HomeIstituzioniPNRR Scuola: una leva strategica contro la dispersione scolastica

PNRR Scuola: una leva strategica contro la dispersione scolastica

di
Marialuisa Pinna*

La pandemia ha innescato una crisi che ha travolto la “grammatica della scuola” e la sua configurazione tradizionale, mettendo in luce una refrattarietà al cambiamento. Il periodo pandemico ha, però, mostrato il futuro possibile per la scuola, aprendo nuove strade alla sperimentazione. L’accelerazione digitale, i nuovi fenomeni della “piattaformizzazione” dell’istruzione, lo sbilanciamento verso la learnification, sono diventati gli ingredienti fondamentali e irrinunciabili dell’attuale politica scolastica a livello globale. Componenti, queste, rintracciabili nei più importanti documenti delle organizzazioni internazionali (Ocse, Unesco, Ue) che prospettano scenari futuri in cui la tecnologia e l’educazione digitale detengono un peso fondamentale e rappresentano la forza motrice del cambiamento e dell’innovazione.

Il PNRR a scuola: progettare il futuro

In Italia il PNRR è stato un documento strategico per comprendere l’immagine della scuola del futuro e dei progetti di modernizzazione ad essa dedicati. L’impianto del PNRR si fonda su un preciso indirizzo: in particolare, gli investimenti del Piano Scuola 4.0 mirano ad accelerare la transizione digitale delle scuole italiane, rendendo le loro strutture ambienti tecnologicamente avanzati e flessibili e promuovendo una formazione dei docenti fortemente orientata allo sviluppo delle abilità e competenze digitali. L’orizzonte tecnologico appare, invece, meno pervasivo nell’investimento 1.4 della Missione 4, dedicato alla riduzione delle disuguaglianze educative e alla lotta alla dispersione scolastica.

Affinché gli obiettivi previsti nel PNRR possano essere raggiunti, si punta fortemente sulla scuola-rete, con connessioni capillari e ramificate sia con le altre scuole sia con la comunità educante, con le Istituzioni territoriali e gli enti del Terzo settore, attraverso processi di co-progettazione e co-programmazione.

Disuguaglianze educative e contrasto alla dispersione scolastica

Per quanto riguarda la condizione del Sud, caratterizzata da un ritardo strutturale nei livelli d’istruzione, il PNRR non fa che confermare il Mezzogiorno come l’area dello svantaggio e della povertà educativi. Per porre rimedio al suo deficit qualitativo e quantitativo, il Piano introduce un meccanismo compensatorio, attraverso lo stanziamento di almeno il 40% delle risorse alle scuole del Sud, al fine di sostenere le aree più colpite dai divari territoriali nel colmare il profondo gap nelle performance scolastiche e nell’efficacia delle politiche educative. Nell’ambito del più articolato programma per la gestione dei fondi del PNRR, il Dm 170/2022 del MIM ha individuato 3.198 istituzioni scolastiche beneficiarie di finanziamento per la promozione di un’educazione inclusiva e di qualità per tutti gli studenti. Nel decreto si dispone che «al fine di garantire la realizzazione di azioni di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica […] le risorse pari a € 500.000.000 sono ripartite su base regionale».

La Campania e Napoli in cima alla classifica dei finanziamenti

Le regioni che hanno ottenuto i finanziamenti più consistenti in termini di valori assoluti sono state la Campania (oltre 79 milioni di euro nel 2022 e oltre 93 milioni di euro nel 2024), la Sicilia (circa 74,5 milioni di euro nel 2022 e 79,5 milioni di euro nel 2024) e la Lombardia, che ha visto raddoppiare, tra il 2022 e il 2024, l’entità degli importi, passati da oltre 57,5 milioni di euro a 102,5 milioni di euro e facendo registrare un aumento del 77,8%. Le regioni che hanno ottenuto il maggiore incremento dei finanziamenti nello stesso periodo sono state: Trentino Alto Adige (+219,3%), Friuli Venezia Giulia (+130,1%), Marche (+122,6%), Veneto (+95,8%), seguite da Abruzzo (+87,9%), Lazio (+87,5%), Piemonte (+77,8%). Una sola regione, la Valle d’Aosta, ha ottenuto, nella seconda tranche di finanziamento del 2024 un importo minore rispetto a quella del 2022 (-44,2%). A livello provinciale nel 2024 Napoli occupa il primo posto (oltre 52,5 milioni di euro), seguita da Roma (43,1 milioni), Milano (30,4 milioni), Torino (23,3 milioni), Bari (oltre 20 milioni), Catania (17,2 milioni) e Palermo (20,1 milioni).

