Economia

Zone Economiche Speciali. Italia prima, chance per il Mediterraneo

983

Le Zone Economiche Speciali sono finalmente partite. Nei giorni scorsi sono stati scelti i rappresentanti della Presidenza del Consiglio e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel Comitato di indirizzo della ZES Campania, completando il novero dei componenti della relativa struttura di governance, ed è così la prima volta che questo efficace strumento di accelerazione economica viene concretamente adottato in Italia. Il nostro Paese è il primo fra gli Stati fondatori dell’Europa comunitaria ed il primo Stato dell’Europa occidentale ad avere varato una normativa dedicata alle ZES. È stato il decreto Legge n. 91/2017, convertito nella legge 123 del 2017, a prevedere, limitatamente al Mezzogiorno, le ZES che, per la maggiore capacità di catalizzare investimenti diretti esteri grazie alla concessione di agevolazioni fiscali, finanziarie, amministrative ed infrastrutturali, si sono rivelate nel mondo più attrattive ed efficaci rispetto al modello classico di zona franca doganale.

Ma ci sono anche alcune ombre, fra le norme approvate, che sarebbe bene eliminare. Infatti, il modello italiano delle ZES, differentemente da quanto è avvenuto ed avviene all’estero, non introduce regimi agevolativi nuovi e concreti ma utilizza strumenti nazionali e regionali già esistenti, come il credito d’imposta che, tuttavia, non assume il ruolo di fondamentale “attrattore” di capitali. Un altro aspetto migliorabile è senz’altro quello della governance delle ZES, rispetto al quale bisognerebbe prediligere best practices internazionali vincenti riguardanti modelli gestionali monostrutturati ed agili, in luogo di un assetto istituzionale troppo composito e con procedure troppo complesse, lontano dalle aspettative dei soggetti economici destinatari degli incentivi. Inoltre, considerato che rispetto ai benefici di carattere fiscale necessariamente limitati nel tempo, il fattore agevolativo ed incentivante di natura permanente (e per questo di maggiore appeal nei confronti degli investitori) consiste nelle semplificazioni amministrative, è censurabile il ritardo nell’emanazione del previsto decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri contenente i criteri per la realizzazione di tali semplificazioni, che devono essere considerati dalle Regioni nella redazione dei rispettivi Piani di Sviluppo Strategico (che per analogia varrà anche per le Zone Logistiche Semplificate).

La semplificazione delle procedure è, infatti, la preferenza principale degli imprenditori, a livello nazionale e internazionale, più importante ancora delle agevolazioni di carattere fiscale. Per un confronto di tipo comparativo, a tale riguardo, il 4 ottobre scorso si è svolta a Biserta (Tunisia), per i 25 anni di attività della PAEB Bizerta Free Zone, la Conferenza Internazionale intitolata “Les Zone Franches. Vecteur de Croissance Economique”, in occasione della quale, in qualità di Segretario Generale e Membro dell’Executive Board della Federazione Mondiale della Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali (FEMOZA), ho pronunciato il mio discorso dedicato al tema delle Zone Franche e delle Zone Economiche Speciali, per un nuovo modello di sviluppo Euromediterraneo. La PAEB Bizerta Free Zone, è la più importante Zona Franca/ZES della Tunisia ed una delle principali della sponda Sud del Mediterraneo: nel suo perimetro circa il 70% degli investitori presenti è italiano, e gli insediamenti imprenditoriali annoverano i settori della nautica, aeronautica, cosmetica, informatica, componentistica metallurgica, farmaceutica, agroalimentare, tessile, fino alla componentistica plastica, automotive e servizi connessi, meccanica ed elettronica.

Uno dei fattori centrali di attrazione degli investimenti nella free zone tunisina è proprio la semplificazione, sia nel settore delle procedure amministrative, sia in quelle di carattere doganale, a cui si aggiungono, gratuitamente, l’assistenza permanente multidisciplinare nel disbrigo delle formalità per la costituzione delle società, l’assistenza tecnica durante e dopo l’implementazione dei progetti di creazione delle imprese, il supporto agli investitori e il monitoraggio dei progetti; infine, la presenza di una mano d’opera qualificata. Il Mediterraneo chiede a gran voce un nuovo “rinascimento” economico e nel mio intervento, fra l’altro, ho proposto un nuovo modello euromediterraneo di sviluppo economico incentrato, oltre che sulle zone franche doganali, su ZES e ZLS anche nella loro ulteriore possibile funzione che ho denominato di “Laboratori Istituzionali di Politiche Innovative”, in cui nuovi approcci economici environmental-ethical oriented abbiano il loro ruolo e che possano costituire il luogo deputato dove realizzare una concertazione fra politica e mercato. L’attenzione mondiale su questo eccezionale strumento di accelerazione dello sviluppo economico è molto forte in questo momento e il prossimo 26 ottobre si svolgerà a Ginevra, nell’ambito del World Economic Forum, un’importante Tavola Rotonda dedicata alle Zone Economiche Speciali, intitolata “Special Economic Zones: Challenges and Opportunities, organizzata da FEMOZA e da UNCTAD, alla quale parteciperanno rappresentanti istituzionali e stakeholders provenienti da tutto il mondo. Per l’Italia, è questo l’appuntamento giusto per lanciare un nuovo modello di sviluppo economico Euromediterraneo, esercitando un ruolo chiave, col nostro modello delle ZES e la novità delle ZLS. A patto di eliminare le ombre di cui sopra, puntando su una coraggiosa deburocratizzazione e sulle agevolazioni infrastrutturali piuttosto che soltanto su quelle fiscali (di per sé non sine die). Ci può essere un “New Deal Euromediterraneo” targato Italia, non lasciamoci sfuggire l’occasione.

