Osservatorio TG

Caso Siri “archiviato”. Irrompe la “tangentopoli lombarda”

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Caso Siri 30 volte nei titoli dei Tg tra lunedi e martedi, poi “archiviato; irrompe la “tangentopoli lombarda”; il Presidente Mattarella rivendica i meriti dell’Europa a due settimane dal voto; il “fascismo del terzo millennio” conquista il suo spazio mediatico con gli episodi di Casal Bruciato e del Salone del libro di Torino. L’analisi dell’Osservatorio Tg dell’Eurispes dal 6 al 10 maggio.

A due settimane dal voto europeo, le aperture del primetime sono andate, ancora una volta, in buona parte, ai conflitti interni alla maggioranza. La vicenda della revoca di Siri è stata presente 30 volte nei titoli, concentrati tra lunedì e mercoledì. Per i Tg Mediaset e La7, la Lega “incassa e contrattacca”, aprendo un nuovo fronte polemico con l’alleato di Governo su migranti e lotta alla droga; in particolare, su questo secondo tema Salvini minaccia di «essere pronto a far cadere il Governo». Più tranquillizzanti Tg1 e Tg2, che parlano di “confronto”; l’ammiraglia Rai giovedì rilancia in apertura le dichiarazioni di Conte: «Avanti senza polemiche».

La “nuova tangentopoli lombarda” ‒ così battezzata martedì nei titoli di Tg3 e Tg La7 ‒ con i suoi 43 arresti tra politici ed imprenditori (tra cui tre esponenti di Forza Italia) è martedì in apertura per 5 testate. Studio Aperto e Tg5 riportano la notizia, forse un po’ a malincuore, ma correttamente. Tg4 fa “di tutto” per glissare, non sulla notizia, ma sull’appartenenza politica degli indagati, rintracciabile solo a metà del servizio. Tg2 riporta l’attenzione alle evoluzioni dell’inchiesta in Umbria per i concorsi truccati sulla sanità che hanno colpito i vertici regionali dei democratici. Buone coperture, martedì, anche per le indagini che coinvolgono esponenti Pd e Forza Italia della politica calabrese.

Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che, assieme ad altri 20 Capi di Stato europei, ha lanciato un non convenzionale appello al voto, rivendicando i meriti dell’Unione, e presentandola come «La migliore idea che abbiamo mai avuto», sono riprese in 5 titoli, ed in apertura per Tg1.

Nonostante le dichiarazioni di Mattarella, i temi dell’Europa sono sostanzialmente assenti dalle scalette, con l’eccezione delle coperture del Tg3 e di alcuni servizi di Tg2. L’attenzione generale si concentra infatti sull’impatto che il voto potrà avere sugli equilibri tra le forze politiche, indagati dai due sondaggi proposti in settimana da Tg La7. Su questa linea ha ribattuto il leader di Forza Italia, Berlusconi, intervistato venerdì da Tg5 e nel complesso assai ripreso, soprattutto dai Mediaset e Tg2: 10 presenze nei titoli e numerosi interventi registrati.

L’agguato di Napoli: la politica e l’informazione strette attorno Noemi
L’agguato di camorra a Napoli, con il ferimento della piccola Noemi, si ripropone da lunedì sulle scalette di primetime: aperture per Tg4 e Tg5, e raccoglie complessivamente 17 titoli. Tg5 propone una copertina dedicata alle violenze mafiose ed ai bambini che spesso ne sono vittime. Venerdì, sul risveglio di Noemi, aperture per i Tg Mediaset e Tg2.

Insulti e “libertà d’espressione”: tra Casal Bruciato e Torino in onda il “fascismo del terzo millennio”
Le proteste nella periferia romana di Casal Bruciato, per un’altra casa popolare assegnata ad una famiglia rom, sono state centrali in settimana e hanno ricevuto 10 titoli. Gli insulti, le minacce e le sobillazioni dei fascisti di Casapound, gli attacchi alla famiglia, ma anche alla Sindaca Raggi, e l’intervento del Papa (apertura per Tg3), che giovedì ha ricevuto la famiglia rom, scandiscono le tappe di una crisi che coniuga marginalità, ignoranza e discriminazione razzista. I diversi Tg propongono cronache alquanto simili tra loro. Da segnalare il Tg3 che, attraverso un’intervista, ci presenta un “padre di famiglia rom” simile a tanti altri cittadini delle periferie della capitale.

Trascinato anche dall’attivismo dei neofascisti romani, l’altra provocazione di Casapound con la presenza della casa editrice neofascista (che edita un libro intervista a Salvini) al Salone del Libro di Torino, è trasversalmente presente su molti Tg per tutta la settimana. Le cronaca e i commenti vedono, ai due “estremi”, schierarsi Tg3 che riprende ampiamente le posizioni critiche dell’Anpi e di diversi ospiti ed editori, e dall’altra il Tg2 che da lunedì ingaggia una strenua difesa della presenza della Altaforte al Salone del Libro, o, sarebbe meglio dire, del Vicepresidente Salvini, che in qualche misura è chiamato in causa in questa polemica.

Il ritorno degli sbarchi sui Tg. Libia e Medioriente, continua l’attenzione ad “intermittenza”
Il naufragio nelle acque tunisine, con il bilancio di 70 dispersi, e lo sbarco a Lampedusa della nave Ong Mare Jonio, riportano il fenomeno migratorio sulle scalette dei Tg: titoli venerdì per tutti, con Tg La7 che riprende in apertura la soddisfazione del Ministro dell’Interno per il blocco della «nave dei centri sociali«, e annuncia maggiore impegno per i rimpatri. La situazione libica resta, questa settimana, quasi dimenticata, con servizi solo da parte di Tg La7 e Tg2; la prima documenta le manovre di Serraj per non essere abbandonato a livello internazionale, mentre l’altra dà voce alle proteste degli abitanti di Tripoli.

Quasi scomparso dai titoli il Venezuela, con eccezione del Tg2 e del Tg3 che presentano interviste ed interessanti approfondimenti.

Europa e crescita: questioni di decimali. La guerra dei Dazi rievoca lo spettro dello spread
Le nuove previsioni economiche di Bruxelles, che martedì tagliano ulteriormente le stime di crescita per il nostro Paese, sono riprese da tutte le testate, con Tg5 che vi dedica un’allarmata apertura, mentre i Tg Rai ripropongono le dichiarazioni rassicuranti di Tria che parla di “dati vecchi” e “valutazioni politiche”.

La nuova guerra di dazi tra Usa e Cina, il cui annuncio da parte di Trump aveva già lunedì affossato le borse europee, venerdì torna in primo piano con 5 titoli. Sia Tg5 che Tg2 segnalano, mercoledì, la crescita dell’indice di gradimento di Trump, indicando nella politica economica del Presidente americano uno dei motivi del suo successo.

Il Royal Baby: tra favola e business
La nascita di Archie Harrison Mountbatten-Windsor, ultimogenito della casata inglese e nuovo “Royal baby” della monarchia britannica spopola sui tg nostrani, raccogliendo in settimana 11 titoli e numerosi servizi. Davanti all’ottavo nipote della Regina Elisabetta II, Mediaset rispolvera la sua predilezione, proponendo coperture che spaziano dalle quotazioni dei bookmakers sul nome del nascituro, alla sua eventuale “assonanza” con i nomi dei gatti di Meghan. Anche Tg La7, in qualche misura, si lascia contagiare dal fenomeno “Royal Baby”; titolo lunedì e servizio che analizza l’impatto dell’ultimo nascituro sull’economia inglese in termini di gadget e merchandising, stimato in più di un miliardo di sterline.

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