti sociali e nazionali più disparati: se in alcune aree si registrano sistematiche abolizioni dei diritti delle donne, in altri contesti apparentemente più “illuminati” si consumano condotte criminali e forme subdole di sopraffazione e negazione dei diritti individuali. Per il terzo anno consecutivo, in coincidenza con il 25 novembre, la Direzione centrale della Polizia criminale ha elaborato un report con lo scopo di analizzare i fenomeni criminali che si consumano contro le donne. Violenze all’interno della coppia o della famiglia, situazioni di disagio sociale e reati spia che accendono un campanello d’allarme su reati ancor più gravi: i dati del Dipartimento della pubblica sicurezza deputata ad analizzare i fenomeni criminali documentano il lavoro delle Forze di Polizia per arginare ed eliminare la violenza contro le donne.

Codice rosso, +12% violazioni di allontanamento familiare ma dimezzati i reati di induzione al matrimonio

Con Codice rosso si intende la legge n. 69 del 19 luglio 2019, che garantisce ai reati contro le donne una corsia prioritaria e accelerata per identificare rapidamente i casi più gravi e urgenti sui quali intervenire. L’intervento normativo è stato finalizzato, da un lato al rafforzamento del sistema di tutela preventiva delle vittime anche accelerando l’avvio dei procedimenti giudiziari e, dall’altro, a ridefinire l’azione punitiva, prevedendo nuove fattispecie di reato, nuove circostanze aggravanti e inasprendo le condanne di reati già esistenti. Secondo il report della Polizia di Stato, dall’entrata in vigore della norma (9 Agosto 2019) al primo semestre del 2022, sono stati commessi 6.499 violazioni di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Su quasi 6500 reati, l’81% delle vittime sono donne, con un incremento del 12% rispetto alla rilevazione del 2021 e regioni con incidenze più alte (Sicilia, 881 violazioni, Lazio 662 e Lombardia 648). Dal 2019 sono stati registrati 48 reati di induzione o costrizione al matrimonio, vittime per l’87% dei casi di sesso femminile, ma il reato ha registrato una significativa diminuzione (-53%) rispetto agli ultimi dati raccolti (primo semestre 2021). Sono stati denunciati 246 reati di lesioni permanenti al viso, il 24% contro le donne – di cui il 60% italiane e il 40% straniere – con un aumento del 17% rispetto al 2021. Gli autori di questo odioso reato sono per il 91% di genere maschile, per il 9% di genere femminile. Dal 2019 sono stati registrati 3496 delitti di revenge porn (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti), -20% rispetto al 2021, dove la vittima era una donna nel 72% dei casi.

Reati spia indice di una violenza di genere

Per fornire un quadro completo del fenomeno della violenza contro le donne, vanno considerati anche i cosiddetti reati spia, ovvero a quei delitti che sono indicatori di una violenza di genere, in quanto potenziale e verosimile espressione di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica diretta contro una donna in quanto tale: in tale ambito vengono analizzati gli atti persecutori, i maltrattamenti contro familiari e conviventi e le violenze sessuali. Nel 2022 sono stati denunciati 12.200 reati di stalking, di cui il 75% contro le donne. Su 16.847 delitti commessi di maltrattamento, nell’81% dei casi la vittima è donna; nel 2021 i reati registrato sono stati più di 18mila. In aumento le violenze sessuali: 4.416 delitti commessi, con il 91% di vittime donne, +9% rispetto all’analogo periodo del 2021. I reati spia contro cittadine straniere (20% del totale) nel 2022 hanno riguardato soprattutto donne di nazionalità rumena, marocchina, albanese, ucraina, peruviana, nigeriana. L’80% delle vittime di genere femminile di reati spia è di nazionalità italiana.

Femminicidi in diminuzione, più prevenzione e attenzione ai reati minori

Il femminicidio è il punto estremo di una violenza che, come riportato dal documento elaborato dalla Direzione centrale della Polizia criminale, si manifesta in molteplici forme di delitto contro le donne. In Italia al 30 settembre del 2022 si sono consumati 221 omicidi volontari, di cui 82 femminicidi (-9% dal 2021). Sono 71 le donne vittime di omicidi avvenuti in ambito familiare; di queste, 42 le donne uccise per mano del partner o dell’ex partner. Nel 2021 i numeri sono stati ancora più alti: 90 femminicidi su 221 omicidi volontari, 77 in ambito familiare, di cui 52 commessi da partner o ex partner. Sia nel biennio 2020/2021, che nel periodo gennaio-settembre del 2021, le donne uccise in ambito familiare/affettivo sono spesso vittime di partner o ex partner, con percentuali che oscillano di poche unità intorno al 70%. Negli ultimi nove mesi, invece, tale percentuale scende al 59%, mentre aumentano gli omicidi commessi da genitori o figli (31%) o da altro parente (10%). L’approfondimento dedicato ai femminicidi si conclude con una lunga lista delle vittime, in memoria delle donne uccise in Italia nell’ultimo anno, dove non compaiono solo numeri ma nomi, età, dati biografici, per non dimenticare che dietro i dati ci sono sempre volti e storie reali.

Violenza contro le donne: un focus sulla disabilità

Nel complesso scenario della violenza di genere, un fenomeno particolarmente preoccupante è inoltre rappresentato dalla violenza nei confronti delle donne con disabilità. Le donne con disabilità sono vittime delle stesse forme di violenza che colpiscono le altre donne, ma realizzate spesso anche attraverso ulteriori condotte legate alla stessa condizione di disabilità, come l’abuso farmacologico, il diniego di cure essenziali, la richiesta di prestazioni sessuali in cambio di aiuto o sostegno, la sottoposizione a sterilizzazione forzata e aborto coercitivo, pratiche che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani. Le donne con disabilità, analogamente ad altre donne che appartengono a categorie vulnerabili, possono dunque subire forme di discriminazione multipla. Dal 1 ottobre 2021 al 30 settembre 2022 sono stati riscontrati 105 episodi di maltrattamenti contro familiari o conviventi commessi nei confronti delle donne con disabilità – in leggera flessione rispetto ai 125 delitti registrati nel 2020/21. Per quanto riguarda la violenza sessuale, sono stati registrati 26 casi (24 nel 2021). Molto spesso gli abusi sessuali avvengono all’interno della famiglia o nelle strutture deputate alla cura e all’assistenza. Generalmente l’autore del reato è una persona vicina, che gode della fiducia della vittima, come un familiare, un amico, un operatore sanitario, un insegnante, un volontario o il caregiver. Nel 2022 stati denunciati 6 episodi di atti persecutori ai danni di donne con disabilità (15 nel 2021). Il reato di stalking talvolta viene commesso da partner ed ex partner, ma le condotte vengono realizzate anche da vicini o conoscenti della vittima.

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