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Sanzioni e lawfare nella post-globalizzazione: come i BRICS stanno costruendo un ordine economico parallelo

di
Marta Bono*

Negli ultimi anni la competizione tra le grandi potenze ha registrato un progressivo emergere di situazioni di vero e proprio scontro economico e finanziario. Sanzioni, restrizioni tecnologiche e controlli sui flussi commerciali e finanziari sono diventati strumenti centrali della politica internazionale, trasformando il diritto economico globale in un terreno di confronto geopolitico. In questo contesto i BRICS stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante: non solo come piattaforma di cooperazione tra economie emergenti, ma come spazio di coordinamento volto a ridurre la vulnerabilità dei propri membri alle pressioni economiche esterne. Le sanzioni imposte negli ultimi anni a diversi Paesi del gruppo hanno infatti accelerato lo sviluppo di forme di cooperazione e di alternative economiche e finanziarie, rendendo lo scontro economico anche un fattore di rafforzamento della cooperazione tra gli Stati più esposti agli strumenti della guerra normativa(lawfare). 

Quando l’interdipendenza diventa un’arma

Per comprendere questa evoluzione è utile guardare alla teoria della weaponized interdependence, elaborata da Henry Farrell e Abraham Newman. Secondo questa prospettiva, la globalizzazione non ha creato un sistema economico perfettamente orizzontale, ma una rete fortemente gerarchica organizzata attorno a nodi centrali – finanziari, tecnologici e informativi – concentrati soprattutto nelle economie occidentali. Il controllo di questi nodi consente agli Stati che li ospitano di trasformare l’interdipendenza economica in uno strumento di coercizione geopolitica. Due dinamiche sono particolarmente rilevanti: il chokepoint effect cioè la capacità di bloccare l’accesso a infrastrutture cruciali, come ad esempio sistemi di pagamento internazionali come lo SWIFT; e il panopticon effect, il vantaggio informativo derivante dal controllo delle reti attraverso cui transitano flussi finanziari e commerciali globali.

I fronti della risposta BRICS

Dall’analisi delle politiche adottate negli ultimi anni, emergono cinque principali fronti di risposta adottate dai BRICS per ridurre l’impatto delle sanzioni e delle pressioni economiche occidentali: la creazione di sistemi di pagamento alternativi; il crescente supporto delle istituzioni finanziarie dei BRICS; l’intensificazione dei tentativi di de-dollarizzazione; l’espansione del commercio intra-BRICS e il rafforzamento degli scambi con Stati non BRICS sottoposti a sanzioni.

Sistemi di pagamento alternativi

Accanto alle ormai note iniziative nazionali della Russia, con il sistema di messaggistica finanziaria (SPFS), e della Cina, con il Cross-Border Interbank Payment System (CIPS), stanno emergendo anche progetti di coordinamento a livello BRICS. Tra questi va menzionato il progetto BRICS Pay, parzialmente operativo, che punta a collegare i sistemi di pagamento nazionali tra banche, wallet e piattaforme digitali, rendendoli progressivamente interoperabili, e l’ancora più ambiziosa iniziativa del BRICS Bridge: un progetto che mira alla creazione di un sistema di pagamento indipendente basato su valute digitali delle banche centrali (Central Bank Digital Currencies) e su infrastrutture di blockchain centralizzate in grado di facilitare i pagamenti transfrontalieri tra i paesi membri. L’idea è quella di costruire un ecosistema “multi-piattaforma”: ogni Stato mantiene le proprie infrastrutture finanziarie e i propri sistemi di pagamento nazionali, ma attraverso BRICS Bridge questi possono essere collegati in una rete comune per transazioni internazionali, operazioni di clearing e compensazioni multilaterali, con la prospettiva – nel lungo periodo – di sviluppare anche una possibile unità di conto condivisa. Nel loro insieme, queste iniziative riflettono il tentativo di costruire un circuito e una rete finanziaria paralleli allo SWIFT, strumento che negli ultimi anni è stato utilizzato sempre più dagli Stati Uniti in senso geopolitico e sul quale hanno esercitato il loro potere di cut-off (come si è visto con la Russia nel 2022 e con l’Iran già nel 2012).

Il ruolo delle istituzioni BRICS (NDB e CRA)

Un secondo fronte riguarda il rafforzamento e l’utilizzo crescente delle istituzioni finanziarie già create all’interno del quadro BRICS, come la New Development Bank (NDB) e il Contingent Reserve Arrangement (CRA) le quali offrono un modello di approccio allo sviluppo che si potrebbe definire “neo-westfaliano”, apprezzato da quei paesi che si sentono penalizzati dalle condizioni imposte dal FMI e dalla vulnerabilità alle sanzioni occidentali. L’allargamento del gruppo ha moltiplicato la domanda di strumenti finanziari politicamente neutrali, confermando la percezione dei BRICS come centro di gravità finanziario alternativo.

La de-dollarizzazione e un ordine monetario internazionale diversificato

Un terzo ambito riguarda il rafforzamento dei processi di de-dollarizzazione. L’obiettivo, ovviamente, è quello di ridurre la vulnerabilità alle sue oscillazioni e al suo utilizzo extraterritoriale, nonché quello di costruire un ordine monetario internazionale più diversificato. In questa direzione si inserisce l’aumento degli scambi commerciali denominati in valute nazionali e la diffusione di accordi di currency swap tra le banche centrali dei Paesi BRICS.

Espansione del commercio intra-BRICS e cooperazione economica con Stati sottoposti a sanzioni 

Negli ultimi anni gli scambi tra i paesi BRICS sono cresciuti in modo significativo, soprattutto in settori strategici come energia, agricoltura, tecnologie e infrastrutture, e sono stati accompagnati da una crescente cooperazione nel commercio digitale e nella regolazione dei dati, ambiti nei quali molti paesi emergenti cercano di sviluppare standard alternativi rispetto a quelli promossi dalle economie occidentali. Parallelamente, diversi membri hanno intensificato le relazioni economiche con Stati sottoposti a sanzioni occidentali, come il Venezuela e, prima del suo ingresso ufficiale nel gruppo, con l’Iran, contribuendo alla creazione di canali commerciali e finanziari alternativi. Nel loro insieme, queste dinamiche rafforzano la progressiva emersione di spazi economici meno dipendenti dai mercati e dalle infrastrutture controllate dalle economie occidentali.

I BRICS stanno costruendo un ordine economico parallelo che riduce la dipendenza dai nodi tradizionali del potere occidentale

I BRICS stanno costruendo un ordine economico parallelo che riduce la dipendenza dai nodi tradizionali del potere occidentale, trasformando la vulnerabilità storica in leva di autonomia. La loro strategia riflette la nascita di un mondo multipolare, in cui i paesi emergenti diventano protagonisti attivi della regolazione economica globale. Questa evoluzione pone interrogativi chiave sul futuro dell’architettura finanziaria internazionale e sulla possibilità di un sistema più pluralista.

*Marta Bono, Borsista di Ricerca, Università degli Studi di Palermo. L’articolo riprende l’intervento presso la Conferenza “The Rise of Asia” Parigi – Le Havre, 2026

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