Tg “copia e incolla”: “remake” sui risultati delle regionali. Cambio della guardia al Tg4

I risultati delle regionali in Sardegna, la vittoria del centrodestra e la crisi dell’M5S conquistano l’attenzione dei Tg nella prima parte della settimana. Le primarie del Pd compaiono 5 volte nei titoli. Attenzione anche al mancato accordo tra Trump e Kim Jong Hun. L’analisi dal 25 al 1 marzo dell’Osservatorio Tg Eurispes.

La vittoria della coalizione del centrodestra alle regionali in Sardegna produce lunedì edizioni in “carta carbone” rispetto a quelle che avevano seguito il voto in Abruzzo. Tg5 ripropone, come due settimane fa, il giudizio degli editorialisti della carta stampata, con il commento di Alessandro Barbano (Il Foglio), Ugo Magri (La Stampa) e dell’immancabile Sallusti, che decreta nuovamente la fine di questa maggioranza, esortando “qualcuno” a prenderne atto. Tra le analisi del voto, solo Tg La7 osserva fin dai titoli che, se la coalizione di Solinas stravince, la Lega non sfonda, mentre è lo “sconfitto” Partito Democratico ad affermarsi come prima forza politica della Regione.

Anche il tracollo dei Cinque Stelle, dato ineludibile di queste elezioni, vede le testate proporre letture affini a quelle avanzate dopo il voto abruzzese, con i Tg Mediaset che rilanciano le molte dichiarazioni delle opposizioni (con Berlusconi questa settimana meno presente), mentre le testate Rai in quota Governo ‒ Tg1 e Tg2 ‒ ne minimizzano l’impatto sulla maggioranza. La “svolta interna” al Movimento spicca martedì in apertura per Tg3, Tg5 e Tg La7, mentre è il secondo titolo per il Tg1. Complessivamente, la copertura della testata di Giuseppe Carboni è apparsa sbrigativa, volta più che altro a ribadire la leadership di Di Maio. A porre l’accento sulle trasformazioni che attendono il Movimento è il Tg5, che sempre martedì dedica la copertina a quello che definisce il “cambio di pelle” per i Cinque Stelle che, se vogliono competere a livello di amministrazione locale, dovranno adottare la forma e le dinamiche di un partito.

Per il resto, le testate seguono il tira e molla all’interno della maggioranza rispetto alle misure bandiera, riproponendo anche questa settimana le medesime posizioni. Coperture “moderate” per il voto al Senato su reddito di cittadinanza e quota 100, che ha visto accese schermaglie con le opposizioni. Nella serata di venerdì ricompare il braccio di ferro sulla Tav, col riemergere dell’ipotesi di una “mini tav” che, però, rilanciata in mattinata, perde proseliti già dal primo pomeriggio. Esplicito il commento di Mentana, che a fine servizio parla del tentativo di soddisfare l’elettorato di entrambe le anime della maggioranza in vista delle europee, con l’obiettivo di affrontare il destino della Tav solamente dopo il voto. Le schermaglie sulle autonomie, ma anche gli intoppi sulla legittima difesa, hanno ampio spazio giovedì (7 titoli), ed offrono ai Tg Mediaset l’occasione per rimarcare gli strappi nella maggioranza. L’attenzione di Tg La7 si concentra invece sul contrasto tra Salvini e la Magistratura, in un contesto che vede, entro marzo, il passaggio alle Camere della legge per la legittima difesa.

Discreta per l’intera settimana l’attenzione alle primarie del Partito Democratico, anche se l’appuntamento compare nei titoli solo 5 volte: 2 su Tg La7, e 1 su Tg3, Tg1 e Tg5. Quest’ultimo sceglie la formula dell’ “ospite in diretta” per i 3 contendenti (nell’ordine, Giachetti, Martina e Zingaretti). Forse non casuale la minore presenza su Tg2 che, per converso, è la testata più “attenta” alle vicende giudiziarie dei genitori di Renzi: titoli giovedì e venerdì. Anche Mentana lunedì vi dedica un titolo.

Tg2 e la “gabbia dell’Euro”. Sovranismo e complottismo

Il Tg2 ha prodotto in settimana numerose coperture che rimarcano la linea editoriale impressa dal Direttore Sangiuliano. Tra queste, da segnalare il servizio su uno studio tedesco prodotto dal Centrum fur Europaiske Politic, dedicato ai “vincitori” e gli “sconfitti” dell’Euro, a 20 anni dalla sua nascita. Da questo studio emerge che l’Italia sarebbe il Paese più danneggiato dalla moneta unica. Il servizio, accompagnato da espressioni quali “gabbia dell’Euro”, ha sollevato una certa attenzione da parte di alcune testate a stampa. È il caso di Repubblica, che ha parlato di “sovranismo” in salsa Tg, e di messaggi subliminali. A nostro giudizio, nel caso del citato servizio, questa critica appare eccessiva, in quanto esso ha riproposto in forma sostanzialmente corretta i contenuti della ricerca.