Ultime notizie
Osservatori

Gioco legale e dipendenze: la Regione Puglia “ci ripensa”

Gioco legale e dipendenze: l'esempio virtuoso della Puglia. La Regione “ci ripensa”. Lo scorso 5 giugno, sono state approvate le modifiche al testo della legge n.43/2013. La “distanza minima” degli esercizi di gioco dai luoghi sensibili, è passata da 500 a 250 metri.
di Chiara Sambaldi e Andrea Strata
Cultura

Il box office italiano, orfano di Zalone, langue. Salvo grazie ad Avengers e Freddy Mercury

Cinema: stagione verso la chiusura. Mercato povero alla costante ricerca del film campione d'incassi: i successi sono stati tutti Made in Usa, box office salvo grazie a Avengers e Freddy Mercury. Il bilancio
di Raffaella Saso
International

Perché il sindacato in Russia è un simulacro? Un appello ai sindacati italiani

Nel 1989 nasce a Mosca un sindacato autonomo dal Partito comunista, l'Unione dei sindacati di Russia Sozprof, che è stato popolarissimo prima in Urss e poi nella Russia post-sovietica. Il fondatore Serghej Kramov, spiega alcune peculiarità del sindacato nella società russa contemporanea, e lancia un appello ai sindacati italiani.
di Serghej Kramov
Il punto

Cambiamenti climatici: “Stay conscious, stay worried”

Siamo a metà giugno e le temperature si sono finalmente decise a comportarsi come si conviene alla tarda primavera. Certo, in pochi...
di Alberto Mattiacci
Criminalità e contrasto

Sicurezza e legalità, Del Sette: “Quanto fatto non è sufficiente. Servono leggi, poche ma ben fatte.”

Legalità e sicurezza: due concetti diversi ma necessariamente connessi; due obiettivi il cui perseguimento è una priorità in ogni società civile. Ma quali sono gli ostacoli per il loro conseguimento? La riflessione del Generale Tullio Del Sette, Presidente dell'Osservatorio sulla Sicurezza dell'Eurispes.
di Tullio Del Sette
Intrattenimento

La tv va in vacanza. Rai, Mediaset, La7 e “le altre”: tutto già visto, o quasi. Il bilancio della stagione

Stop ai palinsesti, via alle repliche. In tv parte l'”interregno” del vuoto cosmico, quattro mesi di vacanza per il piccolo schermo. Qual è il bilancio della stagione appena conclusa? Tutto, o quasi, già visto; si punta sul cavalli già rodati, zero sperimentazione. A parte qualche rara eccezione.
di Raffaella Saso
Cultura

Università, Puglisi: “Evitiamo la fiera delle telematiche”

Le università private potrebbero diventare società di capitali. A questo tema, l'Eurispes ha dedicato una ricerca. E recentemente il Consiglio di Stato si è espresso in merito emettendo un parere. Quali sono le prospettive e quali sono le criticità? Ne parliamo con il Prof. Giovanni Puglisi, Rettore dell'Università degli Studi di Enna “Kore”, componente del Consiglio Universitario Nazionale.
di Valentina Renzopaoli
agricoltura

Cannabis light, stop della Cassazione. Cosa c’è da sapere sulla pianta tabù

Stop al commercio di foglie, resina, oli e inflorescenze di cannabis sativa, ovvero di marijuana light: la recente pronuncia della Corte di Cassazione a Sessioni Unite riporta di fatto alla situazione iniziale di vuoto normativo che la legge 242/2016 non è riuscita a colmare. La Cannabis crea sempre molto scalpore e confusione. Ecco cosa c'è da sapere.
di Matteo Bruno Ricozzi
Economia

Porto di Taranto, il Commissario Prete: “Sviluppare infrastrutture e logistica per la ripresa del traffico”

Il Mediterraneo riveste un ruolo chiave negli scambi commerciali globali. Negli ultimi venti anni è cresciuto del 500% il traffico di container nel Mare Nostrum. Ci soffermiamo sulla situazione di Taranto, con Sergio Prete, Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ionio e Commissario Straordinario del Porto di Taranto.
di Elisabetta Bergamaschi
Informazione

Europee 2019, la rilevanza del “cretino” ai tempi di Facebook

Le ultime tornate elettorali hanno visto apparire infatti un nuovo fenomeno: l’interferenza decisiva di Facebook e degli altri social nelle campagne elettorali. Quali sono le conseguenze sul piano democratico?
di Paolo Celot