AfCTA un anno dopo: il continente africano guarda al modello Ue per il libero mercato

AFCTA

L’African Free Continental Continental Trade Area (AfCTA) è un accordo commerciale firmato e ratificato dalla maggior parte dei paesi africani. L’accordo prevede tra gli Stati firmatari l’abbattimento dei dazi doganali e la semplificazione degli aspetti burocratico-amministrativi al fine di implementare la libera circolazione delle merci in tutto il continente, creando la più ampia zona di libero scambio al mondo.

La genesi dell’accordo

Nel 2012 l’assemblea dell’Unione Africa (UA) ha votato favorevolmente l’istituzione dell’AfCTA. In seguito, si sono tenuti dieci incontri programmatici guidati dall’UA che hanno definito il perimetro e le specifiche di un accordo commerciale complesso quanto ambizioso. L’AfCTA è stato in seguito progressivamente siglato dai vari paesi a partire dal 2018, mentre l’unico paese del continente a non avere aderito al trattato commerciale è l’Eritrea. Il trattato economico è infine entrato in vigore nel gennaio 2021. Nell’AfCTA, fin dalla sua prima redazione, è stato ritenuto prioritario lo sviluppo di sette fattori: una policy commerciale largamente condivisa a livello continentale; il miglioramento delle infrastrutture del continente; la semplificazione degli aspetti burocratico-amministrativi; la predisposizione di strumenti finanziari ad hoc; la diffusione di informazioni corrette e strutturate circa l’accordo; l’incremento del livello di integrazione commerciale continentale; la crescita della produttività di molteplici settori.

Benefici e limiti dell’AfCTA

Secondo le stime dell’UA e della Banca Africa per lo Sviluppo, l’AfCTA potrebbe comportare nei prossimi anni una crescita potenziale del 52% del commercio intrafricano ed un incremento del 19% dell’export verso paesi non africani. La completa implementazione dell’accordo commerciale comporterebbe una riduzione del 90% dei dazi e delle tariffe doganali. Tali cifre evidenziano quello che è il principale obiettivo del trattato commerciale, ovvero stimolare gli scambi commerciali di un continente in cui molti paesi dipendono dall’import extra-africano. L’ambizione dell’AfCTA è di aumentare il livello di competitività delle economie africane sia a livello interno che globale.  Secondo quanto riportato dalla Banca Africana per l’import-export (Afreximbank), nel 1970 il contributo africano al commercio globale era pari al 4,3%, dato che si è ridotto al 2,9% nel 2019. Se da un lato questo dato può essere letto alla luce dei cambiamenti strutturali dell’economia globale e globalizzata del XXI secolo, dall’altro evidenziano un sempre più ridotto impatto del continente africano sulla scena economica mondiale.

L’ambizione dell’AfCTA è di aumentare il livello di competitività delle economie africane sia a livello interno che globale

In quest’ottica, e in potenza, l’AfCTA potrebbe costituire uno dei pilastri per il rilancio del continente africano e di alcune delle potenze economiche che ne fanno parte (Nigeria, Sudafrica, Marocco, Etiopia). Tuttavia, ad oggi l’implementazione dell’accordo commerciale risulta ostacolata da almeno due elementi. Il primo è di carattere politico, ovvero non tutti i paesi firmatari hanno in seguito ratificato l’accordo a livello nazionale. Tra questi ci sono il Sudan, il Mozambico, la Liba il Botswana, il Sud Sudan, il Madagascar, il Benin e la Liberia. Il secondo elemento che rende difficoltosa l’attuazione dell’AfCTA sono le carenze infrastrutturali del continente, tra cui si evidenziano la penuria di trasporti ferroviari o su gomma e la scarsa affidabilità delle infrastrutture energetiche, amplificata dalla pandemia da Covid-19 prima e dal conflitto tra Ucraina e Russia poi.

Tuttavia, al netto delle difficoltà e dei limiti citati, l’AfCTA è da considerarsi oggi, a tutti gli effetti, un accordo operativo. Una prima e ponderata valutazione degli effetti del trattato commerciale sull’economia continentale dei singoli Stati potrà essere operata, al netto di ulteriori shock economici, al termine del 2023. Ad oggi, si registra un incremento del commercio intrafricano soprattutto per quanto concerne quei prodotti che presentano i maggiori margini di crescita in termini di produttività, ovvero la produzione minerale, di macchinari industriali e di prodotti alimentari. Un ulteriore dinamica riconducibile all’implementazione dell’AfCTA è la progressiva crescita del peso economico delle piccole e medie imprese e delle start-up tecnologiche. Grazie all’accordo commerciale sono stati definiti standard normativi e qualitativi omogenei nei paesi firmatari e pertanto le piccole imprese risultano oggi agevolate nello sviluppo del proprio business anche in altri paesi del continente.

Un’opportunità per i paesi europei

Se uno dei principali obiettivi dell’accordo commerciale è quello di sviluppare il commercio intrafricano, ciò non significa che l’AfCTA rappresenti un ostacolo per il miglioramento dei rapporti commerciali con attori non africani. L’accordo commerciale continentale, difatti, potrebbe essere un elemento in grado di accelerare il processo di ridefinizione della cooperazione commerciale tra l’Unione europea e l’Africa. La vicinanza geografica tra i due continenti, i legami storici, la fluidità del contesto geopolitico globale e in ultimo l’AfCTA hanno riacceso l’interesse europeo per la definizione di accordi commerciali con i partner africani. L’integrazione regionale e le trasformazioni strutturali e infrastrutturali in corso nel continente africano rappresentano per l’Ue un’opportunità di rilancio delle relazioni tra i due continenti, sia da un punto di vista politico, sia dal punto di vista commerciale.

L’AfCTA ha come modello gli accordi in vigore in Ue, creando un ambiente favorevole per le imprese europee

Gli accordi bilaterali fra Stati e quelli tra l’Ue e i singoli partner africani hanno da sempre riguardato lo sviluppo di legami economici e politici, senza tuttavia ritenere centrale l’armonizzazione di alcuni aspetti del quadro normativo. L’AfCTA, invece, ha come modello gli accordi in vigore nell’ambito dell’Ue, elemento questo che descrive un ambiente potenzialmente favorevole per le imprese europee, incrementandone la competitività nel mercato africano. In una fase di medio periodo in cui le potenze globali (Stati Uniti, Cina, Russia, India e i Paesi del Golfo) hanno contribuito a ridurre il valore dei legami tra i continenti africano ed europeo, l’AfCTA apre per l’Ue e per i singoli paesi europei un’importante finestra per la definizione di accordi equi e di mutuo vantaggio. Le similitudini tra l’accordo commerciale africano e il suo antenato europeo conferiscono quindi all’Europa il ruolo di garante affinché l’AfCTA sviluppi a pieno il suo potenziale economico, sociale e politico.

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