Per la realizzazione dei propri traguardi il PNRR ha operato una scelta di campo: intervenire sulla fascia di età 12-18 anni, attraverso l’attuazione di interventi di prevenzione secondaria, ossia di sostegno agli studenti a rischio di dispersione, con azioni volte a cogliere i primi segnali di disagio scolastico. Il PNRR rappresenta indubbiamente un investimento senza precedenti per favorire la trasformazione e l’innovazione della scuola dal punto di vista infrastrutturale, curricolare e organizzativo, imprimendo una forte accelerazione nella direzione della tecnologia e del digitale, della misurabilità degli apprendimenti e delle performance degli studenti. L’adozione di una visione realmente trasformativa e generativa dell’educazione, dovrebbe risiedere nella capacità di offrire gli strumenti per rispondere alla necessità esistenziale di immaginare, progettare e costruire il proprio futuro.

PNRR Scuola nei dati della Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha redatto un Rapporto in cui ha analizzato la gestione dell’intero esercizio 2023, riguardante l’Investimento 1.4 della Missione 4 del PNRR. La linea di investimento prevede una durata temporale di quattro anni ed è diretta al potenziamento delle competenze di base di studenti e studentesse di I e II ciclo e alla riduzione della dispersione scolastica, in un più ampio orizzonte di promozione del successo formativo e dell’inclusione sociale. I target previsti, per il cui raggiungimento è stato finanziato un investimento complessivo di 1,5 miliardi di euro, sono:

  • Obiettivo T3 2025: realizzazione di attività di tutoraggio per almeno 820.000 giovani a rischio di abbandono precoce o che abbiano già abbandonato la scuola.
  • Obiettivo T2 2026: riduzione del divario nel tasso di abbandono scolastico nell’istruzione secondaria, fino al raggiungimento della media Ue del 2019 (10,2%).

Il Dm 170/2022 ha individuato le istituzioni scolastiche beneficiarie del finanziamento (3.198). La Corte dei Conti, dall’analisi relativa alla prima tranche di finanziamento, pari a 500 milioni di euro, rileva che l’attività svolta fino al 31 dicembre 2022 risulta in linea con i milestones e i target programmati.

Alla fine del novembre 2023 il MIM ha fornito alla Corte le informazioni richieste circa il grado di avanzamento delle azioni intraprese, specificando che nell’A.S. 2022/2023 le istituzioni scolastiche beneficiarie del finanziamento hanno avviato l’erogazione dei percorsi formativi previsti per il contrasto alla dispersione scolastica. I percorsi erogati sono stati: 63.480 percorsi di Mentoring e Orientamento, 18.540 percorsi di Potenziamento delle competenze di base, 1.728 percorsi di Orientamento per le famiglie e 5.649 Percorsi formativi e laboratoriali co-curriculari.

Percorsi di mentoring, orientamento e potenziamento delle competenze

Il MIM ha inoltre predisposto un servizio di formazione nazionale dei docenti tutor e dei docenti orientatori, al quale hanno partecipato 68.081 docenti. Nel gennaio 2024 è stata avviata dalla Corte dei Conti un’attività istruttoria al fine di approfondire alcuni punti sulla documentazione fornita dal MIM relativa al livello di attuazione degli interventi. In base ai dati forniti il numero dei partecipanti totali alle attività formative è pari a 346.554, di cui 333.982 studenti e 12.572 famiglie. Il numero di attestati di partecipazione degli studenti, che convalidano la conclusione dei percorsi sono pari 61.765. I percorsi che hanno fatto rilevare la partecipazione più ampia sono quelli di Potenziamento delle competenze di base (162.269 studenti) e di Mentoring e Orientamento (127.628 studenti).

In base ai dati più recenti, emerge che gli studenti coinvolti nei percorsi previsti contro la dispersione scolastica ammontano al 50% dell’obiettivo numerico di 820.000 studenti cui destinare attività di tutoraggio per contrastare l’abbandono precoce o per la reintroduzione nei percorsi formativi in seguito ad abbandono. La Corte dei Conti ha previsto che entro l’inizio dell’A.S. 2024/2025 l’obiettivo complessivo potrebbe essere raggiunto grazie alle misure attuate dal MIM e dalle Istituzioni scolastiche.

Non c’è dubbio che il PNRR Scuola abbia rappresenti uno strumento di intervento senza precedenti per il contrasto della dispersione scolastica e la riduzione delle disuguaglianze educative. Tuttavia, i dati mostrano che la sfida decisiva sarà quella di trasformare concretamente le risorse in progetti di cambiamento duraturi, in grado di restituire alla scuola il ruolo centrale che dovrebbe avere nella costruzione del futuro delle nuove generazioni.

*Marialuisa Pinna, ricercatrice dell’Eurispes.

Per rimanere aggiornato sulle nostre ultime notizie iscriviti alla nostra newsletter inserendo il tuo indirizzo email: