La Germania nel Mediterraneo: un nuovo competitor?

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Tra le numerose e qualificate iniziative promosse dall’Unione per il Mediterraneo (UpM) in occasione del 25° anniversario del Processo di Barcellona (1995-2020), si è distinta, in particolare, una tavola rotonda di alto livello dedicata ai problemi dell’occupazione giovanile nell’area mediterranea ed al rapporto di collaborazione da rafforzare tra università e mondo della ricerca, imprese e decisori pubblici. Le modalità per costruire una rete sempre più organica e stretta tra questi tre soggetti primari dello sviluppo sono state delineate in un apposito manuale presentato dall’UpM, ed elaborato con il sostegno dell’agenzia di cooperazione tedesca GIZ.

La disoccupazione è più elevata tra i giovani con il maggior grado di istruzione

Per comprendere il valore di questa iniziativa bisogna ricordare che l’Unione per il Mediterraneo è la più importante e rappresentativa istituzione intergovernativa dell’area mediterranea, composta da 42 Stati delle tre sponde – Nord, Sud, Est – costituita nel 2018 con l’obiettivo di dare un nuovo impulso al languente Processo di Barcellona per il dialogo e la cooperazione regionale. D’altro canto va tenuto presente che una delle maggiori difficoltà che tale cooperazione incontra riguarda proprio l’avvio di politiche di sviluppo condivise e in grado di offrire prospettive valide per l’assorbimento della disoccupazione giovanile, particolarmente elevata proprio tra i giovani con il maggior grado di istruzione: si tratterebbe del 33% sul totale dei giovani disoccupati, secondo la Banca Mondiale (2018). È una situazione molto grave, denuncia l’UpM, legata a disfunzioni profonde nei sistemi regolativi e nel funzionamento dei mercati del lavoro che provoca il perdurare di un forte divario tra il livello di istruzione fornito dalle università e le esigenze delle imprese che hanno difficoltà a trovare competenze adeguate alle loro esigenze lavorative, come dichiarato, ad esempio, dal 32% delle imprese operative nella sponda Sud del Mediterraneo.

Il ruolo crescente della Germania nel Mediterraneo

Ma l’elemento che interessa sottolineare è un altro e riguarda la funzione di supporto svolta dall’agenzia della cooperazione tedesca GIZ in occasione di questa importante iniziativa dell’Unione per il Mediterraneo.
Va detto subito che una tale azione collaborativa con l’UpM su un tema chiave come quello del rapporto sviluppo-occupazione va certo ad onore dei tedeschi; costituisce un obiettivo riconoscimento al servizio che la GIZ sta svolgendo da tempo per il rafforzamento del processo di integrazione dell’area mediterranea. Ma tutto ciò, a nostro avviso, è un ulteriore segnale di conferma del ruolo di protagonista sempre più attivo che la Germania sta acquisendo in tale area, con la diffusa azione delle sue agenzie, istituzioni, imprese. Un protagonismo del quale l’Italia ed altri stati dell’area – ad esempio Francia e Spagna – impegnati da sempre nella cooperazione mediterranea dovrebbero tener conto, quantomeno per attivare delle utili azioni di raccordo e sinergia.

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La tedesca GIZ alla base della cooperazione internazionale

L’agenzia tedesca GIZ è una struttura grande e qualificata, costituita dal governo tedesco nella forma giuridica di una impresa internazionale – società a responsabilità limitata GmbH – che promuove progetti di sviluppo in 130 paesi del mondo su incarico, in particolare, del Ministero per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (EMZ), il Ministero degli Esteri e il Ministero per l’Ambiente, la Conservazione della Natura, la Costruzione e la Sicurezza degli Impianti Nucleari (BMUB). Per dare un’idea più precisa della dimensione della struttura va sottolineato che, a fine 2019, la GIZ aveva 22.199 dipendenti in tutto il mondo (20.726 nel 2018). «Questo dato – si legge nel sito ufficiale della GIZ – conferma la crescente domanda dei nostri servizi nel campo della cooperazione internazionale». Per i progetti che riguardano l’area specifica del Mediterraneo e del Medio Oriente la GIZ impiega 2.362 persone tra personale nazionale ed esperti, di cui il 58,8% donne. Molto vasta ed articolata è l’area dei servizi offerti su domanda di soggetti pubblici e privati, organizzati in base alle loro richieste e realizzati con la loro collaborazione. I servizi riguardano, ad esempio, progetti e iniziative per la crescita economica e l’occupazione, il miglioramento dei sistemi di governance dei processi di sviluppo, la sicurezza alimentare, la salute, l’istruzione di base, la protezione ambientale, la conservazione delle risorse naturali, la mitigazione dei conflitti e la pace.

