Giornata mondiale senza tabacco. Eurispes: “Rafforzare strategie per la riduzione del danno”

Indetta nel 1988 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata Mondiale di lotta al tabagismo è divenuta nei decenni un’importante occasione per valutare a l’efficacia delle politiche finalizzate a limitare i danni derivanti dal consumo di tabacco, che ogni anno produce nel mondo almeno 70 milioni di morti.
Le politiche di dissuasione, attuate in Italia dalla legge Sirchia del 2003, hanno comportato una contrazione di consumi la cui parabola, però, negli ultimi anni è andata declinando. Oggi (dati 2019) i fumatori nel nostro Paese sono ancora più di 11,6 milioni, una quota pari al 22% della popolazione: un dato corrispondente a quello riscontrato nell’ultimo decennio; mentre fuma l’11,1% dei giovani tra i 14 e i 17 anni. Negli ultimi anni è diminuita la quota dei fumatori, ma è cresciuta quella delle fumatrici. Le morti legate al fumo sono in Italia più di 70mila ogni anno.
Di fronte a questi dati drammatici, è sempre più doveroso interrogarsi sulla validità delle politiche di dissuasione e sulla efficacia delle campagne di comunicazione indirizzate in primo luogo ai giovani.
Per ridurre i consumi di tabacco lo Stato è intervenuto principalmente attraverso la leva delle accise, alzando il costo del pacchetto di sigarette, o degli altri prodotti dl tabacco, ma una quota assai rilevante e stabile di fumatori non si dimostra aggredibile da questo punto di vista. Su di un altro versante, l’offerta di assistenza a chi vuole smettere di fiumare gestita dai Dipartimenti delle Dipendenze della Asl e dai Centri anti-fumo, riesce a intercettare una media di soli 17mila pazienti l’anno, con un tasso di efficacia, ad un anno dal primo intervento, inferiore al 50%.
In una ricerca del 2018, l’Eurispes ha segnalato che solo il 9% dei fumatori italiani dichiara di voler smettere “entro 6 mesi”, e un 17,6% “non in tempi brevi”. Ma il dato più eclatante è quello relativo ai fumatori che dichiarano di non voler “assolutamente” smettere (18,3%), mentre il 26,6% afferma che “dovrebbe”, ma non “vuole” farlo. Il 28,5% afferma infine che “dovrebbe”, ma che ritiene di “non riuscire a smettere”. La somma di queste percentuali genera una quota del 73,4%; quasi tre quarti dei fumatori è dunque fuori da qualsiasi percorso, anche solo ipotetico, di abbandono del consumo di tabacco.
Di fronte a questi dati e a questi atteggiamenti, facilmente riscontrabili da chiunque abbia consuetudine di rapporti con fumatori, c’è da chiedersi se il “golden standard” della cessazione dall’abitudine al fumo e le doverose politiche di dissuasione verso i più giovani, siano gli unici percorsi su cui impegnare il sistema socio-sanitario e quello della comunicazione o se, in aggiunta, non debba essere preso in seria considerazione l’obiettivo della “riduzione del danno”.
Da questo punto di vista alcuni paesi sono senz’altro più avanti dell’Italia nella valorizzazione dei nuovi strumenti presenti sul mercato, ovvero i vaporizzatori (sigaretta elettronica) e i device per il tabacco riscaldato. Per fare gli esempi più interessanti, il Giappone negli ultimi anni ha visto salire la quota di mercato del tabacco riscaldato fino al 25% del preesistente consumo di tabacco combusto, mentre in Gran Bretagna la sigaretta elettronica ha conquistato milioni di consumatori ed è promossa dalle autorità sanitarie nazionali come valido strumento per l’abbandono del tabacco combusto; gli Stati Uniti hanno adottato un rigoroso processo di valutazione dei prodotti innovativi, basato su evidenze scientifiche.
A livello internazionale, non mancano studi pubblici e indipendenti che attestano la minor tossicità dei liquidi delle e-cigarette e degli stick del tabacco riscaldato, anche se è doveroso che si continui a ricercare e a validare, a livello scientifico e di analisi epidemiologica, questi nuovi strumenti.
È legittimo che non si abbandoni il “principio di precauzione” rispetto a prodotti che hanno pochi anni di vita e di presenza sul mercato; ma ciò non significa che l’evidente “riduzione del danno” derivante dal passaggio dal tabacco combusto all’e-cigarette o al tabacco riscaldato, debba essere sminuita e non valorizzata per ridurre i danni alla salute dei fumatori tradizionali.
Nella citata ricerca del 2018, l’Eurispes segnalava come ben l’82,2 % dei fumatori italiani si è dichiarato desideroso di essere informato sull’esistenza di prodotti alternativi al fumo tradizionale, e meno dannosi per la salute. Il 61,7%, inoltre, si è detto disponibile a passare a questi nuovi prodotti, una volta verificata la loro minore nocività. Lo Stato ha, in qualche misura, riconosciuto questa minore nocività, e nella Legge di Stabilità del dicembre scorso ha fortemente abbattuto le accise sui nuovi prodotti. Questa attenzione – che senz’altro va confermata – dovrebbe condurre ad una apertura anche nell’area della comunicazione, rispettando il diritto del consumatore ad essere informato e guidato verso scelte più adeguate a preservare la salute. Sarebbe utile che anche le autorità sanitarie del Paese, Ministero e Istituto Superiore di Sanità, mostrassero una maggiore apertura, evitando di fare del “principio di precauzione” un alibi per chiusure pregiudiziali o non accordate con i bisogni e le condizioni reali dei cittadini-fumatori.

