L'opinione

I Tg dal 26 febbraio al 2 marzo 2018

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Tabella dei titoli in percentuale. Totale titoli: 208. Argomenti presenti nelle titolazioni: 222; politica 31% (69 presenze, per il 33% dei titoli), interni 22% (50 presenze, per il 24% dei titoli), cronaca 20% (45 titoli, per il 21% dei titoli), esteri 12% (26), sport e varie 5% (12), cultura e società 5% (12) ed economia 4% (8).

3 marzo – L’ultima settimana di campagna elettorale trionfa sulle scalette, raccogliendo inevitabilmente più un terzo dei titoli, e simili spazi nei servizi. Tra gli annunci, gli incontri e le dichiarazioni assai rilevanti sono state le “investiture” dei due candidati premier per il Pd e Forza Italia. Paolo Gentiloni, che già aveva “fatto campagna” nelle scorse settimane, dopo gli endorsement dei molti padri nobili dei democratici, ha assunto posizioni sempre più schierate e critiche, tra cui spiccano le accuse di incompetenza rivolte martedì ai 5 stelle, fino ad essere riconosciuto anche dal segretario Renzi come candidato; nomina cui Forza Italia ha contrapposto la figura del Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, rilanciato a più riprese da Berlusconi e che già nelle scorse giornate Tg5 ci aveva aiutato a conoscere.

Su un altro fronte, la presentazione atipica da parte di M5S della lista dei propri ministri, 18 in totale di cui 15 provenienti dalla società civile, ha ottenuto grande attenzione, soprattutto da parte di Tg La7 che vi ha dedicato 5 titoli, di cui l’apertura di giovedì.

Guardando però oltre le ultime manifestazioni, e volendo inquadrare la campagna elettorale nel suo complesso, risultano interessanti le considerazioni del Capo della Redazione Politica del Tg2 Massimo D’Amore, che venerdì ha parlando di una campagna “breve” e “molto faticosa” da parte dei giornalisti, impegnati a “dare le notizie” ed a “far rispettare i tempi della par-condicio”, un “obbligo di legge ma, ancor prima, editoriale”. Senza dubbio tutte le testate sono state molto attente alla par-condicio, eccetto le consuete sbavature su alcune redazioni (quella del Tg4, ma talvolta anche quelle dei Tg Rai verso M5S). Ci è tuttavia apparso, il più delle volte, che alle notizie non fosse seguito alcun livello di “fact-checking” delle tante proposte, e che a titolazioni affollate di proposte elettorali non si esplorassero, nei servizi, i costi e coperture di queste. Una tendenza in qualche modo bilanciata dalla presenza dei talk, anche se solo in alcuni casi (si veda il programma Var Condicio) il check delle numerose proposte dei partiti è stato tentato attentamente, producendo in qualche caso risultati chiari.

Fuori dalla campagna elettorale, la straordinaria ondata di gelo che si è abbattuta sul Paese, che si è dimostrato “impreparato” a riceverla nelle sue regioni centro meridionali nonostante le molte avvisaglie, ha assorbito un’ampia parte delle scalette, collezionando tra lunedì e martedì ben 12 aperture. Alle cronache da paesaggi imbiancati sono seguite su tutte le testate quelle dei disagi patiti da mezza Italia per il blocco delle linee ferroviarie, spesso a causa di guasti che una manutenzione più accurata avrebbe potuto aggirare. Tra i servizi c’è stata un’attenzione diffusa anche verso i soggetti più esposti: non solo gli anziani, ma anche i senzatetto (buone le coperture di Tg2 e Tg3) e le comunità terremotate (più seguite dalle testate Mediaset). Reiterati, su Tg4, gli allarmi per il pericolo “gelicidio”, neologismo che raccoglie i maggiori rischi, talvolta mortali, dovuti alle strade ghiacciate particolarmente “apprezzato” dalla testata. Ben poche sono state le coperture sui danni inferti dal vento di buriana sull’intera Europa, con sporadiche menzioni solo nei servizi di venerdì.

