Le librerie indipendenti in Francia sono una priorità nazionale. E in Italia?

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I librai di Francia possono dormire sonni tranquilli: sono una priorità da difendere, anche in pandemia. Questo è il messaggio che la politica ha dato alle librerie, specialmente le indipendenti, durante l’emergenza del 2020, e questo è il messaggio che continua a dare ancora oggi: incentivi e sostegno alle realtà culturali territoriali. Già durante la pandemia la sindaca di Parigi Anne Hidalgo invitò i cittadini a non comprare i libri su Amazon, bensì nelle librerie di quartiere per sostenerne l’esistenza nel periodo difficile del confinamento. Stesso messaggio arriva dal Ministro della Cultura francese, Roselyne Bachelot, che ha implorato la nazione di “Non comprare libri dalle piattaforme online”. Oggi la campagna politica in favore delle librerie indipendenti prosegue: una nuova legislazione in Francia stabilisce il prezzo minimo per le consegne di libri, con lo scopo di fermare quella che il governo definisce come una concorrenza sleale contro le librerie indipendenti da parte dei giganti digitali che consegnano libri a costi talvolta irrisori di 0,01 euro. La tariffa minima di consegna, che deve ancora essere decisa nelle trattative con il regolatore statale, dovrebbe entrare in vigore il prossimo anno, ma si tratta di un provvedimento atto ad arginare le vendite online in favore delle realtà locali. Il provvedimento interviene laddove l’obbligo di caricare il costo di spedizione veniva aggirato dalle grandi imprese, mentre le piccole realtà devono fare fronte da sole agli ordinari costi di spedizione.

In Francia le librerie hanno perso solo il 3% delle vendite nel 2020

Il governo francese sta sfruttando questa campagna di sostegno alle librerie indipendenti per portare avanti la sua guerra contro il dominio delle grandi aziende tecnologiche, in particolare Amazon. Tale posizione, oltre a portare avanti una certa idea di economia locale, strizza l’occhio all’elettorato, dato che l’approvazione di leggi per proteggere i libri e le librerie è un raro punto di consenso politico in Francia. Emmanuel Macron stesso ha dichiarato la lettura “una priorità nazionale”, estendendo gli orari di apertura delle biblioteche. La mossa per costringere i giganti della rete a pagare per la consegna quanto le piccole librerie fa parte della nozione francese di exception culturelle, che ha cercato a lungo di proteggere i libri e le librerie indipendenti dalle forze devastanti del libero mercato.

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Il destino delle librerie indipendenti francesi durante la pandemia ha fortemente influenzato la nuova legge. Durante i primi lockdown le librerie sono rimaste chiuse, nonostante le proteste di scrittori ed editori. Ma nel novembre 2020 il governo ha deciso di rimborsare le spese di spedizione per le piccole librerie indipendenti, che in questo modo hanno retto all’urto della crisi, mantenendo il 70% della loro attività. Ciò ha evidenziato quanto pesino sul giro di affari le spese postali per le librerie locali. I risultati delle politiche attuate sono tali che, in tutta la Francia, le librerie indipendenti hanno registrato un calo nelle vendite solo del 3,3% nel 2020, nonostante tre mesi di chiusura.

Librerie e sostegno della lettura in Italia

Sebbene non sia una vera e propria “priorità nazionale”, anche in Italia i libri e le librerie hanno avuto un notevole sostegno da parte dell’ultimo Governo Conte. Il 25 marzo del 2020 sono entrate in vigore le Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura, in relazione alla legge del 13 febbraio 2020 n.15. Tra le varie disposizioni, vi è il margine di sconto applicabile ai libri che non può superare il 5%, valido tanto per le librerie indipendenti che per quelle di catena e per le piattaforme online. Lo sconto massimo applicabile è un modo per livellare il mercato e mettere un limite alla concorrenza delle grandi piattaforme online (Amazon e non solo: in Italia ci sono Ibs, Feltrinelli e molte altre), in grado di proporre sconti che per una libreria fisica indipendente sarebbero impossibili da sostenere. In questo modo il monopolio dei libri in Italia, che rappresenta un grande problema sia dal punto di vista  distributivo che editoriale, ha un ostacolo in più rispetto al passato e non può dilagare con i suoi sconti, impensabili per un libraio di quartiere.

Priorità a librerie, biblioteche e scuole

Le disposizioni previste dalla legge del 2020 sono numerosi, e non riguardano solo l’ambito distributivo-commerciale, bensì la diffusione di iniziative a sostegno della lettura a tutto tondo, senza dimenticare naturalmente il ruolo delle librerie indipendenti e delle biblioteche. Si parla infatti, all’art.2, di “Piano nazionale di azione per la promozione della lettura”, con lo scopo di «diffondere l’abitudine alla lettura, come strumento per la crescita individuale e per lo sviluppo civile, sociale ed economico della Nazione, e favorire l’aumento del numero dei lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale, anche attraverso attività programmate di lettura comune». Tra le iniziative, la valorizzazione delle biblioteche comunali, che grazie all’erogazione di fondi sono state in grado di aggiornare il proprio catalogo, acquistando pubblicazioni recenti nelle librerie del proprio territorio. Un doppio vantaggio dunque per librai e biblioteche. Sempre nelle disposizioni, si evidenzia l’istituzione di un Fondo “Carta della Cultura” per combattere la povertà educativa e culturale e la qualifica di “Librerie di qualità”, un vero e proprio albo al quale possono accedere librerie che «assicurano un servizio innovativo e caratterizzato da continuità, diversificazione dell’offerta libraria e realizzazione di iniziative di promozione culturale nel territorio». Per quanto riguarda invece un importante ambito di promozione della lettura come la scuola, la legge afferma quanto segue: «Le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, promuovono la lettura come momento qualificante del percorso didattico ed educativo degli studenti e quale strumento di base per l’esercizio del diritto all’istruzione e alla cultura nell’ambito della società della conoscenza». Un passo significativo per il nostro Paese, il cui mercato librario si regge sui pochi lettori forti, e che ha dunque bisogno di un piano ampio e a lungo termine, che guardi ai lettori del futuro.

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