Per approfondimento, è possibile consultare:

la ricerca dell’Eurispes “Fumo: nuovi prodotti e riduzione del danno. L’impatto di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato”

https://eurispes.eu/ricerca-rapporto/fumo-nuovi-prodotti-e-riduzione-del-danno-2018/

la ricerca dell’Eurispes “Verso la riduzione del danno. Il mondo del vaping alla luce della nuova regolamentazione fiscale”

https://eurispes.eu/ricerca-rapporto/2019-2/verso-la-riduzione-del-danno-il-mondo-del-vaping-alla-luce-della-nuova-regolamentazione-fiscale-2019/

Ultime notizie
ecuador
Diritti umani

La crisi penitenziaria in Ecuador e la risposta internazionale

Il governo ecuadoriano ha chiesto assistenza tecnica internazionale per fronteggiare un sistema carcerario e penale al collasso. La risposta Ue è arrivata attraverso il programma EL PAcCTO, che fornisce assistenza tecnica allo scopo di rafforzare il sistema penitenziario in Ecuador.
di Giovanni Tartaglia Polcini
ecuador
falcone e borsellino
Criminalità e contrasto

Falcone e Borsellino, l’eredità dei giusti

Nel trentennale delle stragi, lo sguardo è rivolto al futuro non meno che al passato. I tempi complicati che viviamo, per la forte disillusione sulla giustizia, ci interrogano nel profondo: qual è la forza attuale del mito? Quell’esempio di rigore morale e correttezza giuridica riscatta l’istituzione dalle sue mancanze e indica la strada da seguire.
di Angelo Perrone
falcone e borsellino
riassetto dei poteri
Diritto

Il riassetto dei poteri

Il tema del riassetto dei poteri è al centro dell’attuale dibattito ed è strettamente collegato con le prospettive di una riforma della giustizia. L'ex magistrato Vincenzo Macrì fa alcune considerazioni partendo da un articolo a firma di Luciano Violante.
di Vincenzo Macrì
riassetto dei poteri
Economia

Fondi per il PNRR, erogata la prima rata: il punto della situazione

Un importante traguardo è stato raggiunto lo scorso 13 aprile, quando è stata erogata la prima tranche di pagamenti per il PNRR. Sono stati versati 21 miliardi di euro che si aggiungono al pre-finanziamento ottenuto lo scorso anno.
di Claudia Bugno*
precarietà
Attualità

Che cosa significa, oggi, vivere la dimensione della precarietà

La precarietà si afferma come la base esistenziale del vivere contemporaneo. Precarietà in termini lavorativi, come conseguenza delle crisi economiche; precarietà delle relazioni, accentuate dagli effetti della pandemia sulla salute mentale e sui legami di comunità; precarietà geopolitica e ambientale di un mondo minacciato da guerre e disastri ambientali.
di Giuseppe Pulina
precarietà
Rebibbia carcere
Attualità

Rebibbia, storie di vita dal carcere per affermare la funzione rieducativa della pena

A Rebibbia le storie di vita dal carcere femminile nel report del Servizio Analisi Criminale centrale: oltre alle analisi sui fenomeni criminali, viene ribadita la funzione rieducativa della pena tra sicurezza e trattamento.
di redazione
Rebibbia carcere
ricerca e sviluppo
Economia

Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE: la risposta alla crisi pandemica

La spesa in Ricerca e Sviluppo (R&S) nell’area OCSE è cresciuta dell’1,8% nel 2020. Nonostante il forte calo dell’attività economica determinata dalla pandemia da Covid-19, le economie dell’OCSE hanno quindi continuato ad investire in ricerca e sviluppo nel 2020.
di Cecilia Fracassa
ricerca e sviluppo
legal design
Economia

Il legal design: una nuova prospettiva di accessibilità e democratizzazione del linguaggio giuridico

La finalità antropocentrica del legal design I principali linguisti italiani evidenziano da anni che il linguaggio utilizzato dalle Istituzioni è distante anni luce...
di Andrea Strata e Alessandro Colella
legal design
react-eu
Italia Domani

REACT-EU: potenziate le risorse per il Mezzogiorno

Il REACT-EU, tra gli strumenti finanziati dal Next Generation EU, costituisce la seconda componente di origine europea all’interno del PNRR con cui...
di Claudia Bugno*
react-eu
guerra
Internazionale

Le guerre dimenticate, non meno feroci di quella in Ucraina

Come mai guerre atroci e lunghissime come quelle nel Tigrai, nello Yemen, in Siria, in Mali, non hanno ascolto nella politica italiana ed europea e trovano pochi spazi nei media? Perché non sconvolgono la sensibilità delle persone come invece sta accadendo per il conflitto in Ucraina? Lo stesso vale, del resto, per altre crisi estreme che provocano migliaia di morti e schiere enormi di profughi.
di di Emilio Drudi e Marco Omizzolo
guerra