Al di là delle complicazioni dovute al gelo, la pagina della cronaca resta da metà settimana aperta sulla strage di Cisterna di Latina, dove un carabiniere che si stava separando dalla moglie ha sparato alla donna, per poi uccidere entrambe le figlie nel sonno e suicidarsi: 12 i titoli in tre giorni, tra cui quasi tutte le aperture di mercoledì. La cronaca di quella che, con il senno di poi, è apparsa per molte testate una “tragedia annunciata” si arricchisce sui Tg Mediaset di una forte testimonianza: la registrazione di un colloquio tra marito carabiniere, moglie e figlia al telefono, andato in onda venerdì su Mattino 5 e proposto integralmente da Studio Aperto e Tg4, con stralci anche per l’ammiraglia Mediaset. Si è trattato, a nostro avviso, di una scelta priva di concreto valore giornalistico: la consueta appropriazione dell’immagine e della voce dei morti per promuovere i programmi di rete, in questo caso Quarto Grado. Sullo stesso tema, segnaliamo la reazione “agli antipodi” del Tg La7 di mercoledì, che a commento del servizio si è scusato in diretta “per le fotografie di troppo, che esulano dalla politica informativa del nostro telegiornale”.

Per gli esteri, il fallimento del corridoio umanitario di Goutha in Siria risulta solo nei titoli di lunedì (Tg3 e Tg La7). Attenzione alta, ma solo per Tg La7, alle dichiarazioni di Putin sui nuovi armamenti russi (titolo giovedì e venerdì). Maggiore attenzione ricevono, nel complesso, le notizie dall’America con la decisione di Trump di imporre dazi sull’acciaio che ottiene titoli sui Tg Rai di venerdì.

L’omicidio in Slovacchia del giornalista Ian Kuciak, ucciso assieme alla fidanzata dalla ndrangheta per le sue ricerche sulle commistioni tra politica locale e criminalità organizzata, è stato oggetto da martedì di buone coperture (6 titoli, di cui molti sui Tg Rai). A commento di un’inchiesta che fa tremare il governo della Slovacchia, Mentana ha lasciato questo venerdì parola al suo ospite, Roberto Saviano, che ha esplorato le modalità attraverso cui la ndrangheta riesce a sviluppare, nell’apparente legalità, enormi giri di affari con alcuni paesi dell’est europeo grazie a diffuse collusioni ed ai vuoti legislativi; sempre Saviano ha proposto una riflessione amara, ricordando anche il caso di Caruana Galizia: alcune inchieste vengono alla luce solamente quando un giornalista finisce col perderci la vita.

Sul fronte del lavoro, i dati dell’Istat di giovedì che segnalano un complessivo aumento del Pil (+1,5%) come dell’occupazione giovanile e femminile nel 2017, sebbene si tratti di lavoro precario, risultano molto presenti sulle testate Rai (apertura per il Tg1). Ripreso fin dai titoli venerdì un altro successo, raggiunto nell’ambito della vicenda Embraco, con il congelamento dei 500 licenziamenti previsti. Una “vittoria del sindacato” secondo Tg La7.

Tra le varie ed eventuali, segnaliamo:
La doppia segnalazione di martedì da parte di Tg4 e Tg5 (titolo per entrambi) sulla sorte di un imprenditore della Brianza che pur vantando di un credito di 4 milioni di euro verso lo Stato, è stato costretto a pignorale la propria casa, non riuscendo comunque a salvare la propria azienda.
Il servizio del Tg1 di mercoledì che, dati alla mano, illustra come numero dei migranti arrivati in Italia negli ultimi due mesi sia sceso del 61% rispetto ad 1 anno fa, dando anche numeri aggiornati degli ospiti attualmente presenti nel nostro sistema d’accoglienza: 143 mila.
Il servizio del Tg3, sempre mercoledì, che ha coperto la manifestazione romana nel Disability Day, che ha visto alcuni giornalisti “In tour” per la città sulle stesse sedie a rotelle degli altri manifestanti, disabili motorii, per avvedersi di persona dei problemi causati dalle quotidiane barriere architettoniche; ostacoli vessanti, spesso conseguenza di norme che non vengono rispettate dagli esercenti.

Luca Baldazzi

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