Alcuni esempi emblematici possono servire ad avere un’idea più chiara dei progetti promossi dalla GIZ.

Mercato del lavoro

In diversi Stati del Mediterraneo (come Albania, Egitto, Marocco), la GIZ è molto attiva nell’organizzazione di sistemi e servizi efficaci nel mercato del lavoro. In particolare, in Egitto, questa tipologia di progetti fa riferimento ad un patto nazionale per l’occupazione siglato tra le aziende tedesche e quella egiziane su iniziativa del governo tedesco. Di conseguenza, la GIZ supporta le aziende locali con il compito di sviluppare centri per l’impiego, dove i giovani adulti possono conoscere le diverse professioni e cercare supporto nella loro successiva ricerca di lavoro. Allo stesso tempo, gli esperti GIZ aiutano anche le aziende egiziane a pubblicizzare offerte di lavoro e selezionare candidati idonei. Un progetto simile è sviluppato in Tunisia per la promozione dell’occupazione nelle regioni rurali (PERR) sulla base di un accordo siglato dalla GIZ con il Ministero tunisino dell’occupazione e formazione professionale (MFPE).

Energia-Ambiente

In Egitto, la GIZ ha promosso un Comitato misto egiziano-tedesco che si occupa di energie rinnovabili, efficienza energetica e protezione ambientale (JCEE) per realizzare progetti che consentano all’Egitto di raggiungere l’obiettivo prefissato di generare il 20% dell’intero approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili entro il 2022. Un impegno analogo è stato promosso in Marocco. Sempre in Egitto, la GIZ è impegnata con il governo egiziano nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti e nel definire un valido quadro giuridico ed elaborare una pianificazione strategica supportata da investimenti e servizi adeguati.

Digitale

In Tunisia, la GIZ promuove nel settore sanitario il programma Watson AI di IBM per l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale e la creazione di software utili a rendere più efficace la lotta al Covid-19.

Microfinanza

Un ultimo, emblematico esempio riguarda i progetti promossi dalla GIZ per la diffusione della microfinanza in tutti gli Stati della sponda Sud e mediorientale del Mediterraneo (MENA) al fine di espandere i livelli di accesso finanziario. Tra i punti di impegno, quello di promuovere la definizione di un solido quadro giuridico e normativo per creare un ambiente in cui le Istituzioni di microfinanza (IFM) possano raggiungere la popolazione senza l’intermediazione delle banche, salvaguardando i propri interessi.

Un impegno intenso e a vasto raggio

L’elenco potrebbe continuare ancora a lungo, a testimonianza dell’intenso impegno a vasto raggio promosso dall’agenzia GIZ in tutta l’area mediterranea. L’elemento da aggiungere riguarda il fatto che l’agenzia, nel sostenere l’azione del governo, fa riferimento a numerosi accordi di partenariato strategico che la Germania ha siglato in questi anni con diversi stati dell’area; accordi, va ricordato, che per loro natura promuovono la collaborazione tra gli Stati superando la frammentazione settoriale, in un disegno organico e programmatico che ricompone ad unità intersettoriale il sistema di rapporti interstatuali: si agisce, in sostanza, con un insieme concordato di progetti e azioni che vanno dai rapporti istituzionali e politici a quelli economici; dai rapporti sociali a quelli culturali.

Economia Mediterraneo, l’Italia perde peso e centralità politica. Il Rapporto Cnr

Nuovi protagonisti e competitor nel Mediterraneo

Questa è la Germania oggi nel Mediterraneo: un nuovo competitor? Certamente un nuovo protagonista; come lo sono diventati, negli ultimi anni, gli Stati extra-europei, in primo luogo Cina e Russia. Un nuovo protagonista che è stato capace di crearsi uno spazio strategico di prim’ordine in modo quasi silenzioso, senza tanta retorica e con molto pragmatismo, a differenza di quanto praticato da tanti soggetti, italiani ed europei. E, non è affatto un caso, che una istituzione rappresentativa come l’Unione per il Mediterraneo, nel promuovere una iniziativa di rilievo in occasione del 25° anniversario del Processo di Barcellona, abbia trovato un punto di riferimento essenziale proprio nell’agenzia tedesca GIZ e ne abbia riconosciuto pubblicamente la grande funzione acquisita con un serio e concreto impegno.

 

*Marco Ricceri, Segretario generale dell’Eurispes.

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