Resta chiaro, comunque, che Tg2 presenta una linea editoriale estremamente “vicina” alla Lega, soprattutto sui temi della sicurezza ed dell’immigrazione. Venerdì sera è infatti la sola testata a riportare i dati sul crollo degli sbarchi nel nostro Paese: solo 262 arrivi nei primi due mesi del 2019, anche se non bisogna escludere l’esistenza di “sbarchi fantasma”, mentre nella stessa serata non viene fatta menzione dello scontro interno al Partito Popolare Europeo, che vede diverse delegazioni nazionali chiedere l’espulsione di Viktor Orban per le sue posizione xenofobe (titolo per Tg La7): evidentemente, parlare dei problemi in casa Visegrad non conviene. In compenso, la testata di Sangiuliano ci fa sapere venerdì quanto sia sostenuta la crescita dell’America di Trump.

Allargando la prospettiva della nostra analisi fino a sabato, ritroviamo su Tg2 un altro titolo dedicato agli interventi di Trump che “infiammano” l’assemblea dei conservatori USA. Singolare che il servizio tratti invece della visita in America di Giorgia Meloni (non menzionata nel titolo), intervenuta allo stesso meeting del Presidente. Riguardo, invece, la manifestazione di Milano contro il razzismo (in apertura per Tg3 e Tg4, titolo per gli altri), questa figura a partire da metà edizione, preceduta comunque dalle coperture alle proteste dei gilet gialli.

Tg La7 è la sola testata a ritornare sulle parole del ministro Tria, che mercoledì aveva affermato che nel 2014 l’allora ministro Saccommani sarebbe stato “ricattato” dalla Germania perché accettasse il bail-in. Mentana giovedì dedica un titolo alla replica di Saccomanni, che nega qualsiasi ipotesi di ricatto, e segnala che simili letture alimentano le vecchie teorie di un “complotto” ai danni dell’Italia, tanto care ai partiti avversi all’Europa.

Cambio della guardia al Tg4. Il destino dei “progressisti in trasferta”

Da segnalare che Gerardo Greco non è più il direttore del Tg4, sostituito in settimana dalla precedente direttrice, Rosanna Ragusa. Il giornalista proveniente dalla Rai, considerato lo strumento di una svolta “anti-populista” di Rete 4, per circa 6 mesi aveva cercato di sperimentare nuovi format ed un nuovo stile nell’informazione, per altro con scarsi risultati di audience. La sua breve parabola ci ha ricordato l’ancor più breve esperimento di Cecchi Paone nel 2016, andato incontro ad un analogo destino. Ora, a Rete 4 fa il suo ritorno in pompa magna Paolo Del Debbio, che dal 7 marzo ritornerà a condurre il talk del giovedì. Ricordiamo che sia Del Debbio che un altro direttore del Tg4, Mario Giordano, erano stati marginalizzati da Mediaset la scorsa primavera nel tentativo di de-salvinizzare la rete, dopo la sconfitta di Forza Italia alle elezioni del 4 marzo. Ora il leader della Lega “si riprende” la testata storicamente più amica.

Vertice di Hanoi, Brexit che sfuma ed il ritorno della Catalogna

Sul vertice di Hanoi, che ha visto Presidente Trump ed il dittatore Kim Jong Hun stringersi di nuovo la mano ma, nei fatti, non raggiungere alcun accordo sulla de-nuclearizzazione della Corea del Nord, ampie le coperture (8 i titoli), con letture che si dividono tra fortemente negative e aperturiste sull’operato del Presidente americano. Tra queste ultime spicca (non ci sorprende) quella del Tg2, per il quale “Trump è stato abile” nel rifiutare un accordo che non avrebbe assicurato agli States forme di controllo sull’attività della Nord-Corea.

Gli ulteriori sviluppi sulla Brexit, con i tentativi di posticiparne l’entrata in vigore, e addirittura la proposta di un nuovo referendum, sono ampiamente ripresi soprattutto Tg3 e Tg La7. Sempre Tg La7 è il solo a titolare mercoledì sull’intervento di Rahoy, testimone nel processo contro i leader dell’indipendentismo catalano.

Sottotono, nel complesso, l’attenzione al Venezuela, se si escludono alcuni approfondimenti da parte di Tg3 e Tg2.

Notizie consolanti …

Da segnalare che il Tg3 tenta, anche questa settimana, di tener sù lo spirito pubblico, proseguendo nella proposta di servizi ed approfondimenti su ciò che funziona nel Bel Paese. É il caso di ulteriori segnalazioni (un titolo e 5 servizi) su eccellenze del Sistema Sanitario Nazionale; coperture interessanti, ma non in grado di oscurare i tanti casi di malasanità ed il precariato che assale anche il mondo della salute.

 

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